30/11/2025
Ieri è stata una giornata tranquilla.
Tranquilla tipo tornado, di quelli che arrivano senza bussare.
Mi alzo ad Avola, colazione inghiottita in due mosse e riparto verso Ragusa dove mi aspetta una di quelle giornate che sembrano scritte da Michele Arezzo in versione sceneggiatore: lavoro, festa, premi, festival, abbracci, compleanni e persino Dracula. Normale amministrazione, insomma.
Nel frattempo, le mie decidevano di sdoppiarsi.
Ad Agrigento, alla 48ª edizione del Premio Telamone, premiavano le eccellenze siciliane grazie alla famiglia Cilona: lì, sul palco, a fare le importanti.
A Palermo, invece, erano partner dell’edizione ZERO di un festival letterario appena nato ma già con l’atteggiamento di chi diventerà grande. Merito di Nadia Terranova, Christian Guzzardi e del team di , che ormai trattano le mie penne meglio di come tratto me stesso.
E mentre le SYGLA facevano carriera in giro per la Sicilia, io vivevo il mio piccolo momento emozionante: dopo 8 anni ho rivisto Rosolino.
Un abbraccio talmente forte che per un attimo ho pensato di essermi portato a casa una sua costola come souvenir.
E poi ci sono stati loro: Roberto Alajmo e Stefania Auci, due giganti!
Rivederli, abbracciarli, sentirne l’affetto… è stato come ricevere una spinta in avanti, di quelle che ti ricordano che certe persone sono casa.
E siccome la giornata non era ancora abbastanza piena, era pure il compleanno della mia Giulia: 22 anni!
Nel frattempo Gabriella festeggiava i suoi “22 anni di mammato” inseguendo Dracula in Romania perché ogni famiglia ha le sue tradizioni.
Io, invece, celebravo i miei “22 anni di papato” andando a Palermo con Flavia.
E vi dico solo questo: se cercate papato su Wikipedia, scoprirete che 22 anni è uno dei pontificati più lunghi della storia. Io e i Papi, praticamente colleghi.
Da quando ho superato i cinquanta so che nella mia vita c’è più passato che futuro…
Eppure giornate così mi ricordano che di strada ne ho fatta, e che posso guardare indietro senza rimpianti e avanti senza paura.
Perché, alla fine, l’orgoglio più grande è accorgersi che, nonostante tutto, sto ancora crescendo.
E mi***ia, ci sono ancora un sacco di cose da fare!