L'Altro Fiore

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( Box 32-33-34 )

25/10/2025

Era tardi, e ho visto un gatto immobile in mezzo alla strada. Sembrava morto. Ho deciso di spostarlo e portarlo dal veterinario il giorno dopo, così magari il suo proprietario avrebbe avuto un po’ di pace.

Ma appena l’ho toccato, ha mosso leggermente la testa e ha emesso il miagolio più debole che abbia mai sentito. L’ho preso di corsa, l’ho portato a casa e l’ho messo sul mio letto. Intanto chiamavo ogni veterinario della zona per trovarne uno aperto. Ce l’ho fatta, l’ho portato subito in macchina.

Era leggerissimo, senza microchip. Il veterinario ha detto che probabilmente era un randagio. La radiografia ha rivelato due zampe rotte e una costola fratturata. E nonostante tutto... faceva le fusa. Deboli, ma continue.

Il veterinario mi ha detto che la soluzione migliore, visto il costo e l’assenza di un proprietario, era l’eutanasia. E mi ha chiesto di uscire dalla stanza.

Ma io non ce l’ho fatta. Non potevo lasciarlo solo. E poi ho capito che non potevo nemmeno lasciarlo morire. Forse là fuori c’era qualcuno che lo amava e che sarebbe impazzito a vederlo in quello stato. Così ho usato i soldi della mia retta universitaria e l’ho fatto operare.

Nessuno ha mai risposto ai miei annunci. Ma mentre aveva ancora le zampe ingessate, cercava comunque di seguirmi. Le zampe si muovevano come pale di un mulino, e da lì è nato il suo soprannome: Paddlefoot. Pad, per gli amici.

Sono passati nove anni. È il mio migliore amico.

Se posso dirvi una cosa: non tutti i gatti muoiono sul colpo. Se investite un gatto, fermatevi. Potreste salvargli la vita.

24/10/2025

Quando sono rientrata nel mio palazzo dopo il lavoro, un vicino mi ha raccontato qualcosa che mi ha spezzato il cuore: una famiglia aveva abbandonato dei gattini fuori dall’edificio. Il figlio li aveva trovati e portati a casa, ma i genitori non volevano tenerli. Così, invece di cercare un rifugio o una soluzione, li hanno lasciati fuori, sperando che qualcuno li prendesse.

Appena l’ho saputo, sono corsa in casa a prendere una torcia. Era già buio e faceva freddo: l’idea che quei piccoli potessero passare la notte all’addiaccio mi tormentava. Ho cominciato a cercarli nei dintorni, girando per più di un’ora.

Stavo quasi per arrendermi, quando ho sentito un miagolio flebile. Seguendo quel suono, sono arrivata in un angolo nascosto tra l’erba: lì, rannicchiati l’uno contro l’altro, c’erano loro. Minuscoli, tremanti, con gli occhi pieni di paura.

Non avevo portato una scatola, né una coperta. Così mi sono tolta la giacca, li ho avvolti con delicatezza e li ho presi in braccio. Non si sono mossi, non hanno cercato di scappare. Come se avessero capito che con me erano al sicuro.

Quella sera tornai a casa con il freddo sulla pelle, ma con la sensazione di aver fatto la cosa giusta — e questo bastava a scaldarmi.
Ma forse, in quel momento, avevo trovato qualcosa che neppure cercavo: un legame. Una promessa.
E quella notte, non sono stata l’unica a dormire al caldo.

Piccole Storie

27/06/2024

E poi ti svegli e ti ritrovi davanti a una scena così 😻

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11/05/2024

Il trucco per coltivare il basilico all’infinito e averlo tutto l’anno
😊Solo i membri istruiti diranno grazie 😊 Articolo nel primo commento 😊

11/05/2024

Non è grande chi ha bisogno di farti sentire piccolo

11/05/2024

Indirizzo

Largo Del Cimitero Di Prima Porta
Rome
00188

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Martedì 07:00 - 18:00
Mercoledì 07:00 - 18:00
Giovedì 07:00 - 18:00
Venerdì 07:00 - 18:00
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