Port'alba: la meta

Port'alba: la meta La via è caratterizzata principalmente da librerie essendo la stessa, infatti, chiamata volgarmente Lorenzo li 19 gennaio 1796.

Port'Alba prende il nome da Don Antonio Álvarez de Toledo, duca d'Alba e discendente di Don Pedro de Toledo, viceré spagnolo che la fece erigere nel 1625. La porta fu aperta nell'antica murazione angioina, in sostituzione di un torrione e per agevolare il passaggio della popolazione che aveva praticato per comodità di passaggio da una zona all'altra della città, un'apertura posticcia nel muro. Fu

l'architetto Pompeo Lauria a ricevere la commissione dal Duca d'Alba per la costruzione dell'opera e decise di aprire un passaggio nel torrione che fu chiamato appunto Port'Alba (sebbene ben diverso dalla porta attuale) e fu decorato con tre stemmi: uno di Filippo III, uno della città di Napoli e uno del Viceré. Nel 1656 il pittore Mattia Preti decorò la porta con alcuni affreschi, con raffigurazioni della Vergine con San Gennaro e San Gaetano e la scena dei moribondi appestati, mentre la collocazione della statua di San Gaetano, proveniente dalla demolita Porta dello Spirito Santo, è del 1781. Nei pressi di Port'Alba, si sono consumati, nei secoli, diversi fatti di cronaca. Qui, il 26 marzo 1668, fu assassinato Cesare d'Aquino (nato nel 1615), principe di Pietrelcina. I lavori di rifacimento e di ampliamento che resero la porta così come appare attualmente, furono eseguiti nel 1797 e l'iscrizione che vi fu collocata che menzionava Ferdinando IV di Borbone, fu demolita durante i fatti della Repubblica Napoletana del 1799. Via Port'Alba[modifica | modifica sorgente]



Via Port'Alba, molto conosciuta per il mercato librario che prende luogo in loco
La porta è prossima all'omonima via port'Alba, conosciuta per le sue numerose librerie e i cui edifici risalgono al Settecento. Entrati dentro l'antica porta, i pochi metri che caratterizzano la via costituiscono il punto iniziale del decumano maggiore e servono a congiungere piazza Dante con piazza Bellini. La via è caratterizzata principalmente da librerie essendo la stessa, infatti, chiamata volgarmente via dei libri. A metà strada sorge la libreria Guida dichiarata dal ministero dei beni culturali nel novembre 1983 "bene culturale dello Stato" per l'attività libraria ed editoriale svolta.[1]
All'ingresso della via dal lato posteriore, su piazza Bellini, è posta una targa del 1796 che servì a portare a conoscenza della cittadinanza, che qualora si fossero ancora messi in loco venditori ambulanti, ostruendo il passaggio delle carrozze e dei pedoni, questi sarebbero stati puniti con ammende. La targa recita le seguenti parole:
« Bando da parte degli eccmi signori deputati del tribunale della fortificazione ed acqua di questa fedelissima città convenendo al comodo e buon servizio pubblico che l'atrio di porta suscella sia sgombro e sbarazzato affatto di tal che sia sempre libero il passaggio dé cittadini delle carrozze, e delle altre vetture perciò avendo avuta notizia ch'esso atrio continuam venga ingombrato da venditori de commestibili, quindi ciè paruto di fare il presente bando col quale ordiniamo a tutt' e qualsivog persone che non ardiscano da oggi in avanti tenere nel suddetto atrio posti, sporte ed altri simili imbarazzi, sotto pena di dvc da esigersi irremisibilm da controventori ed acciò l'ordine venga a notizia di tutti, né possa allegarsi causa di ignoranza, vogliamo che il presente nostro bando si pubblichi in o' luogo, e poi si affigga in s. Li deputati del tribunale della fortificaz. mattonata, ed acqua di questa fedelis. città
il duca di Bagnoli
Vincenzo Spinelli
Giuseppe Serra
Gio Lonardo Mascia. »

"Empatia è una parola bellissima, significa sentire la felicità e il dolore dell'altro, sentirlo nella propria carne, ne...
02/08/2016

"Empatia è una parola bellissima, significa sentire la felicità e il dolore dell'altro, sentirlo nella propria carne, nella propria persona..."
(Roberto Saviano)

26/07/2016
22/05/2016
16/05/2016

http://www.pupia.tv - Campagna di comunicazione “Il Maggio dei Libri 2015” (22.04.15)

Un avvenimento molto importante, ma di cui si parla poco, fu la scoperta dei ritratti dei Sette Martiri di Pozzuoli avve...
02/02/2016

Un avvenimento molto importante, ma di cui si parla poco, fu la scoperta dei ritratti dei Sette Martiri di Pozzuoli avvenuta nel 1980, nella Chiesa di Sant'Aniello a Quindici, paesino in provincia di Avellino.

I ritratti, facenti parte di un affresco di epoca medievale, furono scoperti in seguito a dei sondaggi effettuati nella chiesa, che si sapeva fondata prima del IX secolo:
Ritrovate nella chiesa varie nicchie affrescate, in una di esse fu rinvenuto un dipinto raffigurante dei ritratti di santi, identificati con i martiri di Pozzuoli grazie alla presenza dei loro nomi, scritti di fianco ai ritratti.
Non conosciamo con esattezza il periodo di realizzazione di questi affreschi, anche se si tende a datarli intorno all'XI / XII secolo.

I Sette Martiri sono raffigurati in primo piano, in una serie di sette medaglioni.
Purtroppo molti dei medaglioni si presentano danneggiati in maniera molto grave, tanto che di uno di essi è rimasto solo un frammento della cornice.
Tuttavia quattro ritratti, quelli di Procolo, Gennaro, Sossio e Festo si presentano in uno stato relativamente buono.

Procolo è raffigurato tonsurato e senza barba, secondo l'iconografia che da sempre lo contraddistingue, e con indosso una dalmatica verde.
Gennaro è, anche lui tonsurato, ma è stato qui raffigurato con una barba grigia (vagamente simile alla raffigurazione contenuta nel Menologio di Basilio II), ed indossante una casula di colore bruno, con sopra il pallio.
Similmente a Procolo, anche il diacono Sossio è imberbe e tonsurato, ed anche lui indossa una dalmatica.
Festo, è invece raffigurato con la barba ed apparentemente senza la tonsura.

Il ritrovamento può essere davvero definito importante, poiché ulteriore testimonianza della grande fama dei Sette Martiri di Pozzuoli in epoca medievale.

"Perdonami se tutte queste cose che ti scrivo ti sembrano stupidità, ma credo che in amore non ci sia né intelligenza né...
30/01/2016

"Perdonami se tutte queste cose che ti scrivo ti sembrano stupidità, ma credo che in amore non ci sia né intelligenza né stupidità, l’amore è come un aroma, come una corrente, come pioggia. Lo sai, mio cielo, tu piovi su di me e io, come la terra, ti ricevo..."
(Frida Kahlo)

Indirizzo

Via Porta'alba 16
Naples
80100

Telefono

3388563880

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