La libreria IL BANCO nasce nel 1980 per concessione del Comune e grazie alla caparbietà di due grandi librai torinesi, Arneodo Sergio e Marra Roberto. Inizialmente sorge come progetto estivo: viene montata a marzo e smontata a settembre, ma dopo qualche anno, con la presa di posizione dei commercianti che occupano i negozi nel tratto fronte-libreria e che lamentano un calo di vendite nel periodo
di assenza della lunga libreria mobile, la concessione viene rilasciata annualmente. Sono passati trentasette anni e di noi si dice: " dato che non c'è torinese che almeno una volta nella vita non sia transitato per via Garibaldi, e dato che non c'è torinese che trovandosi a transitare per via Garibaldi a un certo punto non abbia deciso di percorrere il tratto di via Garibaldi che sta tra via Bligny e via Piave all'interno della Libreria Il Banco, ossia in quel vero e proprio tunnel di libri che da trentasette lunghi anni e cioè dal 1980 sorge sul lato occidentale del palazzo che ospita il convitto Umberto I, pare lecito affermare che la libreria Il Banco sia in realtà a Torino la libreria più attraversata della città nei suoi ben sessanta metri di lunghezza tra l'ingresso (che a seconda della direzione del torinese che percorre via Garibaldi può diventare l'uscita) e l'uscita (che a seconda della direzione del torinese che percorre via Garibaldi può diventare l'ingresso). L'attuale gestione da parte della Bellentani sas ha rilevato il tunnel dei libri venticinque anni orsono, e ha subito deciso che, per far fronte alla concorrenza delle catene che già all'epoca si profilavano all'orizzonte a Torino come nel resto del Paese, la libreria doveva specializzarsi. E si trattò di una risposta azzeccata. Chi infatti percorre via Garibaldi attraversando i ben sessanta metri di libri che vanno da via Bligny a via Piavesi trova a incrociare un pò di tuttto, dai fumetti ai romanzi ai saggi ai manuali alle guide alle biografie ai testi musicali ai libri fotografici. E in tutto questo risaltano in particolare ventisette metri di tascabili a parete. Il bello della Libreria Il Banco è che finisci per entrarci anche se in realtà non eri uscito di casa spingendoti fino a via Garibaldi perchè volevi andare in libreria, ma perchè volevi comprarti una maglietta o una felpa. Il brutto della Libreria Il Banco è che poi non ti compri più nè la maglietta nè la felpa, perchè hai speso in libri tutto quello che avevi nel portafogli: che poi pensandoci bene fa sempre parte del bello, considerato che i libri durano più delle magliette e delle felpe. La Libreria Il Banco è al momento in cui scrivo l'ultima libreria in via Garibaldi prima di arrivare in piazza Statuto e da lì a Porta Susa, e dunque l'ultima occasione di procurarsi un libro prima di affrontare un viaggio in treno nel caso si sia in ritardo e non ci si possa permettere il lusso di deviazioni di percorso. Dato che abito poco lontano da via Garibaldi, che prendo spesso il treno a Porta Susa, e che sono sempre in ritardo, ricorro spesso alla Libreria Il Banco. Dopodichè corro." Giuseppe Culicchia