11/08/2026
In questi giorni di vacanze e relax
Vi lascio uno spunto per una piccola riflessione
Visto che di persone cattive purtroppo ne conosciamo tutte almeno una ..
Lo schermo non rende le persone più coraggiose. A volte le rende semplicemente meno educate.
Basta entrare nei commenti di un qualsiasi social per accorgersi di quanto facilmente alcune persone dimentichino una cosa piuttosto elementare: dall’altra parte dello schermo c’è qualcuno. Una persona vera, con una storia, delle fragilità, una giornata magari già complicata. Eppure, protetti da una tastiera e dalla distanza, c’è chi si sente autorizzato a dire cose che probabilmente non avrebbe il coraggio di pronunciare guardando qualcun altro negli occhi.
L’insulto diventa una battuta. La cattiveria diventa “un’opinione”. La mancanza di rispetto viene giustificata con un “siamo sui social, cosa pretendi?”. Come se internet fosse una zona franca dove le regole dell’educazione non valgono più.
Ma il problema non è lo schermo.
Il problema è quello che scegliamo di essere quando pensiamo che nessuno possa davvero guardarci negli occhi.
Perché un commento offensivo può anche durare pochi secondi sul display di qualcuno, ma racconta molto di più di chi lo scrive che di chi lo riceve. Racconta il modo in cui quella persona considera gli altri, il valore che attribuisce al rispetto, la necessità di sentirsi superiore per qualche istante.
E forse è proprio questo l’aspetto più triste: pensare che essere maleducati, aggressivi o gratuitamente cattivi possa renderci più forti, più intelligenti o più importanti.
Non è così.
La vera forza non sta nel trovare la frase più cattiva da scrivere. Sta nel sapere quando non serve scriverla. L’intelligenza non si misura dalla capacità di umiliare qualcuno in pubblico, ma dalla capacità di esprimere un dissenso senza perdere il rispetto. E l’educazione non dovrebbe dipendere dalla presenza di qualcuno che possa rimproverarci.
Dovrebbe appartenere a noi.
Anche quando nessuno ci conosce.
Anche quando siamo dietro uno schermo.
Soprattutto quando siamo dietro uno schermo.
Perché alla fine, ogni volta che scriviamo qualcosa, lasciamo una piccola traccia di noi.
E certe volte non è la persona che abbiamo insultato a fare una br**ta figura.
Siamo noi.
- Emozioni
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