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13/05/2026
07/04/2026

Il Colosseo non è crollato. È stato smantellato dai papi, pezzo per pezzo.

Non dai barbari. Non dal tempo. Da chi governava Roma.

Il Colosseo fu costruito con oltre 100.000 metri cubi di travertino estratto a Tivoli e trasportato via fiume fino a Roma — blocchi che oggi riempirebbero più di 10.000 camion. Un'opera che aveva richiesto decenni, migliaia di lavoratori, una logistica che ancora oggi fa impressione.

Poi arrivò il Medioevo. E il Colosseo smise di essere un monumento e diventò una cava.

Non una cava abusiva. Una cava ufficiale, autorizzata dai papi, appaltata a imprenditori privati. Le autorizzazioni si compravano. Le pietre si portavano via. E i materiali finivano diritti nei cantieri più prestigiosi di Roma.

Travertini, marmi, persino le grappe metalliche interne — quelle che tenevano insieme i blocchi — strappate via a centinaia. Buchi che ancora oggi si vedono sulle pareti esterne, come cicatrici.

E qui arriva il bello.

Quei materiali finirono in Palazzo Farnese. In Palazzo Venezia. Nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Nel porto di Ripetta. Nei muraglioni del Tevere. Il Colosseo non scomparve: si trasformò. Ogni palazzo rinascimentale di Roma porta dentro di sé un pezzo dell'anfiteatro.

Nel 1451, Papa Nicolò V ordinò un'operazione su scala industriale. In un anno solo, il suo cantiere asportò 2.500 carrate di travertini e tufi — 2.500 carri carichi di monumento. L'appalto fu assegnato a un imprenditore di Como, Giovanni di Foglia. Una commessa.

Aspetta.

Queste spoliazioni andarono avanti per secoli. Non si fermarono nel Medioevo. Continuarono nel Rinascimento, nel Barocco, fino al 1703 — quando un terremoto fece cadere altri blocchi e qualcuno li raccattò prima che qualcun altro ci pensasse.

Il risultato è nei numeri. Il Colosseo aveva un'altezza originale di 52 metri. Oggi ne misura 48. Quattro metri di struttura scomparsi — non crollati, non erosi, ma tagliati, caricati su carri e murati altrove.

Il monumento più famoso d'Italia è anche il più saccheggiato. E chi lo ha saccheggiato ha costruito le chiese in cui gli italiani si sono sposati per secoli.

In breve:
Il Colosseo fu smantellato ufficialmente per secoli, con autorizzazioni papali, non distrutto dal tempo.
Papa Nicolò V nel 1451 asportò 2.500 carrate in un anno solo — i materiali finirono in Palazzo Farnese, San Giovanni in Laterano e altri edifici di Roma.
L'altezza originale di 52 metri è scesa a 48: quattro metri di Colosseo oggi sono dentro le chiese e i palazzi rinascimentali della città.

06/04/2026

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04/04/2026

Il Pantheon è un orologio solare. Ogni 21 aprile, ore 12:00 precise.

Non 12:01. Non 11:58. Dodici in punto — il fascio di luce che entra dall'oculus colpisce esattamente il portone d'ingresso. Un edificio di quasi 2000 anni che rispetta ancora oggi un appuntamento astronomico alla lettera.

Siamo a Roma, fine del II secolo d.C. L'imperatore Adriano fa costruire il Pantheon tra il 118 e il 128 d.C. sul sito di un tempio più antico. Ma «costruire un tempio» è una descrizione che non rende l'idea di quello che stava davvero progettando.

L'oculus — il buco circolare al centro della cupola — misura 8,2 metri di diametro. Non ha vetri, non ha coperture: è aperto sul cielo, sempre. Pioggia, sole, notte. È l'unica fonte di luce naturale dell'edificio. E non è lì per caso.

Aspetta.

Il 21 aprile era il giorno del Natale di Roma — la data in cui si festeggiava la fondazione della città, secondo la tradizione al 753 a.C. Non un giorno qualunque: il giorno simbolicamente più importante del calendario romano. E Adriano aveva costruito l'intero edificio orientato su quell'istante.

