La storia di Ico Line è l’avventura di un giovane che appena laureato in ingegneria a Vicenza voleva volare a Capo Verde per coltivare ortaggi attraverso la coltura idroponica, e che invece ha scoperto il valore e la bellezza di poter concepire qualcosa in Italia, Paese dell’artigianato, della creatività e del buongusto. Una storia dei nostri tempi, in cui sembra che per realizzare un sogno si deb
ba per forza andare lontano.
“Io il mio sogno l’ho coltivato, in tutti i sensi, dove vivo”. Mi chiamo Enrico, sono nato a Vicenza nel 1991, e ho sempre avuto una passione per la natura e l’agricoltura. Durante il mio percorso di studi di Ingegneria ho avuto occasione di “inciampare” nella Coltura idroponica. Mi ha affascinato sin da subito l’idea di poter coltivare degli ortaggi senza l’utilizzo della terra, senza l’aggiunta di pesticidi o additivi che potessero in qualche modo contaminarla, e con un notevole risparmio idrico. Una coltivazione che per altro è riproducibile in ambienti ostili (volendo anche nello spazio!). Conoscevo da tempo la realtà economica e sociale di Capo Verde tramite mio nonno che collaborava con quel luogo da molti anni per motivi di lavoro. Io, prossimo alla laurea, nel classico periodo in cui un ragazzo si pone la domanda “E dopo?”. Ho maturato l’idea di trasferirmi a Capo Verde per avviare una coltivazione idroponica di ortaggi, prodotti alimentare che scarseggiavano nell’isola e che erano presenti negli shop per importazione. Decisi quindi di cimentarmi in una riproduzione in piccolissima scala di quello che sarebbe dovuto essere l’impianto che avrei riprodotto a Capo Verde. Quale posto migliore per riprodurlo se non il tetto di casa mia? Iniziai quindi questa sperimentazione, notando come con un semplice monitoraggio della soluzione nutritiva, si poteva coltivare qualsiasi tipologia di ortaggio, specialmente l’insalata! All’improvviso però un fulmine a ciel sereno frenò i miei entusiasmi. Considerammo che gli investimenti economici per realizzare in loco l’impianto sarebbero stati insostenibili. Tutto il mio lavoro ebbe quindi una battuta d’arresto. Che senso aveva tutto questo? Non poteva ridursi semplicemente ad una coltivazione in proprio di verdura. Certo, avrei facilitato la spesa domestica…ma era davvero questa la mia aspirazione? Durante una vacanza, nel consueto momento di chiacchiere con il nonno, lui mi disse: “L’Italia è la culla della bellezza! Perché non realizzi con l’idroponica un prodotto che possa essere tanto bello oltre che utile?”. Fu quella la chiave di volta. Non starò qui a raccontarvi dei mille esperimenti che portarono poi a quello che siamo oggi. Vi dico solo che per raggiungere il livello dei nostri prodotti, sintesi ora dell’equilibrio tra idroponica e design, sono passato per prototipi che mi hanno permesso di capire che dagli errori non si finisce mai di imparare. Il concetto vincente che ci ha condotto tutti assieme, io e la mia famiglia, alla linea Dheea è stato il concetto di VITA. Nella realizzazione delle due linee di punta della Ico Line ho messo a n**o l’intero impianto idroponico, un impianto VIVO, che tiene in VITA, la pianta attraverso l’acqua, creando così una straordinaria catena visibile a tutti. Abbiamo scelto l’orchidea come testimone di questo concetto di vita, una pianta che trova in sé stessa l’autosoddisfazione di tutte le nostre necessità, perché l’orchidea ha delle radici voluttuose ed è una pianta che si aggrappa alla vita con tutta la sua bellezza e vorace forza, slanciando i suoi rami verso l’altro. Da qui nasce Dheea. Dalla mia famiglia e da me. E dalla nostra voglia di aggrapparci alla vita che parte dalle nostre solide radici.