21/04/2026
I miei 103 km in Val d’Orcia in occasione della ✨
I primi 50 li ho passati a guardarmi intorno con la bocca aperta.
Colline che cambiano colore con la luce del sole, strade bianche perfette, silenzi che senti solo quando sei lì in mezzo, con le gambe che girano e la testa che finalmente smette di fare rumore.
Ho conosciuto persone. Ho riso e sorriso per gran parte della gara. Mi sono fermata a guardare cose che qui da me non si vedono spesso.
Mi sono sentita bene, di quel bene pieno, che non ha bisogno di spiegazioni.
E ho provato qualcosa che sento sempre quando corro distanze così: gratitudine.
Per la possibilità di essere presente in partenza, per le gambe che tengono, per il corpo che porta avanti anche quando la testa inizia a dubitare.
Un corpo che la società non considererebbe “da runner” eppure eccolo, che macina chilometri su sentieri che tolgono il fiato (Ogni tanto c’è bisogno di ricordarlo e darsi una pacca sulla spalla).
Sabato mi sono sentita nel posto giusto.
100 km sembrano una distanza enorme.
E in effetti lo sono.
Ma quando sei lì dentro non pensi ai 100 km.
Pensi al prossimo passo.
Al prossimo ristoro.
Alla prossima salita.
E poco alla volta arrivi.
È una lezione che la corsa mi ricorda ogni volta:
quasi tutto quello che sembra impossibile diventa possibile quando smetti di guardare la distanza intera e inizi a fare semplicemente il prossimo passo.
Quello che mi porto via, ogni volta, non è solo la fatica o il traguardo.
È la conferma che le cose belle richiedono tempo, presenza e un passo dopo l’altro.
Non esiste una scorciatoia per arrivare dove vuoi davvero arrivare.
Il percorso non è il mezzo per arrivare ma fa già parte della meta.
Lo stesso vale per quello che costruisco ogni giorno con QUSO.
Non sto cercando scorciatoie. Sto mettendo un piede davanti all’altro, con cura, convinta(quando riesco) di quello che faccio.
Ed è proprio da questo percorso che sta nascendo il nuovo progetto a cui sto lavorando che presto vi racconterò.💚