27/04/2018
Questo è un flacone originale di Delysid, il nome con cui la Sandoz commercializzò l'L*D fino al 1966.
Da "L*D" di Agnese Codignola, (http://bit.ly/_L*D):
«La prima cosa che colpisce del Dr. Albert Hofmann è la mentalità da ricercatore e, soprattutto, da chimico: l’L*d-25 è stato scoperto perché era parte di una nutrita serie di composti derivati dal principio attivo della Claviceps purpurea su cui stava lavorando con metodo e scrupolo, analizzandoli uno a uno; la ricerca su altri derivati andrà avanti a fasi alterne per anni, e ogni volta Hofmann seguirà protocolli molto rigidi, verificando i possibili effetti prima sugli animali e poi su di sé.
Dopo l’arresto della produzione di L*d, Hofmann continua a entrare in contatto con i medici e i ricercatori che, in quegli anni, stanno esplorando le foreste, soprattutto del Messico, alla ricerca di quegli sciamani che nelle loro cerimonie rituali e divinatorie attraversano stati allucinatori e di trance simili a quelli scatenati dall’L*d indotti però da alcuni principi attivi vegetali. E anche in quel frangente ha lo stesso approccio: partecipa alle spedizioni per essere presente ai riti e sperimentare in prima persona l’efficacia di diverse sostanze, per poi riportare in laboratorio pozioni e misture al fine di analizzarle e capire che cosa provoca gli effetti da lui sperimentati.
Tra una spedizione e l’altra, il chimico elvetico continua il suo lavoro di laboratorio, e intanto raccoglie testimonianze di personaggi noti e di intellettuali che hanno provato sostanze psichedeliche per dare forza alle sue osservazioni e per sostenere il cambiamento culturale che ritiene necessario. Ma soprattutto, spinto dal desiderio di trasformare il suo «bambino difficile» in «bambino prodigio» (come lui stesso si augurerà nella prefazione del libro), riflette su ogni possibile aspetto dell’L*d e ha diverse intuizioni geniali, che saranno comprese e dimostrate solo decenni dopo e che costituiscono l’impianto stesso degli studi attuali.»