GEA SHOP

GEA SHOP Minerali, fossili e pietre dure. GEA Shop è il negozio on line di "Gea-il giardino del tempo", offre articoli per giovani appassionati e pezzi da collezione

Dalla passione per lo studio della Terra alla creatività nella presentazione dei tesori che la natura ha protetto per milioni di anni di storia geologica.

15/04/2025

🔹 Provincia di Livorno - Museo di Storia Naturale del Mediterraneo - Un Museo per apprendere, un Museo per vivere 2024 (Toscana)
Finalista n. 3 Categoria ‘Beni e Luoghi della cultura’

Progetto di didattica delle scienze naturali per i bambini e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado, dall’infanzia alle superiori, con una ricca offerta di progetti di alternanza scuola lavoro per i più grandi. Molte e diversificate le proposte rivolte ai bambini e alle famiglie (ludo-scienza e Campus), ai pubblici speciali (alzheimer, autismo, disabili sensoriali, ecc.), ai giovani ed ai cittadini.

Scatenatevi a suon di 𝐋𝐈𝐊𝐄!
Avete tempo fino alle ore 20 di oggi 15 Aprile per far vincere il vostro progetto del ❤️‍

Ministero della Cultura ALES Arte Lavoro e Servizi PROMO PA FONDAZIONE Lubec Lucca Beni Culturali Museo di Storia Naturale del Mediterraneo - Provincia di Livorno

Cosa propone oggi lo shop di GEA?Una coppia di Ammoniti in sezione, provenienza Madagascar, del Giurassico (circa 180 Mi...
03/12/2024

Cosa propone oggi lo shop di GEA?
Una coppia di Ammoniti in sezione, provenienza Madagascar, del Giurassico (circa 180 Milioni di anni) incastonati in una base di legno di cirmolo!
50 €, disponibile per la spedizione

29/10/2024
23/02/2024
nuovi ordini in partenza
28/11/2023

nuovi ordini in partenza

come raccontare una storia di milioni di anni fa
27/11/2023

come raccontare una storia di milioni di anni fa

22/05/2023

POST LUNGO. Ma doveroso, quindi... buona lettura.

I dati dell’evento alluvionale romagnolo sono impressionanti.
- 23 fiumi esondati, i punti di esondazione sono oltre 50,
- Attivate oltre 500 frane,
- Pioggia che, racchiusa in 4 giorni (1-2-16-17 maggio) ha superato perfino il piovosissimo maggio 1939.

MANUTENZIONE. La manutenzione, che è sacrosanta, va bene per far fronte ad eventi moderati. Quello sopra sintetizzato è tutto tranne che moderato. Se non si analizza il problema partendo da questo fatto, sarà difficile trarre qualche ragionamento serio. Evidentemente il sistema di scolo delle acque, con fiumi ristretti nel tempo, i cui tratti arginati sono stati costruiti molto tempo fa, non sono più sufficienti a far defluire questi carichi idraulici. C’è poco da fare, con questo assetto territoriale, la questione è diventata ingestibile, soprattutto nei confronti dell’attuale e futuro regime di precipitazioni piovose.

PULIZIA FIUMI. E sulla pulizia dei fiumi quindi?
Questo concetto precotto, che ogni volta viene ripetuto fino allo sfinimento, trae la sua origine in una distorsione storica, ovvero che “una volta” si facesse manutenzione. In realtà non è così, ma molto semplicemente “una volta” i fiumi godevano di maggior rispetto da parte dell’uomo, come il territorio ad essi circostante.
Dal secondo dopoguerra in poi, i fiumi sono stati visti come cave a cielo aperto per inerti, sabbie e ghiaie, e aree di scolo in cui far transitare il più velocemente possibile le acque dai rilievi al mare.

