06/06/2026
Lo abbiamo avuto tutti, un barattolo di pastelli. La gomma prestata che non faceva il suo dovere, il banco graffiato dal ricordi della sera prima, il coraggio che non veniva a soccorrerti quando un compagno abbassava lo sguardo davanti ad un torto. Chi è felice ricorda il corallo, il bianco sporco della neve in città, il blu che si stagliava arrogante al di là della finestra durante un’ora di lezione in cui desideravi restare, scappare, nasconderti perché eri piccolo e ti veniva chiesto di essere l’adulto che non saresti mai diventato. La bidella, quella mamma senza figli che ti stringeva in un grembiule beige o tra le mani ruvide di candeggina, chi se la potrà mai dimenticare?
Questo libro è un disegno in potenza che buca il foglio dell’infanzia tradita, e che vorremmo ancora oggi rivivere, praticare o guidare verso orizzonti che da piccini ci spaccavano dentro e che da grandi cerchiamo con tormento.
Tu, Barbara, sei la musica del nostro nastro riavvolto. Ti abbiamo letto e non smetti di girarci in testa. Scrivi ancora, scrivi tanto. Vieni a trovarci. Fatti trovare. Resta così.
Grazie per aver presentato questo libro facendolo brillare anche parlando del nero opaco.
Grazie amici lettori. Il vostro pastello ancora intatto o spuntato era necessario per valorizzare ancora di più le prime pagina del libro, trafitte da una silenziosa polvere da sparo.
cortinovis1975