11/05/2026
🚩🚩 Domani 📅 Martedì 12 maggio | ore 18 torna 📒 fuori ROTTA - la Rassegna Letteraria del Barezzi Festival curata dalla Libreria Diari di Bordo - Libri Per Viaggiare con "Odissea metropolitana in un mondo in bilico" con Luigia Bencivenga e la sua fisarmonica e le letture di Andrea Gatti.
Al basso acustico Massimiliano Paternò
💥💥 Luigia Bencivenga è autrice di "O' cane", pubblicato da Italo Svevo Edizioni nella Collana Incursioni.
‘O Cane menzione speciale all ###VI ed. del Premio Italo Calvino.
Qui a seguire la bella "Non recensione #10" di Nicola Argenti:
L’INSOSTENIBILE PERFEZIONE DELLA NATURA
(Perdonate lo stile, ma non diffidate del consiglio. Sono solo gli appunti di un dilettante, dopotutto.)
'O cane è un romanzo fuori dalle regole della buona creanza, del politicamente corretto e dell'ordinarietà del linguaggio. L’innamoramento è stato istantaneo, fulmineo.
È una creatura che vuole sprigionare in pieno il suo vigore, la sua carnalità e lo fa chiamando a raccolta tutte le sue fibre muscolari, tutti i nervi scoperti - come un corpo martoriato, ma non annichilito e ancora pulsante - sviscerando una lingua febbrile e smaniosa, urticante e, perché no, violenta. Feroce. Come feroci sono gli umani qui - e non i cani, badate bene - vestiti delle loro maschere peggiori e più consunte e loro sì, pronti al morso tra simili e consanguinei, non disdegnando peraltro il sangue di altre specie.
Ogni storia raccolta in questo Compendio sulla Guasta Umanità, è reso magistralmente dall’autrice, grazie alla sua capacità di restituire un’intera costruzione con poche parole e all’abilità superba di creare un piccolo universo di immagini, creature e sfumature. Il lavoro sul linguaggio, poi, è prezioso, sincero e dinamico. Nessun artificio quindi, ma un raffinato e laborioso cesellamento di parole e espressioni, oltre ad una straordinaria e impressionante accuratezza per i dettagli.
Garryowen il Santo, l'Odoroso di Viole, è davvero un martire. Il suo discreto latrato ci accompagna attraverso le sofferenze di un'umanità che cerca la deriva, che brama il disfacimento del corpo e l'insozzamento dell'anima, con l'aiuto di benzodiazepine, eroina e cocaina come zucchero a velo, Vov e rum a buon mercato.
La purezza canina - di un male involontario e istintivo, naturale - che si confronta con la crudezza degli angoli nascosti dell'uomo, quella creatura così ben strutturata e modellata, quella degli artifici e delle sovrastrutture, delle impalcature sociali e matrimoniali traballanti, che no, non crollano, ma guai a finirci sopra.
Gli occhi pieni, onesti e lacrimosi dell'animale; la vista periferica, meschina e insidiosa dell'essere umano.
Un confronto che mi ricorda una certa comparazione di rousseauiana memoria, sulla diseguaglianza dell'uomo:
Luigia Bencivenga riesce a plasmare una nuova forma, creando un cane-uomo naturale, privo della tragedia della corruzione e del vizio, della bramosia, della vanità e della prevaricazione, e un uomo-cane, vago tentativo di ispirazione (forse), o di espiazione (ancora forse), ma comunque un infausto ibrido che rappresenta tutte le contraddizioni, gli orrori e le speculazioni della società così come la conosciamo.
Se la condizione originaria dell'uomo è la natura e la natura è la voce di Dio, la riprova dell’efficacia di questa inversione è proprio il nostro Garryowen che, animale tra gli uomini, è un cane santo.
Senza speculazioni filosofiche - non voglio e non potrei farlo - ho solo trovato affascinante il viaggio attraverso questa umanità tragica (a tratti tragicomica), che conta i fallimenti racimolati in una vita, che beve, fuma e si trascina nell'angolo più remoto (come Cala Renella) per morire, forse dignitosamente.
La schiera di personaggi è una parata affascinante e impietosa: il già citato Garryowen, setter maschio, umile e caritatevole e salvatore; Il Figlio delle Stelle, marchiato nel corpo e nell'animo, che rifugge la morte pur trasportandola nel bagagliaio dell'auto; Patty Tre Dita, che insegue l'Amore disperato; Sauro Consilia, dotto vo**ur con doppio registro, alto e lirico con i carcerati-ospiti, triviale in famiglia e quando costretto a sopportare il dolore; Santo Sostanza, finto macho, finto padre, finto marito, finto camionista rozzo, che s'inventa il diavolo per fuggire dalla verità, e poi tanti altri. Sullo sfondo, una città immaginaria - Ilias - ma non inverosimile, irreale ma non irrealistica, con la sua ricca via Belvedere e le periferie Cala Renella e Case Rosse, dove gli eventi principali si svolgono nell'arco di tre giorni. Le vite di uomini e cani si intrecciano, tra avvenimenti tragici e quotidiani abusi di droghe, ansiolitici e alcool, poi tradimenti, sentimenti disperati e pulsioni irrefrenabili. Svelamenti di personalità, uccisioni efferate, prostituzione che diventa amore e abbandono, quest’ultimo in tutte le sue declinazioni.
La ricerca della Salvezza è una strada lastricata da indicibile sofferenze, serie TV, lacrime, piaghe da decubito e masturbazione.
Eppure, solo le "parole" del Messia mi danno conforto:
"Garryowen in controluce, sembra un santo con l'aureola di fuoco, giunto da un paradiso nemmeno troppo lontano, le va vicino e senza preavviso le morde a sangue il polpaccio.
[...]
Garryowen immobile.
lo sguardo del cane buono vale quanto un manuale di rassegnazione attiva. È un invito al gioco della vita per quello che è. Pare dire, Fermati, facciamo che finisca pure questa giornata di m***a, per dormire come cuccioli, russare senza pudori, sognare da signori e svegliarsi docili, come se nulla fosse accaduto."
Ilias siamo noi. Questa umanità non è un futuro possibile, è già realtà.
Wirrwarr!