Questo ha fatto si che, soprattutto relativo alle gigantesche estrazioni di sedimenti in alveo, i fiumi iniziassero un processo di incisione dell’alveo stesso, attraverso il fenomeno di erosione che si manifesta sia in maniera regressiva, ovvero a monte di dove io ho estratto i sedimenti, che progressiva, a valle del punto di estrazione.
I fiumi sono andati incontro quindi ad un processo di canalizzazione innaturale che ha portato numerosissimi problemi con sé, tra cui: aumento della velocità della corrente, aumento dell’incisione, minor espansione e, soprattutto, minor ricarica delle falde acquifere. Perché le falde acquifere più ricche nel sottosuolo sono rappresentate dalle conoidi alluvionali dei fiumi le quali si alimentano attraverso il contatto idraulico diretto con il fiume sovrastante. Se noi trasformiamo il fiume in un canale che cerca la massima velocità, la ricarica del sottosuolo per infiltrazione è ridotta al minimo. Avrete capito che questa problematica è strettamente correlata con le problematiche di siccità degli ultimi anni.

FIUMI DI PIANURA.
I nostri fiumi sono notoriamente detti pensili, in quanto l’alveo del fiume è in quota più alto delle campagne circostanti. L’uomo per difendersi ha iniziato a costruire argini, iniziando una lotta infinita, ovvero si alza il fiume ed io alzo l’argine.
Gli argini sono manufatti vecchi che soffrono per tanti fattori: qualità ed epoca costruttiva, lunghi periodi siccitosi, manutenzione, tane di animali… Quasi mai però leggo, o sento, qualcuno che si soffermi sul parametro più importante: la sezione idraulica. I fiumi/torrenti sono ridotti a canali sopraelevati in pianura estremamente stretti, e questa è un’eredità pesantissima che ci portiamo dal passato. Su questi argini è necessaria la manutenzione, in quanto questi abbiamo e al momento come difesa passiva abbiamo loro.

Abbiamo però soprattutto sezioni idrauliche ridotte all’osso, argini enormi costruiti in più riprese, e al piede dell’argine manufatti come case ed aree industriali. Se avviene una piena devo quindi pensare in primis alla pulizia? Eh, direi di no in quanto come ha mostrato il Lamone nell’evento 1-2 maggio, le sezioni di questi “fiumi” non sono in grado di fare defluire forti colmi di piena.
La pulizia risolve tutto? Bisogna definire cosa si intende per pulizia: l’unica pulizia fluviale che ha senso è la rimozione del legname secco in quanto quello viene subito preso in carico dalle piene e potrebbe creare sbarramenti in sezioni critiche come, ad esempio, ostruire la luce di un ponte. Il resto, sono leggende metropolitane.
Gli alberi “vivi” rappresentano una difesa idraulica passiva, in quanto sono in grado di far rallentare la corrente idraulica. Pensate che dove non ci sono, vengono impiantate delle opere di ingegneria con la stessa funzione degli alberi, detti pennelli.
Il cavare sedimento “a mo’ di pulizia” è quanto di più sciocco si possa fare, come dimostrato sopra: aumento velocità, erosione e il sano trasporto solido dei fiumi. Si sano, perché i fiumi portano a mare quel sedimento fondamentale per il mantenimento dei nostri litorali: i fiumi portano sedimento, le correnti marine lo distribuiscono lungo costa e così si sono sempre mantenute le nostre coste. Almeno fino a 70 anni fa, perché poi le pesanti estrazioni di sedimento in alveo hanno rotto questo equilibrio dei fiumi, ed infatti noi emiliano-romagnoli paghiamo una ditta tedesca che, ogni anno, draga la sabbia a 40-60 m dalle coste dell’Adriatico per fare il ripascimento delle nostre spiagge. Geniale no? Ma l’abbiamo cercata noi.

