12/06/2026
Il colore del s4ngue mestru4le è una di quelle nozioni che potrebbero benissimo essere insegnate a scuola. Eppure, nessunə ci ha mai spiegato come leggerlo.
Il colore è un dato. Si legge a partire da due variabili: la velocità del flusso e il tempo di esposizione all’aria, che ossida e scurisce. Tutto il resto è interpretazione di queste due cose.
In questo carosello tengo separati due piani, e lo faccio apposta:
→ la FISIOLOGIA, cioè quello che è consolidato: il rosso vivo dei primi giorni, lo scuro del mattino, il rosa che si schiarisce col fluido cervicale, il marrone ossidato a inizio e fine flusso.
→ la LETTURA CLINICA, cioè le ipotesi di lavoro che uso nella pratica e che non hanno copertura EBM. Le segnalo come tali, perché spacciare un’interpretazione per dato consolidato è il modo più rapido per patologizzare corpi sani.
Alcuni colori, invece, sono segnali da non leggere da sole: il grigio e l’arancione con odore alterato (possibile v4ginosi o materiale ritenuto) chiedono una valutazione medica.
Conoscere il proprio ciclo serve a porre domande migliori a chi ti prende in cura, e a non delegare tout court la lettura del proprio corpo.
Lavoro esattamente così nelle consulenze individuali: il ciclo come sistema di informazioni da imparare a leggere. Online, da Trieste in tutta Italia, con consulenze e laboratori. Per prenotare trovi tutto nel link in bio.
Fonte: il mio manuale La PNEI del ciclo mestruale (SEAO, 2024) e relativa bibliografia.