16/05/2026
Tra le nevi di Civago, nell’Appennino Reggiano, si racconta una leggenda antica fatta di freddo, fuochi accesi e ululati nella notte.
Un tempo, quando l’inverno isolava i villaggi e il bosco sembrava avvicinarsi alle case, gli abitanti vivevano con un timore profondo: quello dei lupi.
Si accendevano fuochi davanti alle baite.
Si proteggevano gli ovili.
Si ascoltava il silenzio, perché nel silenzio poteva arrivare il branco.
Ma una notte, nei pressi di Case Cattalini, accadde qualcosa che gli anziani non dimenticarono più.
Un pastore.
Il suo gregge.
Un cane lupo dal cuore diviso.
E un fuoco che, poco a poco, si spense nella neve.
Da quel momento, la leggenda dei lupi di Civago diventò un racconto di paura, istinto e tradimento. Una storia che parla del rapporto antico tra l’uomo e la montagna, quando la natura non era solo paesaggio, ma presenza viva, potente, imprevedibile.
Questa è una delle storie raccolte in Eco di leggende – Voci dall’Appennino Reggiano, un viaggio tra racconti popolari, misteri, paesi, boschi e memorie tramandate di generazione in generazione.
Perché l’Appennino non custodisce solo sentieri e panorami.
Custodisce voci.
Custodisce paure antiche.
Custodisce storie che meritano di essere ricordate.
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