12/04/2026
il CODICE ESTETICO nel TENNIS,
riceve influenze dal BRITISH STYLE
e dall'eterno STILE ITALIANO
È in Inghilterra che il tennis moderno si codifica:
Wimbledon, il dress code, la misura nei gesti, nel comportamento, nello stile...
Un linguaggio che ancora oggi definisce il gioco.
Infatti Atkinsons London,
— oltre due secoli di eleganza inglese —
oggi ritrova questo codice
nei spettacolari giardini della Villa Reale di Monza,
dove l’ATP Challenger 125 si gioca tra architettura, paesaggio e materia:
terra rossa, superfici, luce. Open air.
A pochi passi verdi da un altro grande simbolo della città e della Formula 1 — il circuito di Monza.
Invece qui si gioca un’altra velocità. Più lenta. Più precisa.
Sugli spalti, il linguaggio ritmico continua.
Ventagli che si aprono,
con toni che evocano la terra battuta
e il cielo sopra il campo.
Pattern che riprendono le geometrie del gioco.
Non solo per il caldo. Ma per appartenenza.
Un gesto piccolo, diventato linguaggio collettivo.
E quando il pubblico entra così dentro al gioco,
il torneo cambia.
In mezzo a tutto questo contesto unico,
e ad altri partner d'eccellenza (come Intesa Sanpaolo, Audi, Dunlop, Yonex,...)
questo piccolo oggetto è diventato segno,
tra mani e stili diversi.
Grazie a Monza Open e Villa Reale Tennis,
per aver costruito questo spazio
e questa settimana indimenticabile!
Specialmente a Sebastiano Pessina,
che in questi giorni ha seguito il torneo
trasformando il ritmo del gioco in immagine.
E alla guida del lavoro sul campo di figure come
Matteo Fenaroli, che rendono possibile
questo equilibrio tra sport e contesto.
Quando tutto questo si allinea,
il torneo non è solo competizione.
Diventa linguaggio.
Perché quando un torneo costruisce un’estetica,
diventa qualcosa che va oltre il gioco.