11/09/2014
PER VERIFICARE LA QUALITA’ DEL PELLET SI DEVE CONTROLLARE CHE:
1. La confezione riporti le caratteristiche del produttore/importatore
2. La confezione riporti le caratteristiche del pellet, (esporre la scheda tecnica si facilita e si garantisce la qualità), quali:
•La percentuale di residuo ceneri. Un elevato contenuto di ceneri crea problemi di gestione delle stufe, condiziona il contenuto di polveri nei fumi e può celare la presenza nel pellet di biomassa non combustibile (es. residui agricoli erbacei). In alcuni casi il termine ‘ceneri’ non significa ciò che noi intendiamo, ma residui tossici o industriali;
•Il diametro del pellet deve essere costante e la superficie liscia e lucida. Le dimensioni del pellet sono importanti perché determinano la quantità del pellet che cade nel bruciatore della stufa e quindi l’ottimale funzionamento della stessa.
•Il contenuto di cloro, azoto e zolfo sono indicatori importanti della qualità della materia prima. Ad esempio un loro elevato contenuto potrebbe indicare la presenza di corteccia, colla, plastica, additivi organici ed inorganici e di preservanti chimici.
•Il potere calorifico, espresso in MJ/kg o in kcal/kg o kWh/kg, indica l’energia termica sviluppabile dall’unità di massa. Un valore inusuale può indicare la presenza di materie prime incompatibili con il corretto funzionamento della stufa.
•Per la maggior parte dei processi di lavorazione, per la scarsa presenza di lignite, sui legni duri (faggio, rovere), si aggiunge legno di conifere con alto contenuto di lignite, che ha lo scopo di ‘’ incollare’’ il pellet in modo naturale, senza aggiunta di additivi chimici
3. Il prodotto rispetti almeno uno degli standard di riferimento e che sia dotato del relativo certificato di conformità. Questo testimonia l’alta qualità del prodotto in termini energetici ed ambientali, garantendo la tracciabilità e la ripetibilità del ciclo produttivo.
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