Green Side

Green Side Green Side growshop è a Parabiago, in via novembre 105 a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Mapcode: AAA TJ7TJ.LY9C4

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Green Side è il nuovo growshop di riferimento per l'Altomilanese, a due passi dalla stazione di Parabiago (collegata a Milano e Varese tramite la Linea Suburbana S5. La frequenza dei treni è di uno ogni 30 minuti per senso di marcia. In direzione Milano - Treviglio (binario 1) ai minuti 27 e 57 di ogni ora mentre in direzione Gallarate - Varese (binario 3) ai minuti 02 e 32.). Disponiamo inoltre d

i un ampio parcheggio. Da noi trovate:
GROWBOX COMPLETI (Secret Jardin, Cultibox)
Kit luce (lampade, ballast, riflettori)
Kit aria (estrattori, ventole assiali, ventilatori, condotte per l'aria...) Fertilizzanti delle migliori marche (Plagron, Aptus, Bionova, BioMagno, Mills, GHE, BioCanna, GuanoKalong e molti altri)
TUTTO PER LA COLTIVAZIONE IDROPONICA E AEROPONICA
Tutto per la cura del tuo raccolto! Semi da collezione delle migliori seedsbank spagnole, olandesi e californiane. E-mail:
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04/10/2018
17/02/2018

Mi fa ve**re voglia di andare a votare, anni che non sentivo questa voglia..Grande!!

03/02/2018
08/12/2017
04/08/2017
04/08/2017
30/07/2017
25/07/2017
Sistema Endocannabinoide                           La CANAPA come medicina PREVENTIVA e ANTITUMORALEPURTROPPO PER DISINF...
12/07/2017

Sistema Endocannabinoide

La CANAPA come medicina PREVENTIVA e ANTITUMORALE

PURTROPPO PER DISINFORMAZIONE E NON SAPPIAMO SE PER IGNORANZA O MALAFEDE…
CARA SOCIETÀ ITALIANA DI FARMACOLOGIA LA VERITA' viene TENUTA OSCURATA

Il ricercatore statunitense Ethan B. Russo, un neurologo che ha studiato per molto tempo i composti di cannabis e la loro funzione sul corpo,ha definito come lìeffetto entourage può essere sfruttato per trattare il dolore, l’infiammazione, la depressione, l’ansia, la dipendenza, l’epilessia, il cancro, i funghi e diverse infezioni. In uno studio del 2010 “Taming THC: potential cannabis synergy and phytocannabinoid-terpenoid entourage effects” descrive nel dettaglio come i diversi composti di cannabis influiscano sui meccanismi di ciascuno.

Diversi anni più tardi, altri studi hanno dimostrato che gli effetti dei cannabinoidi risultano aumentati o mitigati da questi composti secondari.

Il vero potenziale della cannabis risiede proprio nel suo fitocomplesso dotato di “effetto entourage”, un termine che è stato coniato nel 1999 dal ricercatore israeliano Raphael Mechoulam, che suggeriva che i composti secondari nella cannabis, come ad esempio i terpeni, possono aumentare gli effetti benefici del THC e ridurre l’ansia indotta dalla sua psicoattività.
Secondo questo termine, tutte le molecole che compongono la pianta agiscono in combinazione tra loro per funzionare molto meglio dal punto di vista medicinale. È stato dimostrato che decine di cannabinoidi, chetoni, esteri, lattoni, alcoli, acidi grassi, steroidi e terpeni (questi ultimi sono gli “ingredienti” che apportano odore e sapore ai vegetali) forniscono un grande potenziale terapeutico solo quando lavorano insieme e non quando lo fanno singolarmente. Tuttavia, non sempre agiscono tutti contemporaneamente, ma cambiano in base alle diverse combinazioni.

Persino delle piccole quantità di terpeni (fragranti oli che danno alla cannabis il suo odore) possono generare una grande differenza.
Secondo questo termine, tutte le molecole che compongono la pianta agiscono in combinazione tra loro per funzionare molto meglio dal punto di vista medicinale.

