02/05/2026
RAPPORTO SULLO STATO DEL CLIMA EUROPEO NEL 2025
Oggi, 29 aprile, è stata diffusa la nuova edizione riferita al 2025 dell'ESOTC/European State of the Climate, a cui ha lavorato un centinaio di ricercatori sotto il coordinamento di Copernicus ECMWF e della World Meteorological Organization.
La pubblicazione (link nei commenti) è una miniera di informazioni sui segnali delle diverse variabili climatiche, idrologiche e ambientali (temperature di aria e mari, precipitazioni e umidità dei suoli, innevamento, ghiacciai, portate fluviali, incendi boschivi, gas serra...) e degli estremi meteo-climatici osservati nell'anno scorso in Europa, ed evidenzia le criticità di un clima in accelerato cambiamento. Ecco alcuni tra i dati principali.
🌡️ Nel 2025 almeno il 95% dell'Europa ha registrato temperature annuali superiori alla media, e nell'insieme del continente è stato il terzo anno più caldo almeno dal 1950 (dati reanalisi ERA5, anomalia +1,17 °C rispetto al trentennio 1991-2020) dopo i casi recenti del 2024 (+1,47 °C) e 2020 (+1,19 °C); ma si è trattato perfino dell'anno più caldo considerando il settore n. 6 della partizione WMO che, oltre all'Europa in senso stretto, comprende anche il Medioriente.
A livello regionale, è stato l'anno più caldo mai registrato nel Regno Unito, in Islanda (Paese che non a caso ha pure sperimentato la seconda maggiore perdita di massa dei ghiacciai dopo quella record del 2010), Norvegia e Kazakistan; quarto anno più caldo invece in Italia. In particolare un'ondata di calore eccezionale durata tre settimane ha colpito la Fennoscandinavia subartica in luglio con temperature oltre 30 °C (e fino a 34,9 °C a Frosta, presso Trondheim, Norvegia).
Peraltro l'Europa, intesa come regione WMO n. 6, è la regione del mondo che si sta riscaldando maggiormente (+2,6 °C negli ultimi 5 anni rispetto alla media 1850-1900), a velocità circa doppia rispetto alla media globale (+1,4 °C).
❄️ I ghiacciai in tutte le regioni europee hanno registrato una perdita netta di massa, con il maggiore contributo da parte delle isole Svalbard, circa -39 Gt di ghiaccio (gigatonnellate, o miliardi di tonnellate); inoltre la calotta della Groenlandia ha perso 139 Gt di ghiaccio (pari a 1,5 volte tutto il ghiaccio delle Alpi). In marzo, a fine stagione di innevamento, la copertura nevosa nel continente era sotto media del 31% (come se mancasse una superficie innevata pari all'area di Francia, Italia, Svizzera, Austria e Germania messe insieme), terzo valore più negativo in oltre un quarantennio dopo i casi di marzo 2020 (-36%) e marzo 1990 (-32%).
A ottobre 2025, terminata la stagione di scongelamento della banchisa, il volume di ghiaccio marino nell'Artico europeo era molto sotto media, soprattutto nel Mare di Barents (-98%).
🌊 La temperatura media annua della superficie dei mari circostanti l'Europa è stata la più alta mai registrata, stabilendo un nuovo record per il quarto anno consecutivo (anomalia +0,65 °C), e le acque del Mediterraneo (anomalia +1,0 °C) sono rimaste solo poco sotto al loro primato del 2024. L’86% della regione ha subito ondate di calore marine “forti”, "severe" o "estreme".
🔥 Gli incendi boschivi hanno distrutto circa 1.034.550 ettari di vegetazione (10345 km2, circa pari all'area della Basilicata), la superficie più estesa mai registrata. Il contributo maggiore è venuto dai roghi divampati in agosto in Spagna e Portogallo. Di conseguenza anche le emissioni di carbonio da incendi sono state a livelli record (circa 13,5 milioni di tonnellate) nella serie di monitoraggio avviata nel 2003.
💧 Nell'insieme d'Europa le portate dei fiumi sono state inferiori alla media per 11 mesi nel corso del 2025 (specie tra aprile e luglio), e il 70% dei corsi d'acqua, per lo più nel centro-est del continente, ha registrato portate medie annue inferiori alla norma, mentre portate superiori al consueto hanno caratterizzato la Pen*sola Iberica e in parte l'Italia. Tempeste e alluvioni hanno colpito migliaia di persone (come a metà novembre dalle isole britanniche al Portogallo durante la tempesta "Claudia"), sebbene in modo assai meno diffuso rispetto agli anni precedenti.
In un contesto di progressivo disseccamento a scala pluridecennale, il 2025 è stato uno dei tre anni con la minore umidità dei suoli a scala europea, in gran parte a causa delle siccità che hanno colpito vaste regioni, dal Regno Unito alla Turchia.
📈 Almeno una buona notizia: nel 2025 le fonti rinnovabili hanno fornito quasi la metà (46,4 %) dell’elettricità europea, con il fotovoltaico che ha raggiunto un nuovo record di contributo pari al 12,5% dell'elettricità totale prodotta (inoltre, eolico 18%, idroelettrico 15,9%). Solare ed eolico da soli (30,5%) superano ormai le fonti fossili (27,5%) nella generazione elettrica.