11/08/2026
Stai facendo la spesa. Il carrello costa di più. E la colpa, questa volta, è anche del caldo.
Non è un'impressione. È economia. E il nostro co-fondatore Leonardo Becchetti lo spiega in una lunga intervista rilasciata a Fanpage con una chiarezza che raramente si sente nel dibattito pubblico.
Il meccanismo è preciso: un'ondata di calore prolungata riduce i raccolti. L'offerta agricola cala. I prezzi salgono. Ma non solo per frutta e verdura: lo shock si propaga lungo tutta la filiera. Se diminuisce il raccolto di mais, aumentano i costi dei mangimi, e quindi quelli di latte, carne e uova. A questi si aggiungono i maggiori costi di irrigazione, refrigerazione, trasporto. Alla fine, il caldo estremo finisce nello scontrino del supermercato.
Becchetti aveva chiamato questo fenomeno "heatflation" già nel 2023, in un articolo su Avvenire. Tre anni dopo, la BCE lo ha messo nero su bianco nel suo bollettino economico. Non è ideologia: è analisi del rischio.
Ma c'è di più. La crisi climatica entra nell'economia attraverso quattro canali simultanei: i danni degli eventi estremi, i costi dell'energia e delle materie prime, il valore degli immobili e delle attività, le condizioni di accesso al credito. Le banche già oggi prestano a condizioni migliori alle imprese green e peggiori a quelle ad alte emissioni senza un piano di transizione. Non per etica, ma per valutazione del rischio.
E la politica monetaria (alzare i tassi) non può risolvere questo tipo di inflazione. Non può produrre energia, far piovere sui campi, ricostituire un raccolto distrutto.
La vera scelta, dice Becchetti, non è tra transizione ed economia. È tra transizione governata e costo crescente della transizione rinviata. Il primo è visibile nei bilanci pubblici. Il secondo riappare meno ordinatamente: nelle bollette, nel carrello della spesa, nella perdita di competitività.
Stiamo già pagando il secondo.
📖 https://www.fanpage.it/politica/le-ondate-di-caldo-fanno-salire-anche-il-prezzo-della-spesa-leconomista-becchetti-spiega-perche/