21/02/2024
Sul grano (Senatore) Cappelli tocca ogni volta ripetermi.
Come del resto, sui grani antichi in genere, c'è veramente tanta disinformazione... ad iniziare dai cattivoni che vogliono convincervi che i grani antichi siano una e che non vi sia alcuna differenza con i grani moderni. Ebbene, è un FALSO!
Torniamo al Cappelli. No!!! Non è stato "modificato" come taluni insistono (perché lo hanno letto su qualche storia instagram... fonte "affidabile" di informazione).
Dunque, vi riporto il testo, condiviso con professori universitari ed esperti di grani antichi, che ho riportato nel mio nuovo libro. Chi vuole sapere può farlo. Chi non accetta l'informazione eviti cortesemente di fare disinformazione.
Di disinformazione ne abbiamo fin troppa ed è una lotta continua, quotidiana, per cercare di smontare le menzogne sul cibo.
Ecco di seguito un estratto dal mio nuovo libro "QUESTA NON ME LA MANGIO" (mi auguro che non ve la mangiate neppure voi... evitando di farvi manipolare e cadere nella trappola delle fake).
Tra le vecchie varietà di grano è presente anche il (Senatore) Cappelli.
Per convenzione, abbiamo visto, si definiscono antichi quei grani che non sono stati nanizzati (un miglioramento genetico che ha reso il culmo più basso... ** NOTA non ogm ** ), ovvero antecedenti al Creso, ottenuto nel 1974 irradiando con raggi gamma la varietà Cappelli: fu così che da un alto fusto (come il Cappelli) si ottenne un grano con taglia più bassa.
Il Cappelli è di fatto alto anche fino a 180 cm, a differenza dei grani moderni che generalmente si attestano sui 50-80 cm.
Si tratta comunque di un grano “giovane”: è una varietà selezionata dal genetista Nazareno Strampelli negli anni Venti del secolo scorso. Per cui, il fatto che questo grano sia più giovane della nonna di qualcuno non è una dimostrazione scientifica che sia stato irradiato. La nonna non rientra nella piramide dell’evidenza scientifica… anche se sicuramente sarà colma di saggezza.
Questo grano è stato molto coltivato nel Sud Italia fino alla nascita del Creso, precursore dei grani moderni. A seguito dell’introduzione dei grani moderni, questa varietà fu poi progressivamente abbandonata a favore di grani di taglia più bassa e più produttivi, che non si allettano (ovvero non si piegano facilmente sotto l’azione di vento e pioggia) e quindi possono essere concimati con prodotti di sintesi che ne incrementano la produzione.
Fu poi recuperato da imprenditori agricoli biologici della Sicilia, delle Marche e di altre Regioni del Sud.
Dal 2016 la SIS (Società Italiana Sementi) detiene i diritti per la VENDITA della semente (per 15 anni) di questa varietà e ciò ha creato una sorta di monopolio e causato un aumento di prezzo ingiustificato delle sementi.
È quindi intervenuta l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) che ha sanzionato la SIS per pratiche commerciali sleali per aver «sfruttato abusivamente la propria posizione di forza commerciale a danno dei coltivatori interessati alla semina e al raccolto di grano Cappelli».
Esistono tuttavia coltivatori custodi che hanno custodito il seme, lo coltivano e lo auto riproducono. Il grano così ottenuto non sarà certificato e non potrà fregiarsi della dicitura Cappelli.
Ricordiamo che il (Senatore) Cappelli, come altri grani antichi, ha effetti benefici sulla salute umana, che si riscontrano anche sulla IBS (Sindrome dell’Intestino Irritabile), come riportato in una review del 2020 (Giacosa et al., 2022).