Next Nuova Economia per Tutti

Next Nuova Economia per Tutti Associazione che promuove un’economia civile, sostenibile e centrata sul benessere delle comunità.

NeXt è un’associazione di promozione sociale che si è attivata per una economia più attenta all’uomo e all’ambiente attraverso la mobilitazione dei cittadini e la sensibilizzazione e la valorizzazione delle imprese sostenibili. NeXt, inoltre, offre servizi alle imprese e alle istituzioni per la sensibilizzazione, la formazione e l’accompagnamento, favorendo l’inserimento di obiettivi di sostenibilità sociale e ambientale nelle strategie aziendali.

Stai facendo la spesa. Il carrello costa di più. E la colpa, questa volta, è anche del caldo.Non è un'impressione. È eco...
11/08/2026

Stai facendo la spesa. Il carrello costa di più. E la colpa, questa volta, è anche del caldo.

Non è un'impressione. È economia. E il nostro co-fondatore Leonardo Becchetti lo spiega in una lunga intervista rilasciata a Fanpage con una chiarezza che raramente si sente nel dibattito pubblico.

Il meccanismo è preciso: un'ondata di calore prolungata riduce i raccolti. L'offerta agricola cala. I prezzi salgono. Ma non solo per frutta e verdura: lo shock si propaga lungo tutta la filiera. Se diminuisce il raccolto di mais, aumentano i costi dei mangimi, e quindi quelli di latte, carne e uova. A questi si aggiungono i maggiori costi di irrigazione, refrigerazione, trasporto. Alla fine, il caldo estremo finisce nello scontrino del supermercato.

Becchetti aveva chiamato questo fenomeno "heatflation" già nel 2023, in un articolo su Avvenire. Tre anni dopo, la BCE lo ha messo nero su bianco nel suo bollettino economico. Non è ideologia: è analisi del rischio.

Ma c'è di più. La crisi climatica entra nell'economia attraverso quattro canali simultanei: i danni degli eventi estremi, i costi dell'energia e delle materie prime, il valore degli immobili e delle attività, le condizioni di accesso al credito. Le banche già oggi prestano a condizioni migliori alle imprese green e peggiori a quelle ad alte emissioni senza un piano di transizione. Non per etica, ma per valutazione del rischio.

E la politica monetaria (alzare i tassi) non può risolvere questo tipo di inflazione. Non può produrre energia, far piovere sui campi, ricostituire un raccolto distrutto.

La vera scelta, dice Becchetti, non è tra transizione ed economia. È tra transizione governata e costo crescente della transizione rinviata. Il primo è visibile nei bilanci pubblici. Il secondo riappare meno ordinatamente: nelle bollette, nel carrello della spesa, nella perdita di competitività.

Stiamo già pagando il secondo.

📖 https://www.fanpage.it/politica/le-ondate-di-caldo-fanno-salire-anche-il-prezzo-della-spesa-leconomista-becchetti-spiega-perche/

10/08/2026

L'Italia regge. Ma non per le ragioni giuste.

In questi giorni sono arrivati dati migliori del previsto: inflazione in calo, fiducia dei consumatori in crescita, PIL che tiene nonostante dazi, guerre e shock internazionali.

Buone notizie, ma con una riserva importante.

A RaiNews Focus 24, il nostro cofondatore Leonardo Becchetti ha messo in guardia dall'errore di guardare i decimali invece delle tendenze di fondo. E la tendenza di fondo è questa: negli ultimi cinquant'anni l'Italia ha vissuto tre grandi episodi inflazionistici (fine anni '70, Ucraina, Stretto di Hormuz) e tutti e tre avevano una sola causa: la dipendenza energetica. Ogni volta che una crisi geopolitica fa impennare il prezzo del gas o del petrolio, l'Italia paga: in bollette, in prezzi alimentari, in salari reali che non tengono il passo dell'inflazione dal 1990 ad oggi.

