Seprian snc

Seprian snc Promuoviamo le riproduzioni di manoscritti miniati e di libri d'arte attraverso consulenze, eventi e sviluppo di canali di vendita.

Noi pensiamo che i libri siano delle opere d'arte non solo per il loro contenuto, ma anche in quanto oggetti d'arte in se stessi. A riprova di ciò basti pensare alla grandissima importanza delle miniature nella produzione artistica europea, alla perfetta fusione tra immagini e parole dei manoscritti medioevali, fino alla nascita con il Futurismo del libro d'artista. Con questo spirito noi promuovi

amo le riproduzioni di manoscritti miniati ed i libri d'arte in generale, attraverso consulenze, organizzazioni di eventi e canali di vendita.

10/05/2026

Il primo libro stampato in Piemonte non uscì da Torino né da Genova.

Uscì da una botteguccia di collina, in un vicolo di Mondovì, il 24 ottobre 1472.

Erano passati appena 17 anni dalla Bibbia di Gutenberg.

In mezzo all'Europa che scopriva i caratteri mobili, Mondovì c'era già.

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Il responsabile si chiamava Antonio di Mattia, tipografo fiammingo di Anversa.

Era scappato verso sud per sfuggire alla peste — e invece di fermarsi in una capitale, era finito in Piemonte, in una città che all'epoca contava quanto un capoluogo di provincia odierno.

Con lui c'era Baldassarre Cordero. Erano arrivati da Genova con un carico di attrezzature tipografiche che in Italia settentrionale non aveva ancora visto nessuno.

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Il libro che stamparono si chiamava il Confessionale di Sant'Antonino, arcivescovo domenicano di Firenze.

Non era un testo qualsiasi: era un manuale per i confessori, uno dei testi più copiati a mano nei decenni precedenti. La stampa lo trasformò in qualcosa di riproducibile, diffondibile, controllabile.

Il colophon recita: "finita in Monteregali" — il nome latino di Mondovì. Primo documento stampato in Piemonte con data certa.

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La bottega stava nella Contrà Dj Caglié, nel rione Pian della Valle, poco prima di piazza Santa Maria Maggiore.

Uno spazio modesto. Da lì, pochi mesi dopo — febbraio 1473 — Antonio di Mattia stampò già le Heroides di Ovidio e le Satire di Giovenale.

Non stava improvvisando: stava costruendo una filiera editoriale in una città di collina piemontese.

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La storia non finisce nel 1472. Nel 1562 arrivò Lorenzo Torrentino, direttamente dalla corte dei Medici a Firenze.

Installò due torchi e una fonderia interna. Nei dieci anni successivi, Mondovì pubblicò circa 60 titoli.

L'attività si fermò solo nel 1572, quando l'Università — che era a Mondovì — tornò a Torino e portò via i suoi lettori.

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Il libro originale del 1472 esiste ancora. Si trova al Museo Civico della Stampa, in centro città, nel complesso Liber.

Sei sale al piano terra. Torchi originali, caratteri mobili in piombo, una tipografia del XVI secolo ricostruita com'era.

A 553 anni di distanza, puoi guardare il primo libro stampato in Piemonte. Nessun vetro opaco, nessuna replica: quello vero.

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Mondovì non è Venezia. Non è Firenze. Non è il nome che ti aspetti quando pensi alla storia della stampa italiana.

Eppure un tipografo fuggito dalla peste, con una cassa di caratteri mobili e un vicolo nel Cuneese, ci arrivò prima di tutti gli altri.

In breve:
24 ottobre 1472: Mondovì stampa il primo libro in Piemonte, solo 17 anni dopo Gutenberg.
Il tipografo era Antonio di Mattia, fiammingo fuggito dalla peste di Anversa.
Il libro originale esiste ancora: si trova al Museo Civico della Stampa di Mondovì.

09/02/2026

Spedizione in 24/48 ore

14/02/2025
14/02/2025

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Nuovi arrivi: Erbario di Trento, Priuli e Verlucca 2012 - Tiratura di 500 copie - In vendita a 1750€L'Erbario di Trento,...
03/02/2025

Nuovi arrivi: Erbario di Trento, Priuli e Verlucca 2012 - Tiratura di 500 copie - In vendita a 1750€

L'Erbario di Trento, conosciuto anche come Herbal of Trento, è un manoscritto realizzato a Venezia alla fine del XV secolo e probabilmente rilegato tra il 1562 e il 1564, periodo in cui apparteneva a don Vincenzo Sabbia, sacerdote di Lodi. Oggi è conservato al Castello del Buonconsiglio di Trento.

L'opera è un erbario illustrato tratto dal Thesaurus Pauperum di Pietro Juliani (Papa Giovanni XXI) del XIII secolo. Oltre ad avere un valore artistico, il manoscritto aveva una funzione pratica per botanici e medici dell’epoca, fornendo informazioni sull’uso delle piante medicinali per curare diverse malattie.