È stato dimostrato che decine di cannabinoidi, chetoni, esteri, lattoni, alcoli, acidi grassi, steroidi e terpeni (questi ultimi sono gli “ingredienti” che apportano odore e sapore ai vegetali) forniscono un grande potenziale terapeutico solo quando lavorano insieme e non quando lo fanno singolarmente.

Tuttavia, non sempre agiscono tutti contemporaneamente, ma cambiano in base alle diverse combinazioni.

In un certo qual modo, modificare il modo in cui si combinano tra loro, variare “la ricetta”, farà anche sì che l’effetto sulla persona sia diverso.

Capire questa varietà chimica è essenziale affinché, dopo, sia possibile portare avanti delle politiche sulla cannabis terapeutica.

Non serve a nulla prescrivere uno o due medicinali basati su un composto di cannabis se suddetti medicinali saranno poi efficaci solo su determinate persone.

La ma*****na, a differenza di gran parte della medicina moderna, ha una vasta gamma di composti chimici. Gli scienziati hanno identificato più di 60 cannabinoidi e alcuni composti non cannabinoidi che hanno anche degli effetti regolatori.

Tutti potranno essere utilizzati, combinati in maggiore o minore misura, per alleviare i pazienti.

I terpeni, ad esempio, bloccano alcuni ricettori cannabinoidi nel cervello mentre promuovono l’unione di altri.

Per quanto se ne sa, pare che queste molecole influenzino il modo in cui il cervello accetta il THC e il CBD, oltre ad offrire benefici terapeutici propri.

Questo significa che tali terpeni e i veri e propri cannabinoidi lavorano insieme.
Diversi anni più tardi, altri studi hanno dimostrato che gli effetti dei cannabinoidi risultano aumentati o mitigati da questi composti secondari.

Persino delle piccole quantità di terpeni (fragranti oli che danno alla cannabis il suo odore) possono generare una grande differenza.

Secondo questo termine, tutte le molecole che compongono la pianta agiscono in combinazione tra loro per funzionare molto meglio dal punto di vista medicinale.

È stato dimostrato che decine di cannabinoidi, chetoni, esteri, lattoni, alcoli, acidi grassi, steroidi e terpeni (questi ultimi sono gli “ingredienti” che apportano odore e sapore ai vegetali) forniscono un grande potenziale terapeutico solo quando lavorano insieme e non quando lo fanno singolarmente.

Tuttavia, non sempre agiscono tutti contemporaneamente, ma cambiano in base alle diverse combinazioni.
In un certo qual modo, modificare il modo in cui si combinano tra loro, variare “la ricetta”, farà anche sì che l’effetto sulla persona sia diverso. Capire questa varietà chimica è essenziale affinché, dopo, sia possibile portare avanti delle politiche sulla cannabis terapeutica.

Non serve a nulla prescrivere uno o due medicinali basati su un composto di cannabis se suddetti medicinali saranno poi efficaci solo su determinate persone.
La cannabis, a differenza di gran parte della medicina moderna, ha una vasta gamma di composti chimici.

Gli scienziati hanno identificato più di 60 cannabinoidi e alcuni composti non cannabinoidi che hanno anche degli effetti regolatori.
Tutti potranno essere utilizzati, combinati in maggiore o minore misura, per alleviare i pazienti.
I terpeni, ad esempio, bloccano alcuni ricettori cannabinoidi nel cervello mentre promuovono l’unione di altri.

Per quanto se ne sa, pare che queste molecole influenzino il modo in cui il cervello accetta il THC e il CBD, oltre ad offrire benefici terapeutici propri.

Questo significa che tali terpeni e i veri e propri cannabinoidi lavorano insieme.

Gli endocannabinoidi hanno natura lipidica e derivano da un acido grasso polinsaturo, l’acido arachidonico e agiscono sul sistema nervoso centrale avendo come bersaglio i sistemi regolatori dei metabolismi.

