08/06/2026
Curiosita' Storiche Da Toto'
L'evoluzione storica e araldica dello stemma di Castrignano del Capo
Per molti anni, a Castrignano del Capo si è creduto che lo stemma del paese raffigurasse una chiesa affiancata da due costruzioni più piccole, simili a torri. Era un’immagine familiare, tramandata quasi per abitudine. Eppure, non tutti erano convinti: c’era chi sosteneva che quella figura fosse un’interpretazione errata, se non addirittura un falso. Il più antico stemma conosciuto, scolpito sulla facciata della Chiesa Parrocchiale, sembrava infatti raccontare un’altra storia: non una chiesa, ma un castello, un vero castrum, affiancato da due torri.
Da qui nacque il desiderio, condiviso da molti cittadini, di restituire allo stemma la sua forma originaria. L’ex sindaco prof. Nando Marzo affidò la questione a un ente araldico, e il compianto studioso Antonio Ferraro, nel suo libro Castrignano del Capo e i suoi documenti, racconta come la vicenda fu poi ripresa dal sindaco prof. Francesco Siciliano. Dopo anni di ricerche e verifiche, arrivò finalmente il riconoscimento ufficiale: il “Castro Triturrito” venne sancito dal Decreto del Presidente della Repubblica del 25 giugno 1998, iscritto nel Registro Araldico dell’Archivio Centrale dello Stato il 1° settembre 1998 e registrato presso l’Ufficio Araldico il 3 settembre 1998.
Lo stemma di Castrignano è un tipico stemma parlante: non ha bisogno di parole per raccontare il nome e le origini del paese. Il toponimo Castrignano deriva infatti dal latino “castrum”, fortezza, presidio, luogo di difesa. Le tre torri dello stemma rimandano immediatamente a questa immagine e alla nascita del casale in epoca romana, quando i conquistatori erano soliti costruire castelli e distaccamenti militari per controllare i territori appena sottomessi.
La descrizione araldica è precisa e rigorosa: campo azzurro, castello d’argento chiuso e mattonato di nero, con tre torri finestrate e merlate alla guelfa, quella centrale più alta e più larga. Il drappo civico, partito di bianco e d’azzurro, è ornato da ricami d’argento e porta al centro lo stemma con la denominazione del Comune.
Ma la storia dello stemma non è lineare: nel corso dei secoli ha cambiato più volte volto e colore. Il primo simbolo documentato risale al settembre 1670, in un atto conservato nell’Archivio di Stato di Napoli. In calce al documento, il Comune appose il suo “solito suggello”, un sigillo in cera che raffigurava proprio il castro triturrito. Quell’immagine antica è riprodotta fedelmente anche nelle due sculture ai lati del frontone del portale seicentesco della Chiesa Matrice.
All’inizio dell’Ottocento compare uno stemma identico nella forma, ma inserito in uno scudo verde. Nel 1865, il prof. Amato Amati, nel suo Dizionario corografico dell’Italia, pubblica una versione colorata dello stemma; un’altra, incisa e dipinta a mano, appare nel 1867, accompagnata da notizie storiche e geografiche sul Comune. Altri esemplari, dal 1876 al 1901, confermano la presenza costante del castello triturrito.
La facciata di una chiesa e due torri laterali. Compaiono anche nei documenti comunali degli anni 60 quelle torri esistevano davvero e fiancheggiavano la Chiesa Matrice, prima di essere demolite nel 1920 e nel 1963. Lo stemma venne quindi reinterpretato sulla base dell’architettura del tempo.
Dopo il 1998, lo stemma ha subito un restyling, ma un dettaglio curioso rimane: la sua somiglianza con quello di Castrignano dei Greci, istituito nel 1983. Le due armi sono molto simili, differenziate solo dalla merlatura del castello.