26/10/2021
STORIA DEL NASTRO ADESIVO
L'inventore del nastro adesivo fu lo statunitense Richard Drew, ricercatore della 3M, che lo creò nel 1925 e lo mise in commercio nel 1930. In Europa giunse solo nel 1937. Il nastro adesivo era fatto con colla da falegname e glicerina.
Cambiano i solventi, i materiali, gli spessori, ma una cosa rimane immutata: la necessità per la nostra vita quotidiana di unire componenti in modo agile e veloce. Una possibilità che, di fatto, il nastro adesivo continua a consentire, e che gli vale lo status di invenzione secolare, pietra miliare dell’ingegneria, al pari di oggetti come, ad esempio, il tassello a espansione.
Il cellophane adesivo a nastro, infatti, lo si deve un po’ per caso e un po’ per intuito. Dick Drew, un ex suonatore di banjo, lavorava già da diversi anni per la Minnesota Mining and Manufacturing Company, la 3M appunto, allora azienda produttrice di carta abrasiva (in particolare una carta abrasiva che funzionava anche su materiali bagnati per evitare il sollevamento della polvere residua). Con l’ormai inesorabile sviluppo della produzione automobilistica, la carta 3M faceva al caso delle carrozzerie.
Durante una prova campioni di carta vetrata in una di queste officine, Drew notò le enormi fatiche dei tinteggiatori per preparare le cosiddette maschere sulle parti da verniciare delle auto bicolori, che pian piano si facevano largo tra le Ford tutte nere.
Era necessario che le maschere fossero create e applicate con più rapidità. Ci voleva qualcosa che aderisse bene al metallo, che fosse facile da rimuovere e che soprattutto non si attaccasse a se stesso. Quello che stava per inventare avrebbe per sempre cambiato il mondo. Sfruttando la popolarità dell’impiego del cellophane (il materiale trasparente a base di cellulosa) Drew pensò di ottenerne un nastro al quale applicare una mistura collante, da un lato solo.
Le prime prove furono poco convincenti, anche perché la quantità dell’adesivo non era mai abbastanza, dovendo essere spalmato facilmente sul cellophane che spesso si piegava e arricciava durante la stesura. Un garzone d’officina scherzosamente intimò Drew di intercedere con i suoi capì alla 3M affinché fossero meno “scozzesi” (“your scotch bosses” furono le parole esatte), meno avari cioè, con le quantità. Infatti, grazie a una nuova formula per la colla, che la rendeva più spalmabile, il quantitativo di adesivo raddoppiò e soprattutto il nastro reggeva, applicato anche con una piccola pressione delle mani
Non solo, gli impieghi si presentarono a quel punto praticamente infiniti, tanto da soppiantare il target iniziale: in qualsiasi attività quella di tenere incollate due parti, fossero queste di carta, metallo o stoffa, era una necessità sempre più crescente, che richiedeva anche una certa rapidità di risoluzione.
Così, in tributo agli “scozzesi” dirigenti 3M nacque lo Scotch Cellulose Tape, che a dispetto dei cambiamenti della destinazione d’uso per cui era stato pensato e il drammatico periodo della grande depressione, fu un successo di vendite.
Successo che consentì un’inesauribile voglia di ricerca che ha portato (tra le altre cose) a un altro pilastro delle invenzioni moderne più significative (nonché un altro dei prodotti su cui la 3M ha costruito negli anni la sua leadership planetaria nel settore): il Post-It. Ma questa, lo sappiamo, è un’altra storia (e per la cronaca, qualcuno festeggia il Post It day il 14 agosto…).