21/02/2022
Buongiorno amici di Picos.
Oggi vi presento un ritratto "importante", quello di mio nonno, Pietro Palumbo, di cui allego una breve biografia.
Pietro Palumbo nacque a Salaparuta (Trapani) il 13 Ottobre1885, da Donato e da Ignazia Calamia. Ebbe fin da giovane una intelligenza brillante ed ordinata, profonda bontà d'animo, grande tenacia per il lavoro, amore per la libertà, intesa nel senso più nobile, versatilità d'ingegno, fu permeato da una essenziale capacità di critica costruttiva, mostrò serenità interiore, calore umano, fede nella bontà degli insegnamenti professati, dirittura di condotta, animo consapevolmente aperto verso ogni idea nuova, affetto e sostegno concreto per i discepoli, i collaboratori, gli amici.
Nel 1910 conseguì il Diploma di Magistero in Ragioneria a Venezia, nel 1922 la laurea in Scienze economiche e commerciali all'Università di Roma. Ma la sua attività di studioso cominciò ancor prima, nel 1906, con studi bancari; nel 1908 fonda e dirige per quattro anni la "Rivista Siciliana di amministrazione e ragioneria". Pur iniziando nel 1910 l'insegnamento, continuò gli studi e diede alle stampe diciotto pubblicazioni di carattere economico e bancario.
Ebbe quattro figli: Donato (1908), Enrico (1915), Ignazia (Zina, 1916) e Mario (1924), nettamente più giovane degli altri, geniale, creativo ed irrequieto. Nel 1937, a soli 29 anni Donato è morto per un tumore ai polmoni.
Uomo dritto nella persona e nel carattere, simpatico di figura, piacevole e logico conversatore, oratore elegante e forbito, il prof. Pietro Palumbo fu chiamato ad assumere incarichi amministrativi presso il Comune di Palermo e, con l'occupazione alleata in Sicilia, divenne consulente ed esperto economico presso quel Governo.
Morì per un ictus a 58 anni, a Palermo, il 2 Maggio 1944, circondato dall'affetto e dal grande dolore dei parenti e degli amici. Autorità e colleghi, la maggior parte dei molti discepoli usciti dall'Università di Palermo, ove aveva fondato e diretto l'Istituto di Ragioneria e di Ricerche Economiche Aziendali, divenuta in seguito Facoltà di Economia e Commercio, molto addolorati affollarono il suo funerale.
Il ritratto, da una foto del 1943, poco prima della sua morte.
Un carboncino, 30x24 cm, con molti rimpianti.