07/03/2026
Nei primi anni ’90 Berlino era una città ancora sospesa tra due epoche. Il Muro era appena caduto, l’Est era pieno di fabbriche abbandonate, magazzini vuoti e spazi dimenticati. Molti giovani crescevano in un clima di incertezza tra disoccupazione, cambiamenti politici rapidi e identità da ricostruire. In quel vuoto urbano e sociale la musica elettronica diventò un rifugio e un laboratorio. I club nascevano ovunque, spesso illegali, e le notti diventavano luoghi di sperimentazione, libertà e comunità. Crew, etichette e collettivi si muovevano come piccole tribù: Low Spirit, Tresor, Tekknozid, MFS. Tra loro c’era competizione, ma anche un’ironia tipicamente berlinese, fatta di provocazioni e sfide creative. In quel clima nasce anche una piccola storia riguardo questo disco, raccontata in “Der Klang der Familie”: una scommessa tra amici per dimostrare che si poteva produrre un disco trance in un’ora sola. Il brano viene registrato al volo, battezzato con un nome misterioso e venduto immediatamente a un’etichetta rivale raccontando che proveniva dalla Norvegia. Il produttore lo pubblica senza sapere chi ci sia davvero dietro. Il risultato è quasi perfetto: un disco nato per scherzo, creato da un “rivale”, che finisce nel catalogo della crew opposta e vende esattamente come tutti gli altri. In quella Berlino giovane, anarchica e notturna, la linea tra competizione, amicizia e provocazione era sottile, e proprio da quella tensione nasceva il suono che avrebbe cambiato la club culture europea.