Gli endocannabinoidi prodotte naturalmente nel nostro corpo sono l'anandamide (AEA) e arachidonoilglicerolo (2-AG).

Troppi o troppo pochi endocannabinoidi possono causare uno squilibrio all'interno del nostro corpo.
Mentre è stato osservato che le condizioni del lavoro del sistema sono veri e propri stati che possiamo definire “trattamento resistente”, ora capiamo come l'effetto entourage ci può aiutare e difatti le varie sostanze contenute regolano il sistema endocannabinoide (SEC) sia se ci sono o troppi o troppo pochi endocannabinoidi.
Tutto il meccanismo funziona come una vera e propria attività modulante.

Perchè hanno separato i principi attivi?
Ve lo dico io, solo perché così la Cannabis Italiana Fm2 modificata non potrà "guarire nulla", potrà solo alleviare dolori e spasmi.
In che modo i cannabinoidi uccidono le cellule tumorali?
Lo spiega un laureando in
farmacia nella sua tesi
endocannabinoide
Qui di seguito pubblichiamo molto volentieri il sunto della tesi di Jacopo Francesco Fioroni, laureando in Farmacia all’Università di Modena e Reggio Emilia.
Qui la tesina completaIl presente lavoro di tesi intende focalizzare l’attenzione sulla capacità dei cannabinoidi di indurre morte in cellule tumorali e sui impiegati. L’utilizzo della cannabis in ambito terapeutico è conosciuto fin dall’antichità e per lungo tempo è stata utilizzata senza una regolamentazione fino a quando, nei primi anni del 1900, è stata proibita, adducendo teorie colorite e non scientifiche, nella maggior parte degli Stati.
Negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sull’utilizzo in ambito terapeutico e sugli aspetti tossicologici di questa pianta, permettendo l’individuazione di un collegamento tra la terapia antitumorale e i cannabinoidi.
I tumori, che sono normalmente trattati con farmaci antineoplastici, stimolano nel nostro organismo l’inibizione dei meccanismi di difesa, quali apoptosi e autofagia, i quali sono potenziati dai cannabinoidi. Gli aspetti farmacocinetici, metabolici e tossicologici sono di fondamentale importanza per la valutazione del rapporto rischi/benefici in quanto i cannabinoidi sono ad oggi, grazie alla Fini-Giovanardi sostanze classificate come stupefacenti al pari dell’eroina.
La cannabis sativa, pianta erbacea annua dioica, contiene diverse sostanze che possono essere classificate in due gruppi: i fitocannabinoidi,composti terpenofenolici, tra i quali quelli dotati di maggior attività sono CBN, CBD e Δ9THC e composti non cannabinoidi. I cannabinoidi si legano con determinati recettori presenti sulla membrana cellulare quali i CB1 e CB2,accoppiati alla proteina G, i GPR55, detti recettori orfani e i TPRV1, recettori vaniloidi, che una volta attivati, permettono la trasduzione del segnale all’interno della cellula tramite l’attivazione/inattivazione di determinati percorsi cellulari e la regolazione dell’apertura dei canali ionici.
Questi recettori fanno parte del sistema endocannabinoide e interagiscono con dei mediatori chimici detti endocannabinoidi, cinque etanolamidi tra le quali le più importanti sono l’anandamide e il 2-AG, che possono stimolare varie risposte nei diversi organi dell’organismo. Sulla base delle proprietà tossicologiche dei cannabinoidi sono stati individuati due distinti percorsi di induzione di morte cellulare, l’autofagia e l’apoptosi.
Essi possono essere attivati, tramite i recettori cannabinoidi e la trasduzione di medesimi segnali all’interno della cellula, sia separatamente sia contemporaneamente influenzandosi a vicenda. E’ stato riscontrato che l’apoptosi sia indotta, sotto stimolo dei recettori CB, GPR55 e raft lipidici,da particolari segnali, che influenzano la fosforilazione dell’AKT, con il coinvolgimento dell’asse PI3K/AKT/mTOR, la MAPK, bax/bcl-2 e diverse caspasi, che sono regolate da ERK. L’autofagia è indotta dai recettori CB e GPR55, tramite l’inibizione di mTORC1, un enzima fondamentale nella proliferazione cellulare.
Esso è inibito sia grazie all’attivazione delle proteine dello stress p8 e TRB3, i quali livelli aumentano grazie all’attivazione dell’ER stress, sia grazie all’inibizione di AKT, ad opera di TRB3 e dell’asse PI3K/AKT. Si sono poi analizzati i percorsi in comune dell’apoptosi e dell’autofagia , andando a individuare i mediatori cellulari fondamentali quali ceramide , attivato dai recettori CB e dai raft lipidici, ROS , attivato dai recettori CB e TRPV, e ER stress attivato da tutti e tre i recettori menzionati in precedenza.
N.B.
I meccanismi analizzati giustificano le evidenze sperimentali secondo le quali i cannabinoidi producono un aumento dell’attività autofagica e apoptotica e che quindi permettono una maggiore efficacia nel trattamento antitumorale, in sinergia con alcuni farmaci antineoplastici(gemcitabina, temozolomide, 5-fluorouracile) e con TRAIL.
In conclusione è evidente il potenziale antitumorale dei cannabinoidi che viene esplicato tramite l’attivazione dei processi apoptotici e autofagici che si traduce con un aumento dell’induzione di morte nelle cellule tumorali e con la riduzione dei tumori in vivo e in vitro. In più i cannabinoidi sono in grado di attenuare sia gli effetti collaterali dei farmaci utilizzati in terapia antineoplastica, sia i sintomi tipici della patologia neoplastica. I limiti principali di un possibile uso terapeutico sono legati all’attività psicoattiva, alla induzione di morte cellulare di tessuto neuronale in consumatori cronici ( in consumatori occasionali non è presente frammentazione del DNA) e al fatto che la sperimentazione su esseri umani è ancora in fase iniziale.
La sfida attuale consiste nell’ottenere gli effetti terapeutici eliminando quelli psicoattivi e nel creare varietà con un determinato contenuto di cannabinoidi.
Autore: Jacopo Francesco Fioroni, laureando in Farmacia presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia
fonte: www.cannabisterapeutica.info

