25/07/2024
Amici carnivori dello Zio, incalliti e aspiranti tali, sedetevi un attimo che devo dirvi una roba.
Mio malgrado mi hanno fatto vedere alcuni screenshot di varie community di aspiranti (O wanna be) Grill Master in cui il tenore degli sproloqui sulla qualità delle carni in giro era forse pari al livello di ignoranza. Siccome ho notato che alcuni di voi partecipano con entusiasmo e visto il caldo torrido ho pensato che forse era arrivato il momento della doccia fredda e spiegarvi la differenza ta il paradiso della carne è la macelleria ammiocuggino che ci fa lo shkonDoh!
Partiamo dal Wagyu, maremma ladrona. Ma non del solito blablabla a profusione che vi piace ascoltare dai wannabe “gurmé” su Instagram. No, andiamo al s**o, dritti al cuore della questione, dove si trova la linea di separazione della carne che separa gli uomini dai ragazzini anziani da social.
Prima tappa: Wagyu Pure Blood USA. È come quel tizio al bar col pedigree più lungo dell’estratto conto della mia carta di credito quando la presto a mia moglie. 100% sangue blu bovino, cresciuto come se fosse l'erede al trono della Farm, con una marezzatura così f***a che potresti usarla come mappa stradale e comunque ti ci perderesti lo stesso seppure felicemente. Se il termine ancora non ti dice niente sul sapore puoi immaginare il padreterno che si sveglia una mattina e decide di fare lo chef per un giorno e al primo boccone abbia detto "boia, voglio fare solo questo per l'eternità".
Ma non cincischiamo, seconda fermata: Wagyu Cross F1 Australiano. Il figlio ribelle, metà figlio di Papà e metà trapper. 50% Wagyu e 50% "chi se ne frega, è comunque meglio del tuo barbecue della domenica". Allevato sotto il sole australiano, probabilmente con gli AC/DC di sottofondo. Meno snob sulla carta, ma con più carattere di molti meta-umani che conosco.
Che differenza c’è tra i due quindi? È come scegliere tra Keith Richards e Mick Jagger. Entrambi ti faranno vedere le stelle, ma in due modi cooooooompletamente diversi.
E qui è quando vi parlavo della doccia, per quelli di voi che pensano che il vostro adorato Black Angus Prime sia il non plus ultra: potete spegnere la sveglia.
Il Black Angus Prime, sì, è buono. È come quel Pivot della squadra di pallacanestro del liceo: popolare, affidabile, ma alla fine, sempre uguale e prevedibile. Il Wagyu e il Wagyu F1 devi invece vederli come quei musicisti jazz che suonano note che non manco sapevi che esistessero nel tuo palato.
Per ca**tà, con il Black Angus, anche di qualità Prime, è come fermarsi a un buon Whiskey, che ne so, un Jack Daniel’s Sinatra Select. Buono eh ma senza capriole. Il Wagyu è passare direttamente all'assenzio più fine di Parigi. La marezzatura del Wagyu è così intensa, così perfettamente distribuita, che fa sembrare l’Angus Prime un atleta natural al Mister Olympia; non c’è partita.
Il Wagyu ha livelli di grasso intramuscolare che il Black Angus potrebbe -forse- sognare nelle sue notti più umide. Questo si traduce in una texture e un sapore che sono in un'altra galassia. È come confrontare una Vespa (seppur una buona Vespa) con una Ducati. Ma n’do cori?
L’F1 è invece come prendere quella Ducati e farla correre nel deserto australiano. Magari sì, perde qualcosa, si sporca un po’. C’è meno purezza? Forse. Ma ci guadagna un carattere che vi fa dimenticare come vi chiamate.
Guarda caso, e che caso, nel Megastore ci sono entrambi. Perché? Perché la vita è troppo breve per accontentarsi di ammiocuggino che ci fa lo shkondoh. Perché alcuni giorni vorrete l'estasi pura, altri una gioia terrena, però concreta, che vi prenda a sberle le papille gustative.
Quindi, date retta a Zio, smettete di leggere tutte le baggianate di chi non ha nemmeno idea di cosa voglia dire “carne pregiata” e andate a fare il vostro ordine sul Megastore (vi lascio il link nel primo commento). Provateli entrambi, fatevi la vostra idea. La vera conoscenza viene dall'esperienza, non dalle chiacchiere della Federazione Italiana Grigliate all’Aperto (la sigla scrivetela voi).
E ricordate: qualunque sia la vostra scelta, trattatela con rispetto. Questi bovini non hanno vissuto una vita di lusso per finire carbonizzati sulle grigliate di vostro cuGGino. Abbiate rispetto e fatevi aiutare da uno dei nostri Coach, che non costa nulla; basta aprire una chat sul sito e chiedere assistenza che arriva in un baleno.
La prossima volta che qualcuno cerca di convincervi che il loro Black Angus Prime, la Chianina, la Ba*****ca di Cuneo, la Manzetta di Golasecca e il mucco di larderello sono il massimo, sorridete con condiscendenza. Poi invitateli a cena e mostrate loro cosa significa veramente scatenare fulmini nel cielo brandendo solo una pinza.
Non fraintendetemi, il Black Angus ha il suo posto. Ma se volete sperimentare il vero nirvana bovino, sapete dove trovare lo Zio e la sua ciccia. Poi se pensate che ancora non sia ora di elevare il vostro gioco, amici miei, fate un po’ come ve pare.
Buon appetito e…ah! Quasi dimenticavo: se dopo aver acquistato non siete soddisfatti, potete scriverci e vi rimborsiamo, fino all’ultimo centesimo e senza spiegazioni. Ed è qui che si materializza il tutto da guadagnare, niente da perdere e se non lo faccio mi sento un po’ fesso.
E che il Wagyu sia con voi, brutti taccagni fortunelli! 😁