11/03/2025
Una bambina imperfetta per un racconto perfetto quello che, con prosa limpida e cristallina, racconta la storia di Rebecca, una bambina prima e giovane ragazza poi, che, segnata sin dalla nascita da un’irreparabile bruttezza, riesce a trovare il proprio sentiero e a percorrere il proprio cammino segnato da falsa compassione o derisione grazie all’eccelso talento di saper suonare impeccabilmente bene il pianoforte. Sin da piccola Rebecca è una bimba virtuosa ed impara presto e bene tutto quello che le viene richiesto e tutto quello che sa di dover svolgere perché una bambina br**ta vive con prudenza, sta al suo posto, non chiede nulla, si comporta in maniera da non arrecare disturbo o aggiungere disturbo a quello che già può recare il suo aspetto ; una bambina br**ta non fa i capricci, non si sporca quando gioca e si muove in modo composto e silenzioso ma, soprattutto, una bambina br**ta anche quando diventa grande sa vedere, osservare, ascoltare, indagare, percepire ed intuire per cogliere in ogni espressione del viso, in ogni gesto sfuggito al controllo e in ogni silenzio, breve o lungo, un indizio che la riguardi sia nel bene che nel male. È così con costanza, forza d’animo e senza negare il dolore, anzi assumendolo come compagno di vita, Rebecca cerca la propria strada nel mondo e cresce. Una storia in controtendenza nella società contemporanea dominata dall’ostentazione di visi e corpi levigati ed atteggiamenti spavaldi perché Rebecca, nonostante il suo difficile vivere, non soccombe di fronte alla sua incapacità di competere con i modelli sfavillanti che si sono imposti come giusti e perfetti, resiste all’angoscia e alla solitudine cui spesso ci costringe la diversità e cerca, trovandolo, il proprio ruolo. Il romanzo non è banalmente consolatorio perché l’amara storia di Rebecca non soccombe né dinanzi all’ipocrisia sorridente e benevola né al rifiuto e alla mortificazione inflitta dalla società ma affronta con dignità e coraggio un cammino accidentato trovando nell’invisibilità, che risparmia unicamente le sue mani virtuose sul pianoforte, uno stato di grazia.