Le prime 43 pagine doppie contengono disegni di 86 piante medicinali, realizzati a penna e acquerello con uno stile medievale, accompagnati da descrizioni sulle loro proprietà e luoghi di crescita. Le successive 23 pagine doppie riportano ricette tratte dal Thesaurus Pauperum, suddivise in 86 capitoli a due colonne. Inoltre, l'erbario include 84 didascalie, di cui 21 scritte in un latino impreciso con influenze dialettali veneziane.

Il manoscritto permette di esplorare un mondo lontano, in parte scomparso (alcune piante citate non esistono più), in parte immaginario (con descrizioni di piante e animali fantastici) e in parte ancora attuale nell’ambito della medicina alternativa. Contiene anche formule magiche, riferimenti alla Cabala, citazioni evangeliche e preghiere, arricchiti da splendide illustrazioni botaniche.

L’erbario, probabilmente rilegato a Lodi tra il 1562 e il 1564, rappresenta così un affascinante intreccio tra scienza, arte e mistero.

Per dettagli:
https://www.seprian.it/facsimili/erbario-di-trento-herbarium-of-trento/

I Re Magi.Miniatura tratta dal Salterio di St. Albans (St. Alban’s Psalter). Hildesheim, Dombibliothek Hildesheim (MS St...
06/01/2025

I Re Magi.
Miniatura tratta dal Salterio di St. Albans (St. Alban’s Psalter). Hildesheim, Dombibliothek Hildesheim (MS St. God. 1), Cologne, Schnütgen Museum, (Inv. No. M694). Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 2009. Riproduzione in facsimile del manoscritto scritto e miniato in Inghilterra all’inizio del XII secolo nello scriptorium di St. Albans. Ordinato presumibilmente da Geoffrey di Porham, abate di St. Albans, per Cristina di Markyate. il codice (comprendente 150 salmi latini, la Vita di s. Alessio e una lettera di papa Gregorio Magno). All’interno 42 miniature attribuite ad Alexis Master completano il testo composto da 150 salmi latini, la Vita di s. Alessio e una lettera di papa Gregorio Magno. Legatura in pelle con impressioni a secco sui piatti e fermagli dorati di chiusura. Formato 19x28 cm. Pagine 418 (+1).

Nuovi arrivi: La Divina Commedia di Federico da Montefeltro. Dante Urbinate, Treccani 2020 - Tiratura di 550 copie - In ...
22/11/2024

Nuovi arrivi: La Divina Commedia di Federico da Montefeltro. Dante Urbinate, Treccani 2020 - Tiratura di 550 copie - In vendita a 8000€

Il manoscritto Urbinate Latino 365, conosciuto come Dante Urbinate, è una delle edizioni più preziose e artistiche della Divina Commedia di Dante Alighieri, realizzata tra il 1477 e il 1482 per volere di Federico da Montefeltro, duca di Urbino. Federico, noto mecenate del Rinascimento, commissionò l'opera al miniaturista Guglielmo Girardi, affiancato da artisti come Franco dei Russi, e allo scriba Matteo de' Contugi. L'opera si distingue per la scrittura minuziosa in caratteri umanistici e per le ricche miniature che ornano il testo.

Il manoscritto fu realizzato su pergamena di alta qualità, con miniature vivaci e dorature che riflettono il gusto rinascimentale e la maestosità della corte di Urbino. Include 119 grandi miniature, scene particolarmente emozionanti tratte dall’Inferno e dal Purgatorio, e decorazioni di grande raffinatezza che ne fanno un capolavoro della miniatura rinascimentale.

Dopo la morte di Federico, la decorazione del Paradiso venne completata nel XVII secolo, quando Francesco Maria II della Rovere, ultimo duca di Urbino, fece rilegare il manoscritto con una copertina in broccato giallo. L’intera biblioteca ducale passò alla Biblioteca Apostolica Vaticana nel 1657, per ordine di papa Alessandro VII, dove è tuttora conservata.

Il manoscritto rappresenta una fusione unica di cultura medievale, arte rinascimentale e decorazione barocca, rendendolo uno degli esempi più illustri di testi miniati della Divina Commedia.

Per dettagli:
https://www.abebooks.it/collezionismo-cartaceo/Divina-Commedia-Federico-Montefeltro-Dante-Urbinate/31850289053/bd

Vittoria de Buzzaccarini,grazie!
14/11/2024

Vittoria de Buzzaccarini,
grazie!

