Libreria Antiquaria Atlantis

Libreria Antiquaria Atlantis Occasionalmente pubblica cataloghi tematici e partecipa alle maggiori fiere dell'antiquariato. e dell'I.L.A.B.(International League of Antiquarian Booksellers).

La Libreria Antiquaria Atlantis dal 1999 si occupa della ricerca e del commercio di libri antichi e rari e di manoscritti, con particolare attenzione ai temi riguardanti le Scienze Occulte, l'Alchimia, l'Esoterismo e gli Studi Tradizionali. Lo studio bibliografico Atlantis dal 1999 si occupa a Torino della ricerca e del commercio di libri antichi e rari e di manoscritti, con particolare attenzione

ai temi riguardanti le scienze occulte, l'alchimia, l'esoterismo e gli studi tradizionali. Dal 2008 è membro dell'Associazione Librai Antiquari d'Italia(A.L.A.I.)

05/10/2024

Uomo del suo tempo, romanziere, linguista e filologo, J.R.R. Tolkien è il protagonista della nuova mostra della Reggia di Venaria 🖋️

Promossa dal Ministero della Cultura con la collaborazione dell’Università di Oxford, l’esposizione è realizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con la curatela di Oronzo Cilli e la co-curatela e l’organizzazione di Alessandro Nicosia.

Vi aspettiamo dal 19 ottobre 🔗
https://lavenaria.it/it/mostre/tolkien

University of Oxford

17/02/2023

Giordano Bruno fu il filosofo del pensiero libero e non il martire del libero pensiero. C'è una differenza profonda: la libertà è qualcosa che il pensiero deve conquistare rispetto a se stesso e ai meccanismi inconsci che lo condizionano, non tanto da una autorità esterna. Bruno intuì questa verità nella disciplina immaginativa del pensiero (che gli accademici chiamano arte della memoria): questa disciplina, posseduta, avrebbe permesso al pensiero di conoscere se stesso, di trascendere se stesso per percepirsi come pura Luce.
Chi fa di Bruno il precursore dell'illuminismo, può farlo solo perché in realtà non ha la più pallida idea di cosa sia il pensiero, della sua essenza predialettica e non ha compreso la profonda verità racchiusa in queste parole: "La Luce splende nelle tenebre".
Il grande Filosofo nolano non potrà mai essere compreso da chi cerca la luce fuori di sé, da chi ha bisogno dell'autorità della tradizione, del maestro, del guru.
Bruno è l'ultimo degli antichi e proprio per questo, è il primo dei moderni cercatori dello Spirito: colui che ci indica la rotta da seguire al volgere dei tempi.

[di R. S. Ilcervobianco]

“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori”. La Libreria Antiquaria Atlantis sarà presente alla nuova manifestazione libr...
13/10/2021

“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori”.
La Libreria Antiquaria Atlantis sarà presente alla nuova manifestazione libraria dedicata alla cultura e storia medioevale che si terrà Sabato 23 e Domenica 24 Ottobre a Saluzzo (CN).

12/10/2021

📌 Vi aspettiamo giovedì 14 ottobre alle ore 16.30, nel Salone dell’Appartamento di Mezzanotte, per la presentazione del volume di Adriano Aymonino, "Enlightened Eclecticism: The Grand Design of the 1st Duke and Duchess of Northumberland", pubblicato quest’anno da Yale University Press. L’iniziativa intende avviare un dialogo tra le peculiarità del nostro patrimonio e alcune significative esperienze europee che, soprattutto attraverso le rotte italiane del Grand Tour, hanno inciso in maniera significativa sulla formazione del gusto e sugli orientamenti della cultura europea.
Il volume focalizza l’attenzione su una delle campagne di mecenatismo e collezionismo più importanti del Settecento in Gran Bretagna, quella condotta per circa mezzo secolo dal primo Duca e dalla prima Duchessa di Northumberland. La loro committenza contribuì infatti all'affermarsi del Neopalladianesimo, del Rococò, del Neoclassicismo e del Neogotico in Inghilterra.

🍀 Ingresso gratuito
⚠ Prenotazione obbligatoria: [email protected]; 011 5641733-791.
➡ Ulteriori info e dettagli sul nostro sito web: https://bit.ly/3oD0WNO



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11/06/2021

Ciascuno di noi è influenzato da tutti i libri che ha letto. Altra cosa sono i testi – e gli autori- che ci hanno formato, le opere che diventano l’imprinting della nostra personalità e della visione del mondo alla quale aderiamo. Per chi scrive, si tratta di Dante, Tommaso d’Aquino, Cervant...

