Centro Commerciale Viale Libia 2.0

Centro Commerciale Viale Libia 2.0 Un centro commerciale “diffuso”, sotto casa e a portata di metro.

Un nuovo modo di sviluppare il commercio e la vita dei cittadini in un quartiere ad alta densità abitativa

15/02/2019
3b. STRUTTURE MORIBONDE. L'Europa e l’Australia, soggette alle stesse tendenze, non sono risparmiate da questa crisi di ...
13/02/2019

3b. STRUTTURE MORIBONDE. L'Europa e l’Australia, soggette alle stesse tendenze, non sono risparmiate da questa crisi di settore. È evidente che il modello dell’ipermercato, che originariamente ebbe successo offrendo la possibilità di concentrare gli acquisti di un numero considerevole di prodotti nello stesso luogo e allo stesso tempo, non funziona altrettanto bene nell'era del commercio online e in presenza di una crescente consapevolezza del dispendio di tempo di viaggio in auto e dei suoi costi ambientali. Un declino che sta spingendo USA e Australia verso la conversione dei centri commerciali morenti in strutture multifunzionali, con appartamenti, uffici e spazi industriali, o in centri ricreativi, parchi divertimento e perfino laghi da pesca. Questo scenario evidenzia prospettive in senso negativo ma può, al tempo stesso, offrire indicazioni per una necessaria trasformazione sul futuro del commercio al dettaglio nella nostra città. I commercianti del “Centro Commerciale diffuso” come quello di viale Libia dovranno saper cogliere la sfida della trasformazione: dalla semplice vendita di beni all’offerta anche di servizi.

3a. STRUTTURE MORIBONDE. A seguito della Grande Recessione nei mercati mondiali fra la fine degli anni 2000 e l'inizio d...
13/02/2019

3a. STRUTTURE MORIBONDE. A seguito della Grande Recessione nei mercati mondiali fra la fine degli anni 2000 e l'inizio del 2010 nei paesi nordamericani è iniziato il declino dei centri commerciali suburbani con il 15% di strutture in fallimento e alti tassi di posti vacanti (40%). Nel 2017, il Credit Suisse ha stimato che nei prossimi cinque anni chiuderà fino al 25% di tutti i centri commerciali negli Stati Uniti, dove i cosiddetti “Dead Mall” costituiscono un fenomeno inquietante tanto da essere oggetto di serie di filmati “DEAD MALL SERIES” prodotti su YouTube da registi come Dan Bell che hanno avuto inaspettato successo e numerosi epigoni.
[ https://www.youtube.com/watch?v=AYzA2uyd9_s con sottotitoli in italiano]

What happens when a mall falls into ruin? Filmmaker Dan Bell guides us through abandoned monoliths of merchandise, providing a surprisingly funny and lyrical...

13/01/2019

1.Anacronismo del centro commerciale suburbano (2a parte)

Le nostre periferie e il nostro primato. Da diversi decenni questo modello di città è stato replicato anche nel nostro paese, sebbene inadeguato per le diverse condizioni territoriali, socioeconomiche e petrolifere rispetto al contesto nordamericano. Nella nostra città la maggior parte delle ex periferie (ora semicentrali) è stata edificata dagli anni ’50 in poi secondo criteri prevalentemente di speculazione edilizia con un sistema viario di larghezza ridotta e con aree di parcheggio inadeguate ai volumi abitativi. Abbastanza fallimentare è stato il Piano Urbano Parcheggi (PUP) – quelli sotterranei rivelati in superficie con il monumento all’ascensore! - con posti auto per lo più in vendita anziché destinati a parcheggio orario come in altre città europee. In questo quadro l’irruzione degli ipermercati nelle periferie urbane, perseguendo esigenze strettamente economiche, ha generato il disfacimento del tessuto sociale vivente che è la città, rivoluzionando la vita dei consumatori con effetti collaterali negativi: traffico e inquinamento ambientale con rilevanti conseguenze sanitarie/economiche per la popolazione.
L’Italia, con 62,4 auto ogni 100 abitanti, si colloca al primo posto nella graduatoria dei maggiori Paesi europei per tasso di motorizzazione. Roma mantiene il primato nazionale: 706 autoveicoli per abitante. Con questi dati è ancora intelligente inseguire il ‘sogno americano’, invece di considerare la consistenza urbana dei nostri quartieri e godere di tutti i servizi e della vasta scelta in moltissimi settori merceologici raggiungibili a piedi?

Anacronismo del centro commerciale suburbano1. Diversità del contesto. I grandi centri commerciali suburbani si sono svi...
01/11/2018

Anacronismo del centro commerciale suburbano

1. Diversità del contesto. I grandi centri commerciali suburbani si sono sviluppati in USA e Canada a partire dagli anni ’50 parallelamente allo sviluppo del modello di “CITTÀ ESTESA” – ovvero la città formata da un centro cittadino polifunzionale ed aree periferiche residenziali -. Questo schema urbano era basato sull’uso dell’auto privata, favorito dal basso costo del carburante e dell’energia necessaria alla consistente climatizzazione artificiale degli spazi commerciali racchiusi.
In tale contesto per muoversi e rifornirsi dei beni, i veicoli adeguati sono le “Station-wagon” e i “SUV” (Sport Utility Vehicle). I loro nomi chiariscono la loro funzione: percorrere confortevolmente grandi distanze su strade in parte asfaltate e in parte sterrate - ecco perché sono utili 4 ruote motrici, motori di 2400 di cilindrata e 180 cavalli - e avere un bagagliaio capiente.
Ovviamente la larghezza delle strade urbane e suburbane, nonché le aree di sosta, nordamericane sono adeguate alle consistenti dimensioni di tali veicoli.

26/09/2018

Il centro commerciale, il classico contenitore collocato in molte periferie urbane, è un "non luogo"

L'espressione non luogo non significa, come si potrebbe immaginare, "luogo che non esiste". Significa invece luogo privo di un'identità, quindi un luogo anonimo, un luogo staccato da qualsiasi rapporto con il contorno sociale, con una tradizione, con una storia. In genere, quando si parla di non luogo, si ricordano gli aeroporti, le autogrill, i centri commerciali, le stazioni; tutti luoghi che hanno questa stessa caratteristica, una sorta di anonimato, una riproduzione in serie anche degli ambienti architettonici all'interno del quale quella istituzione è collocata.

Viale Libia nel cinema. Anno 1955."Il segno di Venere",  regia di Dino Risi
16/09/2018

Viale Libia nel cinema. Anno 1955."Il segno di Venere", regia di Dino Risi

Indirizzo

Viale Libia
Rome

Orario di apertura

Lunedì 05:30 - 23:30
Martedì 05:30 - 23:30
Mercoledì 05:30 - 23:30
Giovedì 05:30 - 23:30
Venerdì 05:30 - 01:30
Sabato 05:30 - 01:30
Domenica 05:30 - 23:30

Sito Web

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