Abbiamo iniziato la nostra attività nel ’78, non sto a raccontarvi che amavamo molto viaggiare e che nel corso di questi viaggi avventurosi abbiamo trovato oggetti curiosi e affascinanti, che ancora in Italia non erano diffusi, e così quasi per gioco abbiamo deciso di importarli, perché non è vero. Quando volevamo fare un regalo l’offerta era limitata ai negozi tradizionali, che offrivano sempre l
e solite cose, erano gli anni in cui i designers cominciavano a progettare anche oggetti e che i giovani fra l’artista e l’artigiano, progettavano, costruivano e cercavano di commercializzare i loro prodotti al di fuori dei circuiti tradizionali, quindi ecco l’idea: aprire un negozio che vendesse questo tipo di oggetti. Abbiamo iniziato mettendo un’annuncio sull’allora nato da poco “seconda mano”, per trovare chi facesse oggetti nuovi. Ci piace ricordare i ragazzi del “porcospillo” che facevano bellissime scatole con strani intagli e colori, Dino che faceva splendidi carillons e poi lo studio Alchymia che non è stato necessario scovare attraverso “seconda mano”. In seguito, abbiamo cominciato a visitare le fiere più o meno di tutto il mondo, per offrire ai nostri clienti prodotti selezionati che avessero freschezza., colore e che comunicassero allegria. Dovevamo trovare un nome per il nostro negozio, dopo un breve brain-storming è saltato fuori controbuffet, che, nei primi decenni del 1900, era quel mobile che arredava le sale da pranzo, collocato sulla parete opposta al buffet, e sul quale venivano esposti i ninnoli. Dovevamo trovare un’immagine e sfogliando un catalogo francese degli anni ’50 di mobili venduti per corrispondenza, abbiamo trovato l’immagine che appare sulle nostre cartoline e sui nostri adesivi. Ci serviva anche una frase che sintetizzasse quello che noi proponevamo e quindi abbiamo coniato la frase: mobli, sottomobili, soprammobili, oggetti d’uso probabile. Più tardi per un’esigenza di maggior leggerezza abbiamo deciso di conservare solo la sintetica ma esauriente : oggetti d’uso probabile.