«Il nodo di Gordio deve essere inteso come un problema posto dal destino; esso si riannoda di continuo, così come di con...
01/05/2021

«Il nodo di Gordio deve essere inteso come un problema posto dal destino; esso si riannoda di continuo, così come di continuo si pone il problema stesso. La spada di Alessandro fa balenare una luce nuova, una Aufklärung nel senso più elevato e solare del termine». Ernst Jünger, Il nodo di Gordio.

22/03/2021

Che scoperta. La letteratura racconta l’eccedente, l’eccesso, l’eccezionale. I grandi libri confondono, perturbano, vanno gettati dalla finestra. Da Gilgamesh che non accetta la morte, la terribile potenza del corpo che crolla, a Ettore, corpo straziato, appeso al carro di Achille, che sbraita intorno alle mura di T***a, corpo sconfitto e scritto, tormento eletto a verbo, non si canta che l’enigma, la carne rastrellata, l’ira contro le evidenze, la solarità della tenebra. La letteratura, che scoperta, è scoperchiare il sacrilegio: Clitemmestra che sgozza il marito, Edipo che giace con la madre, Pasifae che si dà al toro, Fedra che brama il figliastro, Ippolito, la Monaca di Monza, la peste che sovverte le virtù, Padre Sergij che si mozza il dito, Achab accecato dalla diabolica ossessione per la Balena Bianca, il mercimonio di massacri di Cormac McCarthy, l’esegesi nella psicosi di Giuseppe Berto, Mario Pomilio che sventra i testi sacri, William Faulkner che dissacra le parentele, Céline che s’impania in odio nottambulo, Hermann Broch che disintegra il romanzo per cercare un punto di gloria nell’agonia di un uomo che muore, Virgilio.
Il libro, voglio dire, è per natura pericoloso, è magia oscura, ingresso nella gola della tigre. Pur soltanto l’impeccabile costruzione di un mondo altro, parallelo, persuasivo, autonomo, ha in sé qualcosa di sinistro, il sortilegio di chi di questo realtà, terrena, mostra l’equatore della menzogna, l’insussistenza, la meticolosa idiozia. Questa filiera di ovvietà, tuttavia, è sconfessata, da anni, dal predominio del mercato e dalla perversa e pervasiva morale dei neopuritani della cultura. Una volta i libri venivano banditi, censurati, processati – e l’Index Librorum Prohibitorum fungeva da biblioteca di testi che non si potevano non leggere, dacché ogni libro è un accesso al proibito, per questo lo si chiude, sperando d’interrompere, così, il suo clamoroso incantesimo –, oggi sono bendati dall’indifferenza, stigmatizzati dall’intransigenza dei puri di cuori, paladini di una sorta di eugenetica della letteratura. Così, pensieri che sembravano ormai acquisiti, digeriti, passati, come La letteratura e il male di Georges Bataille – “La letteratura non è innocente e, colpevole, doveva infine ammettersi tale” – fungono, incredibilmente, da antidoto ai nuovi accademici del rancore, che rinnovano la letteratura integralista del buon ‘messaggio’. Recentemente, per dire, per la Stanford University Press Dorothy J. Hale, che insegna letteratura inglese a Berkeley, ha firmato un saggio, The Novel and the New Ethics, in cui dimostra – attraversando autori come Henry James, Toni Morrison, Ian McEwan, attraverso saggi di sgargiante ‘correttezza’ – che è l’etica la norma che regge la danza letteraria, che un buon romanzo si giudica dal proprio passaporto morale. “Ammirare un romanzo come pura forma significa banalizzarne la dimensione sociale, mentre il romanzo rivendica primariamente una dimensione etica, politica”, scrive l’autrice, benché l’unica morale, in un romanzo, sia soltanto formale, l’egida aggressiva della forma. L’ideologia della ‘missione etica’ dello scrittore porta, appunto, all’eugenetica delle anime belle, per cui “le brave persone sono anche bravi romanzieri, e le persone moralmente migliori sono romanzieri migliori”.