Il problema non è congiunturale. È strutturale. E la soluzione non è tagliare le accise: misura necessaria nell'emergenza, ma che negli ultimi anni è costata quasi 20 miliardi che avremmo potuto destinare a sanità e istruzione. La soluzione è eliminare la dipendenza alla radice: rinnovabili, comunità energetiche, sblocco delle autorizzazioni.

E poi c'è la sfida europea: usare la massa critica dell'UE per fare debito comune su difesa, sanità, povertà, come è stato fatto con il PNRR. Perché quando l'Europa funziona, i cittadini la vogliono. Quando si ritira, il favore verso di essa si riduce pericolosamente.

Ne parleremo ancora al Festival Nazionale dell'Economia Civile (Firenze, 1-4 ottobre). Quest'anno si chiama "L'economia che fa bene: il rumore della foresta che cresce".

L'Italia sa stare in piedi. Dobbiamo solo capire come aiutarla a crescere davvero. INSIEME.

🗓 Iscrizione al FNEC: https://festivalnazionaleconomiacivile.it/

Un consulente lavora le stesse ore di trent'anni fa. Ma oggi produce analisi che una volta avrebbero richiesto un team i...
09/08/2026

Un consulente lavora le stesse ore di trent'anni fa. Ma oggi produce analisi che una volta avrebbero richiesto un team intero.

Non è fantascienza. È già la realtà di milioni di lavoratori. E pone una domanda che la macroeconomia tradizionale fatica ancora a rispondere: dove finisce questa crescita di produttività nel PIL?

Nel suo ultimo editoriale per Il Sole 24 ORE, il nostro cofondatore Leonardo Becchetti affronta la sfida più complessa della macroeconomia post-AI: evitare due errori simmetrici e opposti.

Il primo errore è pensare che ogni innovazione distrugga lavoro senza crearne di nuovo. La storia economica mostra il contrario: le tecnologie del passato hanno generalmente prodotto disoccupazione temporanea, non permanente. Prezzi più bassi hanno aumentato il potere d'acquisto, le risorse risparmiate sono state spese altrove, sono nati nuovi mestieri. L'aggiustamento è stato lento e doloroso, ma c'è sempre stato.

Il secondo errore, però, è credere che ogni innovazione richieda più moneta senza interrogarsi su cosa sta davvero succedendo. L'AI potrebbe essere diversa per tre ragioni: può concentrare rendite e potere economico in poche piattaforme; può moltiplicare la produttività più rapidamente di quanto nascano nuove occupazioni; e se i guadagni non diventano redditi diffusi, il meccanismo di compensazione si indebolisce.

In quel caso uno stimolo alla domanda rischierebbe di trasformare una rivoluzione dell'offerta in stagnazione.

La vera sfida, dice Becchetti, è misurare correttamente. Una visita medica migliore, una consulenza più approfondita, un servizio più utile: tutto questo è crescita reale. Ma rischia di restare nascosta nelle statistiche.

Un articolo denso, necessario, che va controcorrente rispetto a entrambe le narrative dominanti sull'AI.

Ci hanno insegnato che la felicità è una meta. Qualcosa che si raggiunge. Un giorno, quando avrai abbastanza. Quando avr...
09/08/2026

Ci hanno insegnato che la felicità è una meta. Qualcosa che si raggiunge. Un giorno, quando avrai abbastanza. Quando avrai finito. Quando ce l'avrai fatta.

Ma quante volte sei arrivato, e hai sentito che mancava ancora qualcosa?

Leonardo Becchetti, economista, cofondatore di NeXt Economia e studioso del benessere umano, lo dice con una chiarezza che fa effetto: la felicità non è un arrivo. È un ultimo miglio che si percorre ogni giorno. Non da soli, ma insieme.

Non è una frase consolatoria. È il risultato di anni di ricerca su migliaia di persone. Quello che distingue chi fiorisce da chi si spegne non è il reddito, non il titolo di studio, non il posto in cui vive. È la qualità del cammino: quanto senti che la tua vita ha senso, quanto il tuo agire lascia un segno, quanto hai qualcuno accanto con cui percorrere la strada.

