20/06/2026
è una tradizione che ci piace molto... la riproponiamo anche quest'anno con uno sconto del 10% su una selezione di vasi e vasetti e un workshop di decorazione dedicato a commari e compari
"La Barbara perciò aveva mandato in regalo alla Mena il vaso del basilico, tutto ornato di garofani, e con un bel nastro rosso, che era l’invito di farsi comare; e tutti le facevano festa, a sant’Agata, persino sua madre s’era levato il fazzoletto nero, perché dove ci sono sposi è di malaugurio portare il lutto; e avevano scritto anche a Luca, per dargli la notizia che Mena si maritava." Da I Malavoglia Giovanni V***a
I cumpari di San Giovanni.
Dal latino "cum" (con) e “par” (uguale), uguali insieme l'appellativo "compare" si è rapidamente diffuso, in Sicilia soprattutto terra dove i conquistatori andavano e venivano e spesso il vicino era l'unica risorsa per garantire la sicurezza questo legame era di vitale importanza per stringere alleanze che non potevano essere disonorate.
Il comparatico o la sua versione femminile cummaratico si può stringere in tre modi:
Facendo da testimoni alle nozze (cumpari o cummari d'aneddu = di anello);
Tenendo a battesimo un figlio dell'amico/a (cumpari i fazzuletto, il panno dimlino per asciugare la fronte del neonato dopo il battesimo)
Stringendo comparatico o commaratico nella notte del 24 giugno (cumpari di San Giuvanni).
Cosa c’entra San Giovanni con tutta questa faccenda?
Il 21 Giugno solstizio di estate si festeggiava la dea romana Fortuna, legata al mondo produttivo agricolo ed alla divinazione sul futuro raccolto. In questo giorno si offrivano doni, del tipo di quello simile al vaso con il basilico, od a serti germogliati alla Dea Fortuna per sollecitarla a manifestare la sua divinazione sulla bontà del raccolto.
Tale manifestazione era talmente radicata nel popolo, che di raccolto agricolo viveva infine, che, a cristianesimo inoltrato, continuava ad essere in auge e particolarmente sentita, tramite divinazioni di fattucchiere e maghe.
Con l'avvento del cattolicesimo per sradicare questa usanza ancora viva nella gente,si pensò bene di cristianizzarla in un modo molto semplice, sostituendo la figura della Dea Fortuna con quella di San Giovanni e spostando il tutto di pochi giorni, oltretutto il battista è il rivelatore per eccellenza del futuro, avendo predetto la venuta sulla terra di Gesù.
Ecco che questo santo assunse sempre più l’aspetto delle vecchie sibille d’invenzione pagana; anzi, quasi, quasi, divenne a poco a poco il loro capo carismatico, in nome del quale esse continuavano a fare da indovine con le loro magie d’antica tradizione.
Quindi tradire la cumparanza gettava ignominia sul nome , questo permette di spiegare meglio il motivo della tragedia nella cavalleria rusticana di V***a , essendo stato tradita la fiducia del comparato tra i due protagonisti, certamente nato con questo rito , a causa della tresca di Turiddu con Lola, moglie di Alfio.