03/03/2020
In questi giorni va di moda il panico, e i petrolati stanno alla pelle come il coronavirus ai polmoni:
"I petrolati sono sostanze che derivano dalla produzione del petrolio e vengono utilizzate in moltissimi prodotti, in cosmesi e nell'igiene del corpo. Hanno però molte controindicazioni sia per la pelle che per l'ambiente. Come agiscono?:
Creano sulla pelle una pellicola , che evita la disidratazione impedendo all'acqua presente nell'epidermide di evaporare. Inoltre la loro consistenza fa sì che la pelle si presenti liscia e setosa. Questa sensazione, però, è soltanto momentanea: infatti non nutrono la pelle, ma si limitano semplicemente a ricoprirla con uno strato oleoso. La loro caratteristica filmante è però anche uno dei loro più grossi difetti: infatti impediscono non solo all'acqua di uscire, ma anche all'ossigeno di entrare, andando a interferire con la normale respirazione cutanea e permettendo a microorganismi e batteri di proliferare al di sotto del loro film protettivo. Si tratta inoltre di sostanze comedogene: chiudendo i pori, favoriscono la formazione di punti neri, brufoli e altre imperfezioni.
Infine rallentano il turn over cellulare provocando ipercheratosi... I petrolati sarebbero dunque da evitare non soltanto per i problemi che possono creare alla pelle, ma anche per l'impatto negativo che possono avere sulla salute e sull'ambiente. Alcune di queste sostanze, infatti, sono state catalogate come cancerogene di tipo 2, come la vaselina, tanto è vero che chi le produce per uso cosmetico deve certificare che non contengano più del 3% di impurità pericolose. Inoltre, essendo derivati chimici dal petrolio, sono altamente inquinanti in quanto non biodegradabili."