31/05/2026
Ogni domenica, puntuale come il suono delle campane della vicina Chiesa di Santa Caterina a Formiello, arriva il professor Gennaro Acampora.
Per quarant'anni ha insegnato matematica nei licei di Napoli. Numeri, formule, teoremi. Una vita passata a spiegare che ogni problema ha una soluzione.
Eppure c'era una domanda alla quale non aveva mai trovato risposta: «È meglio la Zuppetta o la Diplomatica?»
Ancora oggi, accompagnato dai suoi numerosi nipoti, entra nella nostra unica sede di Porta Capuana con il suo passo lento e gli occhiali sul naso. E mentre gusta quel perfetto equilibrio tra pasta sfoglia, soffice pan di Spagna inzuppato allo Strega e crema chantilly alla vaniglia, racconta ai ragazzi la storia che più ama.
«Sapete perché qualcuno la chiama Diplomatica? E perché noi napoletani diciamo Zuppetta?»
E allora parte il racconto di Ferdinando di Borbone, dell'ammiraglio Nelson, della corte reale e dell'inventiva dei pasticcieri partenopei, capaci di trasformare pochi ingredienti in un piccolo capolavoro.
Poi conclude sempre con la sua frase preferita: «Vedete ragazzi, la matematica serve a capire il mondo. Ma certi dolci servono a ricordarci perché vale la pena viverci dentro.»
Mentre noi abbiamo la nostra: «Le equazioni si risolvono. La bontà della Zuppetta no. Quella resta un mistero napoletano.»
Buona domenica da Porta Capuana.
Dal 1837 custodiamo anche questi piccoli, dolcissimi misteri.