Nuovi arrivi: Leggendario Sforza-Savoia, Franco Cosimo Panini 2013 - Tiratura di 398 copie - In vendita a 4250€Il Leggen...
07/11/2024

Nuovi arrivi: Leggendario Sforza-Savoia, Franco Cosimo Panini 2013 - Tiratura di 398 copie - In vendita a 4250€

Il Leggendario Sforza-Savoia è un manoscritto rinascimentale realizzato nel 1476 per Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano e noto mecenate delle arti e della musica. Creato dal famoso miniaturista milanese Cristoforo de Predis, questo libro devozionale è sontuosamente decorato e illustra le storie e le leggende della Vergine Maria, di Giovanni Battista e del Figlio di Dio, concludendosi con il Giudizio Universale. Le 324 miniature che lo compongono si distinguono per colori vivaci, finiture dorate e un’attenzione ai dettagli ispirata alla vita contemporanea dell’artista, che era sordomuto.

Destinato alla meditazione privata, il Leggendario Sforza-Savoia racconta la storia dei genitori della Vergine Maria e la sua infanzia fino all'Annunciazione, seguita dalla vita, dai miracoli e dalla Passione di Cristo, fino alla Pentecoste, nonché dalla vita di Giovanni Battista. Il libro si chiude con spettacolari miniature del Giudizio Universale. Le scene bibliche sono ambientate in contesti architettonici e scenografici nord-italiani, permettendo a Galeazzo di riconoscere il proprio ducato come sfondo di queste storie sacre. L’armonia tra i colori potenti, le sottili sfumature e il filigrana dorato dà un’eccezionale vivacità alle illustrazioni, bilanciando realtà e immaginazione, sacro e profano, aristocratico e popolare.

Cristoforo de Predis, miniaturista sordomuto attivo alla corte Sforza dal 1471, è noto per le sue doti osservative e per i dettagli tratti dalla vita contemporanea milanese. Le sue miniature riflettono attentamente la realtà, con paesaggi della valle del Po, vie e piazze affollate, sale eleganti e ambienti semplici. Predis rappresenta anche diversi materiali architettonici (mattoni, marmo, intonaci colorati, legno) e lavora sugli effetti di luce negli interni, includendo persino elementi della prospettiva centrale, recentemente inventata.

Per dettagli:
https://www.abebooks.it/Leggendario-Sforza-Savoia.Codice-Varia-124-Biblioteca/30965576978/bd

Nuovi arrivi: Il Messale di Barbara di Brandeburgo, Il Bulino 2012 - Tiratura di 398 copie - In vendita a 4950€Il Messal...
31/10/2024

Nuovi arrivi: Il Messale di Barbara di Brandeburgo, Il Bulino 2012 - Tiratura di 398 copie - In vendita a 4950€

Il Messale di Barbara di Brandeburgo è tra i più splendidi manoscritti liturgici del Medioevo. Progettato e decorato tra il 1442 e il 1465, è opera di celebri miniaturisti medievali, tra cui Belbello da Pavia, Girolamo da Cremona e probabilmente Rogier van der Weyden. Contiene 70 miniature grandi e piccole e numerosi elementi decorativi in foglia d’oro e lapislazzuli. Inizialmente commissionato da Gianlucido Gonzaga, fu lasciato incompiuto alla sua morte nel 1448. Barbara di Brandeburgo, una delle donne più colte del Rinascimento, riconoscendone il valore straordinario, fece riprendere il lavoro sull’opera nel 1449, completandola nel 1465. Questo capolavoro è considerato oggi un importante esempio di miniatura gotica tardiva.

Nel 1442 Belbello da Pavia, uno dei massimi rappresentanti della miniatura gotica tardiva, avviò la lavorazione del messale. L’opera, realizzata nel corso di oltre vent’anni con l’aiuto di celebri artisti gotici e rinascimentali, comprende 70 spettacolari miniature a piena pagina e un calendario illustrato in 12 pagine testuali, arricchito da oltre 2.000 iniziali miniate di varie dimensioni.

Figlia maggiore del margravio Giovanni di Brandeburgo e della moglie Barbara di Sassonia-Wittenberg, Barbara fu data in sposa a Ludovico III Gonzaga di Mantova a soli 11 anni. Cresciuta alla corte di Mantova, divenne una delle figure più colte del Rinascimento, parlava fluentemente quattro lingue e fu un’importante mecenate delle arti e della letteratura. Il messale, inizialmente commissionato da Gianlucido Gonzaga a Belbello, fu ripreso da Barbara dopo la morte di Gianlucido, nel 1448, riconoscendo l’opera come un capolavoro.

Belbello, insieme al calligrafo Pietro Paolo Marone, iniziò la lavorazione del manoscritto, rimasto incompiuto per un decennio dopo la morte di Belbello. Nel 1465 Girolamo da Cremona completò l’opera, combinando l’estetica gotica con elementi rinascimentali. Tutte le miniature, in colori vivaci, sono riccamente adornate in foglia d’oro e lapislazzuli. Tre delle immagini più raffinate sono attribuite a un artista anonimo, probabilmente Rogier van der Weyden.

Per dettagli:
https://www.seprian.it/facsimili/messale-di-barbara-del-brandeburgo-missal-of-barbara-of-brandenburg/

Indirizzo

Villastellone

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
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