Forse la domanda da farsi non è "sono arrivato?" Ma: "con chi sto camminando? E stiamo andando nella direzione giusta?"

Buona domenica.

L'80% degli italiani è convinto che la criminalità stia aumentando. I dati ISTAT dicono che gli omicidi sono ai minimi s...
08/08/2026

L'80% degli italiani è convinto che la criminalità stia aumentando. I dati ISTAT dicono che gli omicidi sono ai minimi storici dell'Unione Europea.

Chi sta sbagliando? Nessuno, in un certo senso. È il meccanismo dell'informazione che produce questa distorsione. E lo fa ogni giorno, in modo involontario ma sistematico.

Lo spiega Leonardo Becchetti (cofondatore di NeXt Economia) nell'editoriale su Avvenire, con una chiarezza che raramente si incontra nel dibattito pubblico. La cronaca non è un campione casuale della realtà: seleziona gli eventi più drammatici, violenti, emotivamente impattanti. Comprensibilmente. Ma quando questa selezione viene scambiata dagli spettatori per una rappresentazione statistica della società, le conseguenze non sono solo cognitive: sono politiche. Influenzano il voto, le priorità di spesa, la domanda di sicurezza.

Tversky e Kahneman lo chiamano euristica della disponibilità: giudichiamo frequente ciò che ricordiamo facilmente. E ricordiamo facilmente ciò che i media ci hanno raccontato per giorni. Il singolo omicidio occupa nella memoria uno spazio enormemente superiore alle migliaia di giornate in cui nessun omicidio è avvenuto.

La proposta di Becchetti è semplice, concreta e a costo zero: introdurre nel servizio pubblico una clausola di contesto statistico: il "diritto al denominatore". Dopo ogni notizia ad alta rilevanza emotiva, una scheda breve con il tasso di riferimento, l'andamento negli ultimi anni, la fonte. Non per rassicurare. Per restituire la corretta scala dei problemi.

Perché la cronaca ci dice cosa è successo oggi. La statistica ci dice se è normale, eccezionale o l'inizio di qualcosa. Una democrazia sana ha bisogno di entrambe.

E voi lo fareste, uno sconto sulla paura?

Il nostro personale omaggio a un gigante della canzone e della cultura italiana.🎼
07/08/2026

Il nostro personale omaggio a un gigante della canzone e della cultura italiana.
🎼

Prima di parlare di mercati, investimenti o PIL, dobbiamo rimettere al centro il vocabolario della vita reale. È per que...
07/08/2026

Prima di parlare di mercati, investimenti o PIL, dobbiamo rimettere al centro il vocabolario della vita reale. È per questo che abbiamo voluto che l'8ª edizione del Festival Nazionale dell'Economia Civile si aprisse con la poesia.

Giovedì 1 ottobre (ore 9:30, Università di Firenze) l'appuntamento è con "Le parole che contano": sei poeti e poetesse della LIPS - Lega Italiana Poetry Slam, con le voci e le penne di artisti come Andrea Fabiani e Gabriele Bonafoni, porteranno sul palco 3 minuti di versi taglienti e luminosi dedicati a Fiducia, Cura, Bene Comune, Comunità, Lavoro e Futuro.

Noi di NeXt Economia crediamo che un'economia trasformativa e vicina alle persone non possa fare a meno dell'arte e della cultura. Il cambiamento vero nasce quando cambiamo il modo in cui raccontiamo il mondo.

E prima ancora, come raccontiamo le persone che ci circondano, le nostre giornate, i nostri piccoli momenti poetici, il nostro modo di condividere ciò che abbiamo.

Questa sarà l'energia della "foresta che cresce" a Firenze, dal 1 al 4 ottobre.
👉 Iscrivetevi subito, i posti sono limitati: https://festivalnazionaleconomiacivile.it/

Confcooperative Nazionale Federcasse BCC Fondosviluppo Università degli Studi di Firenze

06/08/2026

A Ceuta stanno arrivando decine di migliaia di persone. E noi parliamo di Albania.