La medicina deve considerarla non una droga o sostanza stupefacente ma come una sostanza in grado di modulare.
Elenco studi relativi Cannabis
http://cannabis.r4wizard.co.uk/
http://www.cannabisterapeutica.info/wp-content/uploads/2013/07/tesiok.pdf
http://www.fedoa.unina.it/738/1/tesi.pdf
http://freeweed.it/thc-utile-trattamento-della-spasticita-dolore-associati-alla-sclerosi-multipla/
http://freeweed.it/la-cannabis-produce-thc-suo-incredibile-ruolo-protettivo/
http://www.disinformazione.it/siamo_drogati.htm
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4357541/

https://www.royalqueenseeds.it/blog-qual-e-realmente-l-effetto-della-cannabis-sui-polmoni-n434

Cannabinoidi e infiammazione cronica:

http://freeweed.it/studio-i-cannabinoidi-possono-trattare-linfiammazione-cronica/

Prof. Raphael Mechoulam: la cannabis curerà anche il diabete
http://siliconwadi.it/mechoulam-cannabis-diabete-tipo-1-621

La canapa non è dannosa per il corpo né la mente. Non comporta alcuna minaccia per la gente comune, mentre rappresenta un gran rischio per le compagnie petrolifere, le industrie dell’alcool, del tabacco ed un mucchio di aziende chimiche.
Grandi imprese con un sacco di dollari ed influenza politica hanno nascosto la verità al popolo: l’erba è illegale soltanto perché i miliardari vogliono restare tali.

Indirizzo

Via Santa Croce 2
Parabiago
20015

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Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 19:30
Martedì 11:00 - 19:30
Mercoledì 11:00 - 19:30
Giovedì 11:00 - 19:30
Venerdì 11:00 - 19:30
Sabato 11:00 - 19:30

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