Gli studiosi Robert Hannah e Giulio Magli hanno ricostruito i calcoli: l'orientamento dell'edificio, l'inclinazione della cupola, la posizione dell'oculus non sono scelte estetiche. Sono il risultato di un progetto astronomico preciso, pensato per fare una cosa sola — che il 21 aprile, a mezzogiorno, l'imperatore entrasse dalla porta immerso nella luce del sole.

Spoiler: non era solo architettura. Era propaganda cosmica.

L'oculus traccia anche solstizi ed equinozi, segnando punti diversi della cupola a seconda del momento dell'anno. Il Pantheon non fotografava il cielo: lo usava come strumento di potere. Il messaggio era semplice e brutale: l'imperatore e il sole condividono lo stesso calendario.

Ogni 21 aprile, quell'appuntamento si ripete ancora. Senza manutenzione. Senza aggiornamenti. Senza nessuno che abbia dovuto ricalcolare niente in 1900 anni.

I Romani non costruivano solo in grande. Costruivano in preciso.

In breve:
Ogni 21 aprile alle 12:00 esatte il sole entra dall'oculus e colpisce il portone d'ingresso del Pantheon
L'imperatore Adriano progettò l'orientamento dell'edificio su quella data precisa: il Natale di Roma
Gli studiosi Hannah e Magli hanno dimostrato che non si tratta di una coincidenza ma di un progetto astronomico deliberato

04/04/2026
04/04/2026

La NASA ha condiviso questo confronto emblematico. Abbiamo fatto molta strada negli ultimi 54 anni, ma una cosa non è cambiata: la nostra casa è splendida vista dallo spazio. L'immagine in alto è stata scattata dall'equipaggio dell'Apollo 17 nel 1972, mentre quella in basso è stata catturata dall'equipaggio dell'Artemis II.

Siamo di nuovo in viaggio verso la Luna e stavolta per restarci

14/05/2025

il 12 maggio del 113 d.C. fu inaugurata la Colonna Traiana
aveva una triplice valenza:
perpetuare il ricordo della conquista della Dacia
segnare l'altezza della collina sbancata per realizzare il foro di Traiano
contenere le urne cinerarie di Traiano e di sua moglie Plotina
foto L. Prandi

08/12/2024

Sul lato destro della Fontana di Trevi si trova una vaschetta rettangolare con due piccole cannelle chiamata "la Fontana degli Innamorati". L’architetto Nicola Salvi, che aveva ricevuto l’incarico di progettare la Fontana di Trevi da Papa Clemente XII, volle dotare la monumentale fontana di due cannelli per consentire alle persone di accedere all’acqua pura e salutare dell’acquedotto dell’Acqua Vergine, altrimenti irraggiungibile. Secondo un’antica leggenda, le coppie che bevono insieme da questa fontanella resteranno innamorate e fedeli per sempre. Questo era un rito che in passato si ripeteva ogni volta che una coppia era costretta a separarsi a causa della partenza dell’amato per il servizio militare. La sera prima della partenza i due amanti si recavano alla fontana degli innamorati: la ragazza riempiva alla fonte due bicchieri mai utilizzati prima e ne porgeva uno all’amato. Dopo aver bevuto insieme, i bicchieri venivano spaccati per suggellare il loro patto d’amore e per garantire il ritorno dell’amato sano e salvo dal fronte. Una tradizione antica che ancora oggi, gli innamorati, arrivando davanti alla Fontana di Trevi, possono ripetere promettendosi amore eterno. 🤩

08/12/2024
15/07/2024

La casetta più piccola di Trastevere ❤️
Uno degli angoli di Trastevere che maggiormente hanno mantenuto l'aspetto tranquillo, appartato ed autentico! Pur trovandoci a poca distanza da Piazza Santa Maria in Trastevere qui si può ancora (quasi sempre) godere del silenzio e di quell'atmosfera che Trastevere aveva una volta!
Via dell'Arco di San Callisto ❤️

Indirizzo

Via Portuense 201
Rome
00148

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