06/08/2026
Oggi, tra gli scaffali della nostra libreria, Francesco Guccini sembra ancora più vicino del solito: non come figura da celebrare in tono solenne, ma come compagno di lettura, di pensieri, di storie che continuano a bussare alla porta della memoria. 📚✨
Le sue parole ci girano in testa leggere e ostinate, in questa giornata di Nichi, come frasi sottolineate a matita che non smettono di ripresentarsi agli occhi e al cuore. Nella nostra libreria la poesia e le lettere oggi hanno un sapore diverso, un profumo più intenso: perché, grazie a lui, significano tutto.
“Storie liete, fiabe nere e tempi andati” è il titolo che scegliamo per ricordarlo: un libro, certo, ma anche una chiave, un varco. Dentro ci sono racconti preziosi, rari, che ci accompagnano dai sentieri dell’Appennino tosco-emiliano fino a paesaggi di fiaba inattesi, dove il quotidiano si mescola con il fantastico e il passato dialoga con il presente. 🍂
C’è la buffa tartaruga di Marino Moretti che ci strappa un sorriso, ci sono i bagliori della Resistenza e le ombre del dopoguerra, ci sono cronache che sembrano presagi e angoli di realismo magico che illuminano improvvisamente la pagina. Tutto è guidato da quella sua voce unica, che sa essere ironica e dolce, concreta e visionaria, sempre pienamente umana.
Sfogliando queste storie, è un po’ come ritrovare fotografie di un album lontano: lui che scrive, noi che leggiamo, e in mezzo le sue parole che ci tengono insieme. È bello pensare che, tra queste righe, qualcuno di noi possa riconoscersi, ritrovarsi, sentirsi chiamato per nome.
Oggi lo ricordiamo così: non con clamore, ma con la semplicità di un libro aperto sul tavolo, di una frase che torna alla mente, di una storia che ci fa compagnia. Grazie, Francesco, per le voci, i paesaggi, le fiabe e i tempi andati che continuano a vivere qui, tra le nostre pagine. ❤️📖