10/03/2024
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Dalla pagina di
Costantino Mastroprimiano:
"Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, con proprio decreto - https://www.beniculturali.it/comunicato/25990... -
all’esame dei competenti organi di controllo ha disposto l’ACCORPAMENTO al Museo delle Civiltà – (Palazzo delle Scienza, Palazzo delle Arti e Tradizioni popolari) del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali.
Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali conserva ed espone Strumenti Musicali di importanza straordinaria di tutte le epoche a partire dai circa 2.500 preziosi pezzi della collezione originata dal tenore Gennaro Evangelista Gorga, (1865-1957), e successivamente ingrandita con strumenti di straordinaria importanza come l’Arpa Barberini, il pianoforte di Bartolomeo Cristofori, il violino detto “il Portoghese” di Andrea Amati.
Si tratta di un museo unico nel suo genere, riconosciuto anche ai massimi livelli internazionali del settore, non è un contenitore di oggetti etnoantropologici ma espressione del pensiero musicale. Accorparlo ad un altro istituto ne svilirebbe la missione. In tutto il mondo il dilatarsi degli interessi nel campo della musica, con particolare riferimento agli strumenti musicali ha visto sorgere centri altamente specializzati, con il compito di promuovere lo studio, la salvaguardia, la raccolta, il restauro e l'esposizione degli strumenti musicali.
Dalla sua istituzione, nel 1974, il Museo ha avuto alterne fortune e disavventure con chiusure anche di lungo periodo. Dal 2018 al 2020 è stato privo di direttore. Nel 2021 è stato assegnato, come istituto non autonomo alla direzione dell’architetto Sonia Martone, con il compito di progettarne la riorganizzazione funzionale e scientifica. Il museo è stato riaperto regolarmente nel marzo 2022 con la fine dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia.
Sono in corso lavori, restauri, studi, rassegne musicali, mostre, incontri.
La recente esposizione inaugurata nel maggio 2022, rappresenta la variegata tipologia degli strumenti musicali, la loro storia tecnica e musicale legata all'invenzione e all'inventiva di tanti costruttori che hanno contribuito alla storia della musica nel mondo intero. .
L’accorpamento ad un istituto, che non ha mai avuto relazione con la materia e il luogo rappresenterebbe un danno irreparabile nei confronti della cultura musicale e dell'immagine dell'Italia poiché sancirebbe la perdita di identità di un luogo che finalmente sta diventato punto di riferimento per un pubblico non solo di addetti ai lavori, ma per la collettività e soprattutto per le giovani generazioni.
In tutto il Mondo i Musei con collezioni di strumenti musicali sono autonomi e ben identificabili per sede, contenuto, gestione e amministrazione.
Dal 2022 è diventato un centro di attenzione da parte di studiosi , ricercatori, direttori di Altri Musei specifici nel mondo, con criteri che lo avviano ad essere all’ avanguardia per interesse e fruizione.
Le circostanze impongono una tutela specifica del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, per motivi di sostanziale rispetto delle plurimillenarie ed elevatissime tradizioni musicali italiane, ma soprattutto del valore universale della Musica.
Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali è stato inaugurato il 27 marzo 1974. Esattamente 50 anni fa. Invece di celebrarne il cinquantenario se ne decreta la fine e non la specificità.
Roma, 9 marzo 2024 "
Questa decisione dimostra ancora una volta che la musica, il fare musica nel nostro Paese non viene riconosciuto per i grandi pregi e valori di carattere culturale e sociale, che poi si riflettono anche da un punto di vista economico su tutta la filiera dell'arte dello spettacolo dell istruzione e della cultura.
Chiudere il museo e spostare gli strumenti musicali è come dire che non hanno importanza, che sono secondari, che ne possiamo fare a meno.
Una visione miope e superficiale.
Ma la domanda è perché ? Il patrimonio stesso di strumenti di cui alcuni unici al mondo, La costruzione, gli spazi stupendi, la collocazione.....allora perché ? Non dobbiamo accettare questa decisione passivamente dobbiamo mettere al corrente tutta l'opinione pubblica di questa decisione dobbiamo creare un gruppo, un comitato che venga ascoltato dal Ministro.
Non è concepibile che nel contesto attuale non si possa sviluppare un progetto pluriennale che non solo salvi, ma che rilanci il museo degli strumenti musicali.
Sono più che convinto che NESSUNO in tutta la filiera della cultura dell'istruzione della musica arte e spettacolo accetti passivamente questo svilimento semplicistico di un museo storico, di un simbolo della nostra cultura e tradizione musicale.
Sono altrettanto convinto che una soluzione per evitare questo scempio esista. Il museo e a Roma in una zona accessibile e comoda , il turismo negli ultimi anni ha avuto un boom eccezionale inbtutto il Paese già solo con quello con un prigramma ad hoc si potrebbe rilanciare il Museo. Insomma dobbiamo opporci tutti e subito a una decisione semplicistica che lede gravemente la nostra Storia, la nostra tradizione e il nostro patrimonio culturale.
Bisogna agire.
Claudio Formisano
CAFIM Italia - Confederation of European Music Industries
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