12/07/2022
IERI
Io: Che ne pensi se tornassi sui libri?
Lui: Perchè scusa, quando mai hai abbandonato?
Io: Bè, ma non si tratta di letture approfondite, recensioni a me tante care.
Lui: Eh sentiamo, vorresti tornare a fare lo studente?
Io: Si, ci credo, sento questa fiamma dentro che non si è spenta con una pergamena: vorrei riprovare il brivido della vigilia, la tensione dell’alba, fotocopie, dispense, esami.
Lui: E cosa te lo ha impedito fino adesso?
Io: La verità? Si, in effetti avrei voluto continuare da subito a respirare l’aria rarefatta di quelle aule affollate, correre in stazione con uno statino bagnato dall’aria novembrina. Ma non sempre è possibile correre solo nella propria corsia.
Lui: Te lo ricordi vero? E quella volta che hai avuto la”brillante” idea di fare due esami lo stesso giorno?
Io: E chi dimentica? Quanto mi sentivo preparato, e quanto li volevo quei due tasselli sul libretto nella stessa mattinata!
Lui: Oggi sei più grande, hai delle importanti responsabilità umane ed imprenditoriali, ma chi si sognerebbe di interporsi tra te e un obiettivo?
Io: È così, non mi sono mai tirato indietro dinnanzi alle opportunità, mio zio Enzo diceva che le cose si affrontano di petto.
Lui: E tuo nonno? Quella volta che ti lasció andare via a piedi a otto anni, lo hai finalmente compreso?
Io: Guarda, in quel momento ero così arrabbiato con lui.. Poi, lasciando che il ragionamento riempisse le mie tempie, capii che era davvero stremato dal lavoro, che come sempre si era sacrificato per onorare la sua giornata.
Lui: Ne hai avuti di esempi, vero?
Io: Certo. Sai quante volte mi sono chiesto se le fasi della giornata potessero incidere sulla intensità mentale di mio padre? Era straordinariamente sul pezzo alle sette del mattino come alle sette di sera, una vera slavina di volontà.
Lui: Se è vero, come è vero, la mela non cresce(cade)mai lontano dall’albero.
Io: Sono passati tanti anni da quei dettati alle elementari, o quelle analisi logiche delle medie, o le narrazioni manzoniane delle superiori.
Lui: Vedi? Tu non hai mai smesso, hai continuato ad accrescere e migliorare quello che la natura ti ha dato: non un grembiule azzurro, un tecnigrafo, una versione in prosa. Oggi è il tuo giorno.
Io: Tutti i giorni sono i miei giorni, quelli che mi hanno portato fino a qui, insieme a tutte le persone che mi hanno voluto bene, mi hanno incitato, semplicemente accompagnato.
OGGI
Io e Lui, le parti di me che hanno permesso tutto questo, le orme impiastricciate in uno specchio troppo pulito, le fattezze della mia natura senza le quali non potrei esistere: oggi, come ieri, sempre pronto a guardare a domani.
Giampiero