Pronto sgomberi e vecchi merletti

Pronto sgomberi e vecchi merletti Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Pronto sgomberi e vecchi merletti, Negozio di oggetti da collezione, Torino, Turin.

12/03/2023
Venite a trovarci al
12/03/2023

Venite a trovarci al

Quando trovi un bidet del 1800 pensi:"...e i francesi muti!"Ma pochi sanno che...Tratto dal web⏬Grazie alle memorie dell...
29/06/2022

Quando trovi un bidet del 1800 pensi:"...e i francesi muti!"

Ma pochi sanno che...
Tratto dal web⏬

Grazie alle memorie dell’allora Ministro degli Esteri – nonché amante di Madame De Prie – che nel 1726 racconta di essere stato ricevuto dalla signora, imbarazzatissimo, mentre era a cavallo di uno strano sgabellino a forma di violino, la prima testimonianza su questo sanitario da bagno è giunta fino ai nostri giorni.

Il bidet fu in seguito installato, sull’onda dell’entusiasmo, anche nella reggia di Versailles, salvo poi essere smantellato pochi anni dopo a causa del suo inutilizzo.

Il primo bidet in Italia: a Caserta, nella reggia dei Borbone
La sua diffusione nel nostro paese ha inizio grazie all’innovativa regina di Napoli, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, che ne fece installare uno nelle sue stanze private della Reggia di Caserta, composto da un catino in metallo appoggiato su una struttura di legno scuro intarsiato.

I Borbone in effetti avevano un concetto molto avanzato di igiene personale, in controtendenza rispetto alla loro epoca, tant’è che nella Reggia vi è una vera e propria stanza da bagno. All’interno di questa sala da bagno, vi era una vasca in granito con acqua corrente, una toilette in marmo di carrara e un elegantissimo bidet, il primo della storia d’Italia.

Ecco il bidet ritrovato! Un piccolo tesoro😊😊😊

Fai un buon lavoro quando il cliente dona nuova vita al tuo prodotto venduto e ti manda foto!Ci sono bauli che hanno tro...
20/06/2022

Fai un buon lavoro quando il cliente dona nuova vita al tuo prodotto venduto e ti manda foto!
Ci sono bauli che hanno trovato una nuova casa in un posto insolito,un pub!
non che gli oggetti abbiano un'anima,ma acquistano di nuovo la loro dignità!

Non è il primo,ma le foto di altri prodotti sono andate perse!😅

Nulla è vecchio se dai nuova vita!
Foto del prima e del dopo!

A volte le soffitte hanno sorprese inimmaginabili.Vuoi buttare via tutto e ti trovi un insolito quadro di romano Mussoli...
27/04/2022

A volte le soffitte hanno sorprese inimmaginabili.
Vuoi buttare via tutto e ti trovi un insolito quadro di romano Mussolini,ovvero il figlio del famoso Mussolini.

Ecco un po'di storia della sua vita presa dal web

Romano Mussolini (Forlì, 26 settembre 1927 – Roma, 3 febbraio 2006) è stato un pianista, compositore e pittore italiano.

È annoverato tra i più noti e apprezzati jazzisti italiani del secondo dopoguerra[1].

Biografia Modifica
Era il quarto figlio e terzo maschio di Benito Mussolini e Rachele Guidi. Nonostante il regime guidato dal padre la censurasse perché espressione di culture straniere, conobbe la musica jazz durante gli anni trenta, descrivendola peraltro per alcune riviste di settore, e iniziò a suonare il pianoforte da autodidatta, talvolta per accompagnare il padre, violinista dilettante[2]. Conobbe anche alcuni jazzisti in auge, fra i quali Duke Ellington[3], che gli sarebbe restato amico anche in seguito[4].

Dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945), cercando di superare impegnative difficoltà economiche e relazionali (che lo indussero a esibirsi sotto falso nome, ma anche a cercare lavori saltuari), si unì al quintetto di Ugo Calise, che si esibiva nella zona di Napoli e che aveva incontrato a Ischia, mandato al confino nel 1945 insieme a sua madre Rachele e alla sorella Anna Maria; poi cominciò a suonare insieme a Lino Patruno e Carlo Loffredo, coi quali avrebbe in seguito consolidato il legame professionale e dai quali avrebbe mutuato alcune venature popolaresche e dixie che sarebbero divenute caratteristiche del suo modo musicale.

Negli anni cinquanta, convinto dai suoi amici a non usare più pseudonimi (uno di questi era Romano Full), si esibì con il suo gruppo: i "Romano Mussolini All Stars"; nel 1958 incise un album per la RCA Italiana insieme alla cantante Lilian Terry e al trombettista Nunzio Rotondo, disco a cui collaborano i batteristi Franco Mondini e Roberto Podio (quest'ultimo futuro componente dei Marc 4), il sassofonista Gino Marinacci, i contrabbassisti Carlo Loffredo, Sergio Biseo e Franco Pozzi. Con l'uscita del disco Jazz allo Studio 7 (eletto miglior disco dell'anno per il 1963) incontrò l'attenzione favorevole della critica. Il passaggio gli consentì di esibirsi anche all'estero e di suonare insieme a grandi nomi come Chet Baker, Lionel Hampton, Dizzy Gillespie, Tony Scott.

Sempre negli anni sessanta e settanta, si distinse nella composizione ed esecuzione di colonne sonore di film. Nel 1965 realizzò la colonna sonora per La ragazzola di Giuseppe Orlandini. Negli anni seguenti, in coppia col maestro Roberto Pregadio, compose, spaziando tra il jazz e la varietà di stili che la musica per il cinema permette, le colonne sonore di vari film: Kriminal (uscito nel 1966) e Satanik (uscito nel 1968), poi ristampate, ispirati agli omonimi protagonisti di due fumetti neri creati da Magnus & Max Bunker. Seguirono le musiche per Tous les chemins mènent à l'homme di Jack Guy (del 1976) e l'ultima, per Alibi perfetto, di Aldo Lado (del 1992).

La tomba
Negli anni settanta Mussolini ebbe modo di collaborare anche con il chitarrista Franco Cerri, il bassista Pino Presti, il sassofonista Enzo Scoppa e il batterista Carlo Sola. Il suo ultimo gruppo si chiamò "Romano Mussolini Ensemble" e comprendeva Massimo D'Avola al sassofono, Osvaldo Ramon Mazzei alla batteria e Giorgio Rosciglione al contrabbasso. Per molti anni ospitò nel suo gruppo anche i trombettisti Cicci Santucci e Guido Pistocchi, mentre al basso elettrico si alternavano Piero Montanari, Lino Ranieri e Massimo Moriconi. Fu inoltre un pittore: i suoi soggetti preferiti erano soprattutto i pagliacci, i cavalli, i paesaggi della laguna di Venezia e suo padre Benito Mussolini.

Il 19 febbraio 1997 ricostituì un Ordine cavalleresco, inteso come la prosecuzione dell'Ordine civile e militare dell'Aquila romana, della Repubblica Sociale Italiana, fondato dal padre Benito: secondo gli appartenenti all'ordine, questo non sarebbe quindi venuto meno con la dissoluzione della RSI e i diritti su di esso sarebbero passati ai figli del fondatore, prima Vittorio e quindi Romano. Fu inoltre il fondatore del "Museo Villa Carpena", a Forlì, nella ex residenza della famiglia Mussolini[5].

Negli ultimi anni della sua vita, Mussolini interruppe il silenzio sui temi riguardanti il padre, con particolare attenzione per aspetti privati della famiglia, pubblicando il libro Il Duce, mio padre, edito nel 2004. Scomparso nel 2006 a 78 anni, Romano Mussolini è sepolto nella cripta di famiglia insieme al padre e ai fratelli nel cimitero di San Cassiano a Predappio.

Indirizzo

Torino
Turin
10123

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Pronto sgomberi e vecchi merletti pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi