Favole

Favole Un angolino dove mettersi comodi, leggere e ammirare il frutto della fantasia umana, che spiega la vita. Leggende e vite passate. Buon divertimento e grazie.

27/09/2025

Durante l’assedio di Leningrado, quando fame e gelo portavano via vite ogni giorno, un gatto di nome Vaska divenne un inatteso guardiano per una famiglia. Non indossava uniforme, ma con occhi acuti e zampe silenziose cacciava ogni mattina, mentre la sua padrona, una donna determinata con la figlia in braccio, attendeva con ansia. Qualunque cosa Vaska riportasse—a volte un topo, un uc***lo, o soltanto una manciata di piume—veniva trasformata in uno stufato che permetteva loro di sopravvivere un altro giorno. Accanto alla stufa, Vaska sedeva paziente, la sua presenza un silenzioso conforto. Di notte, i tre si stringevano sotto un’unica coperta, condividendo calore e consolazione.

Un giorno, prima che le sirene d’allarme iniziassero a ululare, i miagolii insistenti e i passi nervosi di Vaska avvertirono la padrona di un pericolo imminente. Senza bisogno di parole, lei capì, prese la figlia e corse al rifugio pochi minuti prima che le bombe cadessero. Più volte, l’istinto di Vaska li protesse dal peggio. Durante il lungo e duro inverno, la donna spargeva briciole per attirare gli uccelli, mentre Vaska, magro ma tenace, continuava a cacciare, garantendo quel fragile sostentamento che teneva in vita madre e figlia. Per loro, non era soltanto un gatto—era un angelo peloso mandato dal cielo.

Quando l’assedio finì e la vita lentamente tornò in città, la famiglia di Vaska non dimenticò mai il suo sacrificio. Anche con il cibo ormai abbondante, le porzioni migliori erano sempre per lui. Accarezzato con dolcezza e sussurrato: “Tu ci hai salvati,” Vaska morì nel 1949 e fu sepolto come un caro membro della famiglia, sotto una croce con inciso il nome Vasily Bugrov. Col tempo, anche la padrona e la figlia riposarono accanto a lui, riunite per sempre. Oggi, i tre giacciono insieme sotto la stessa terra, legati stretti come in quelle notti d’inverno, sotto la stessa coperta che li aveva protetti da un mondo di paura.

26/08/2025
27/02/2025

Questo quadro, di difficile comprensione a prima vista, raffigura una leggenda olandese.

Alla fine di novembre del 1421, nei Paesi Bassi si verificò una grande inondazione. Secondo diverse fonti, le vittime della catastrofe furono tra le 2.000 e le 10.000 persone, e a questo evento è legata una leggenda.

Dopo l'alluvione, la gente uscì per vedere cosa fosse rimasto intatto e chi fosse sopravvissuto. Nelle acque notarono una culla che galleggiava. Quando si avvicinò alla riva, videro un gatto che saltava freneticamente da un lato all'altro del piccolo letto.

A quanto pare, con quei movimenti il felino cercava di mantenere l'equilibrio della culla affinché non si rovesciasse. Il suo sforzo fu così efficace che persino la coperta del neonato, che dormiva serenamente al suo interno, rimase completamente asciutta.

Dal web

25/02/2025

I racconti delle Fate: l’agrifoglio

L'uso dell'agrifoglio nel periodo natalizio ebbe origine in Irlanda e secondo la tradizione popolare aveva era un portafortuna e proteggeva dai demoni. I druidi ritenevano che l’agrifoglio, con le sue foglie lucide e le bacche rosse, rimanesse verde per rendere più bella la terra.

Per i cristiani invece la forma delle foglie ricorda la corona di spine di Cristo e i frutti rossi il suo sangue, mentre i boccioli bianchi simboleggiano la purezza della Madonna. È così che nel mese di dicembre i primi cristiani iniziarono a celebrare la nascita di Gesù con questa pianta.

Secondo una tradizione, si mettono rametti di agrifoglio sulla testata del letto per avere sogni tranquilli. Regalare l’agrifoglio è un augurio di longevità, serenità e di successo.

Buona Epifania
05/01/2025

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