27/01/2020
LA PISTA DELLA MEMORIA
Poco più di ottanta anni fa, il 3 gennaio 1940, un formidabile pistard tedesco, Albert Richter, venne arrestato e ucciso per mano dei nazisti mentre tentava di mettersi in salvo in Svizzera. La sua colpa? Il coraggio delle proprie idee: aveva un allenatore ebreo - Ernst Berliner - a cui non aveva mai voluto rinunciare, e si era sempre rifiutato di correre sotto i simboli del Terzo Reich. Una grande e indimenticabile lezione di resistenza.
Richter aveva corso e vinto sui due Vigorelli: la prima pista allestita a Roma nel 1932 per il Campionati del Mondo di Ciclismo e quella che conosciamo, comprata dal Comune di Milano e ricostruita dentro il nuovo velodromo nel 1934. Mario Fossati raccontava che alla notizia della sua morte «una mano ignota tracciò con un gessetto rosso», su un muro del Vigorelli, “Richter vivrà”. «Una scritta gigantesca, che non voleva scomparire sotto la calce». Da qualche parte, quella scritta è ancora lì, nel nostro amato velodromo, custode della memoria di Richter e di quello che la sua storia rappresenta.
Qui un racconto scritto qualche anno fa: https://www.infoaut.org/calcio-e-sport/albert-richter-il-campione-che-sfido-i-nazisti