Mentre l'Europa guarda le immagini di Ceuta (una città di 80.000 abitanti inondata da un'ondata umana che non ha precedenti recenti) la politica italiana produce comunicazione, non soluzioni. Hub extraterritoriali, centri in paesi che i nostri stessi esperti definiscono tutt'altro che sicuri, decreti per assumere 500 agenti alle frontiere.

A Sky TG24 Timeline il nostro co-fondatore Leonardo Becchetti ha detto quello che i numeri impongono di dire: l'Italia è un paese in gravissima crisi demografica. Nei prossimi dieci anni dieci baby boomer andranno in pensione sostituiti solo da due italiani. Oggi mancano 500.000 lavoratori che le imprese non riescono a trovare. Mancano decine di migliaia di infermieri. Il governo stesso (quello che soffia sulla paura dei migranti) ha stanziato 500.000 permessi di ingresso nei prossimi tre anni perché senza di loro l'economia non gira.

Questo è il paradosso italiano: una politica che comunica terrore e pratica apertura, perché la realtà economica non lascia alternative.

Ma c'è un secondo paradosso, ancora più bruciante. Ieri l'Italia ha avuto il prezzo dell'energia più alto d'Europa. Siamo il paese del sole, del vento, dell'idroelettrico. E paghiamo le bollette più care perché continuiamo a essere legati mani e piedi alle fonti fossili. Migliaia di progetti rinnovabili fermi in attesa di autorizzazione. 48.000 domande di comunità energetiche bloccate al GSE. Tutto questo mentre tre grandi ondate inflazionistiche (OPEC, Ucraina, Stretto di Hormuz) hanno già eroso i salari reali degli italiani negli ultimi decenni.

Due emergenze. Due risposte semplici e disponibili. Zero volontà di attuarle.

Noi di NeXt Economia continuiamo a lavorare perché i numeri, prima o poi, devono avere la meglio sulla paura.

E a ottobre, a Firenze, ne parleremo con chi costruisce soluzioni: il Festival Nazionale dell'Economia Civile, dall'1 al 4 ottobre. INSIEME per dare voce alla foresta che cresce!

📺 Guarda l'intervento di Becchetti su Sky TG24 Timeline: https://video.sky.it/news/mondo/video/sky-tg24-timeline-la-videocall-dei-ministri-ue-su-ceuta-e-sui-migranti-1116082

🗓 Programma e iscrizione al Festival: https://festivalnazionaleconomiacivile.it/

Non crediamo in una transizione ecologica a metà:quella che risolve un problema creandone un altro.Per questo a FNEC26 p...
05/08/2026

Non crediamo in una transizione ecologica a metà:quella che risolve un problema creandone un altro.

Per questo a FNEC26 portiamo il confronto tra due esperienze che, messe insieme, raccontano la complessità reale della sfida ambientale: Nicola Armaroli, chimico e ricercatore CNR, tra i massimi esperti mondiali di conversione dell'energia, che studia da anni come rendere la transizione energetica scientificamente solida e non solo dichiarata; e Mario Mantovani, che da oltre trent'anni protegge la Mata Atlântica brasiliana e oggi, come Presidente della Fundação Florestal di San Paolo, guida la tutela di alcune delle aree naturali più importanti dell'America Latina.

Due esperienze diverse, la stessa visione di sviluppo che portiamo avanti ogni giorno come NeXt Economia: un'economia che non separa mai crescita e cura dell'ambiente.

Approfondisci la loro storia ➡ https://festivalnazionaleconomiacivile.it/dalla-foresta-atlantica-ai-pannelli-fotovoltaici-al-fnec26-armaroli-e-mantovani-raccontano-le-due-facce-della-transizione-ecologica/

Confcooperative Nazionale Federcasse BCC Fondosviluppo Città di Firenze SEC - Scuola di Economia Civile

Indirizzo

Via Della Sierra Nevada 106
Rome
00144

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