Ma questa, come dire, è accademia (che negli States non sta chiusa nelle mummificate aule universitarie, ma diventa pensiero diffuso, dominante, coercitivo). Il resto, è storia. Declinata, spesso, in forme grottesche. Jeanine Cummins, ad esempio, autrice, l’anno scorso, di American Dirt, storia possente di una donna messicana che tenta di varcare il confine degli Usa, è stata stigmatizzata dai latinx – come si dicono ora – perché una nordamericana non può raccontare storie di immigrazione che riguardano messicani. Contravvenendo – non è la prima volta – alla più ovvia delle norme letterarie: penetrare nello sconosciuto, interpretare l’assolutamente altro, mobilitare l’immaginazione per immergersi nello sconvolgente, nello sconveniente, nell’alieno, nell’alienato. Lo scrittore è tale proprio perché non si limita a raccontare i fatti suoi, il bunker della quotidiana cerca, ma invade le esistenze ignote, appena immaginate, spaccando lo specchio, spurio, della ‘rappresentazione’. D’altra parte, lo scrittore e accademico – insegna alla University of Southern California – e premiato Viet Thanh Nguyen (quello de Il simpatizzante e Il militante), in un lungo saggio pubblicato lo scorso dicembre sul “New York Times” insegna che il compito fondamentale della letteratura è “un lavoro di impianto critico e politico, teso a destabilizzare il bianco e a rivelare il pesante lascito del colonialismo”. Piuttosto, Bruce Wagner, scrittore americano – in Italia lo pubblica Baldini Castoldi –, sceneggiatore di peso (c’è il suo talento dietro Maps of Stars di David Cronenberg), si è stampato l’ultimo romanzo, The Marvel Universe, da sé, visto che l’editore con cui aveva firmato il contratto, Counterpoint Press, ha preferito rifiutarlo, a causa del “linguaggio problematico per lettori sensibili”. Wagner, in sostanza, fa dire alla sua protagonista, una grassona, che è “una grassona”, e questo non va bene. Replica dell’autore: “credo che i cosiddetti ‘lettori sensibili’ manderebbero al rogo pressoché tutti i miei libri”.
Eppure, una pur pallida forma di ribellione alla coercizione moralista americana si muove. Un informato articolo di Otis Houston – anche lui, facciamoci il callo, uscito dalle fatidiche ‘scuole di scrittura creativa’, il pollaio dei nuovi scrittori globali, globalisti –, Beware of Books!, pubblicato su “Persuasion”, reagisce al “moralismo che sta opprimendo il mondo letterario”. Vale la pena ricalcare un pezzo dell’articolo: “Non c’è niente di nuovo né di strano nel denunciare idee e autori in nome di una moralità. È una forma di potere esercitata da sempre, da chi intende affermare un dominio culturale… Negli anni Ottanta e Novanta erano i conservatori della morale pubblica a sorvegliare le virtù del pubblico dei lettori americani. Ciò che è nuovo, oggi, è che la tendenza a controllare la bontà morale dei libri riguardi la comunità letteraria di sinistra, quelle stesse persone a cui abbiamo affidato il compito di guidare il corso della nostra cultura. Chi brucia i libri di J.K. Rowling, cercando affannosamente le prove della loro transfobia, sono membri della sinistra progressista, irritati da commenti su questioni che riguardino gender e trans… Questo nuovo moralismo letterario, questa frenesia della censura, che considera la letteratura secondo fini politici, offende l’arte. Rende gli scrittori timorosi di sconfinare oltre le definizioni semplicistiche della propria identità, li priva della libertà di affrontare temi moralmente complessi. E annichilisce le attese dei lettori. Se ci aspettiamo che la letteratura risolva i problemi sociali, fraintendiamo la sua sfida. L’arte non semplifica, ci costringe a guardare il complesso. La scrittura, se è potente, non offre risposte”.
La scrittura, piuttosto, pone sempre nell’illecito – perfino quando la sua nitidezza formale è esatta, inattaccabile, essa ci vince, pretende che noi soccombiamo. È un gesto, lancinante, di prevaricazione estetica, la letteratura. Che la sua pericolosità sia costantemente ostacolata, nel tentativo di disinnescarla, è perfino ovvio.

Indirizzo

Via Dei Mille, 27/D
Turin
10123

Orario di apertura

Lunedì 14:30 - 19:00
Martedì 14:30 - 19:00
Mercoledì 14:30 - 19:00
Giovedì 14:30 - 19:00
Venerdì 14:30 - 19:00
Sabato 14:30 - 19:00

Telefono

+393393645182

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