Le sezioni dei fiumi, quindi, appaiono sempre più insufficienti, in primis perché noi le abbiamo ristrette all’osso, ed in seconda battuta perché il territorio, fortemente cementato e antropizzato è andato incontro all’impermeabilizzazione. Questa strana parola racchiude in realtà uno degli aspetti più critici. Se io ho, ad esempio, un’area di 1 km quadrato a terreno naturale, questa assorbirà le precipitazioni in funzione ovviamente delle litologie di cui è composta, ovvero terreni più permeabili e terreni meno permeabili.
Se di quel km quadrato metà lo perdo perché ho cementato, asfaltato, rendendo di fatto impermeabile metà della mia area pilota, dove andrà l’acqua che piove? Non verrà mai assorbita e finirà velocemente nelle reti scolanti, quindi nei canali ed infine nei fiumi.
Si, quei fiumi che già li abbiamo ristretti e poi caliamo giù l’asso come surplus idrico da gestire. E le precipitazioni intense, concentrate, degli eventi estremi mettono la ciliegina sulla torta.

Quindi quando sentite dire da qualcuno “bisognerebbe dare spazio, o meglio, ridare lo spazio che abbiamo tolto ai fiumi e qualcosina di più ..” non è un pazzo, non è un “verde”, non è un “ambientalista”.
E’ uno che ha capito come funzionano i fiumi.
La pulizia radicale non risolve uno stupro al territorio che si è perpetrato per 60 anni.
Soluzioni possibili? Quando si dice “dare spazio ai fiumi” in molti criticano, storcono il naso, perché non hanno idea delle soluzioni proposte. Nessuno dice di lasciare, soprattutto in pianura, i fiumi al naturale come migliaia di anni fa. Bisgogna concentrarsi su aree di intervento dove qualcosa è effettivamente possibile applicare: devono essere interventi organici e mai interventi spot o puntuali, quelli non servono a nulla.
Il sistema va "allargato" in maniera da far riprendere di norma certe aree golenali ai fiumi. Inoltre, ci sono le fasce tampone dei fiumi, p***e grazie all'incisione, che sono importantissime in in ottica di ricarica idrogeologica e per la biodiversità. Si deve fare in modo di ripristinare i canali abbandonati dalle nostre opere siano ripresi dai corsi d'acqua che tornano a situazione multicanale e non a canale singolo modello "canale scolante" come li vediamo ora.
In alcuni casi sono stati progettati anche gli arretramenti di argine e/o eliminazione degli stessi. Se riusciamo a fare questo in maniera organica la sezione si allarga e tutto ne trae beneficio. In alcune aree si dovrà giocoforza andare in contro ad espropri, non lo nego, ma i nostri errori di pianificazione li stiamo pagando a caro prezzo.
In aree critiche dobbiamo prevedere e realizzare aree di laminazione, come casse di espansione e/o aree appositamente allagabili.
Se non capiamo questo concetto sarà sempre peggio: la cementificazione e il cambiamento climatico comportano un notevole surplus idrico che i fiumi, ristretti fino all'osso, non riusciranno mai a smaltire.

Foto allegata: da un mio progetto di lavoro comparazione Torrente Enza 1958 (foto aerea IGM - sinistra) e 2022 (immagine satellitare - destra), zona Montecchio Emilia (RE).

P.s. il Torrente Enza, per i motivi sopra descritti, si è autoinciso di oltre 11 metri.

Grazie per il testo a Giulio Torri, geologo

un altro ordine in partenza per il Trentino!Ciondoli fossili per giovani visitatori...li trovate anche on line
12/11/2021

un altro ordine in partenza per il Trentino!
Ciondoli fossili per giovani visitatori...
li trovate anche on line

Tutte queste GGG vi fanno girare la testa? Abbiamo pensato di unire un pizzico di GEA a GIRALIBRI...buona rassegna GiraG...
10/11/2021

Tutte queste GGG vi fanno girare la testa?
Abbiamo pensato di unire un pizzico di GEA a GIRALIBRI...
buona rassegna GiraGiallo!


Mani esperte modellano e creano monili di un antico passato.Ciondoli di ammonite, 180 Milioni di anni
05/11/2021

Mani esperte modellano e creano monili di un antico passato.
Ciondoli di ammonite, 180 Milioni di anni

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