Verde” venne fondata alla fine del 1800 da Giovanni Verde a Leinì, un piccolo sobborgo di Torino, esattamente nella sede storica dove ancora oggi ha sede il laboratorio e l’esposizione degli strumenti. Giovanni Verde nacque il 2 Gennaio 1873, all'ombra della quadrata torre dei Provana, ed espresse già nella prima giovinezza la sua passione per la musica. Fu la sua innata genialità che gli permise
di costruire una delle prime fisarmoniche italiane a mantice, chiamata semitono per la sua diversa intonazione. La premiata Fabbrica di Fisarmoniche iniziò presto ad essere conosciuta per l’eccellente qualità dei suoi strumenti, che Giovanni chiamava confidenzialmente cassiot. La fama del bravo Gioanin valicò ben presto i confini piemontesi e crebbe a dismisura anche all’estero, come testimoniano le innumerevoli ordinazioni provenienti specialmente da Francia e Stati Uniti, destinazioni privilegiate per molti emigrati piemontesi che non esitarono a promuovere, con il semplice passaparola, gli strumenti della loro terra natìa. Nel 1905 giunsero i primi riconoscimenti ufficiali quali il 1° Premio Medaglia d'Oro per la produzione di Armoniche al Palazzo del Lavoro di Parigi. La ditta crebbe ulteriormente con l'apporto e l'ingegno dei figli Luigi e Giuseppe; il primo scomparve prematuramente, mentre il secondo iniziò una vera e propria campagna di lancio degli strumenti Verde nel mondo: le fisarmoniche a tasto o a bottoni cromatiche e gli organetti diatonici piemontesi sono oggi, grazie alle pionieristiche azioni imprenditoriali e promozionali dei giovani imprenditori, un indiscusso punto di riferimento per i fisarmonicisti di tutto il mondo. Giuseppe Verde, figlio di Giovanni, sosteneva che: " La nostra migliore pubblicità sono i nostri clienti. Loro la suonano, la fanno sentire e provare e le domande d'acquisto arrivano da ogni parte del mondo". Iniziò così, sotto la direzione di Giuseppe, un decisivo processo di trasformazione della ditta artigianale destinata a divenire, nell’arco di un decennio, un importante centro socio-culturale dove musicisti provenienti dai più svariati luoghi convergevano per scambiarsi opinioni, consigli e suonare in compagnia. La crescita commerciale della piccola bottega è testimoniata, tra l’altro, dal decisivo aumento del numero degli artigiani dipendenti che negli anni ’50 superarono le 35 unità. Nel secondo Dopoguerra con l’avvento “rivoluzionario” di nuovi generi e strumenti musicali, l'azienda risentì della crisi ma non disarmò. Infatti, a partire dal 1976 Giuseppe, coadiuvato dal giovane Maurizio Camoletto, trasformò radicalmente l’impresa, ampliando quantitativamente e qualitativamente il ventaglio delle sue attività e ponendo le basi per quello che oggi è considerato uno dei centri professionali nel settore musicale fra i più qualificati sul territorio nazionale, impreziosito da un raro e distintivo carattere familiare e artigianale che ha contraddistinto l’azienda sino ai giorni nostri. Nel 1980 alla morte di Giuseppe, Maurizio gli succedette alla guida della ditta: unendo all'esperienza assimilata dagli anziani artigiani uno spirito e una vision al passo con i tempi, apportò una ventata di innovazione creando una nuova concezione di fisarmonica, valorizzata e potenziata nelle tante caratteristiche e capacità musicali. Pochi anni dopo, grazie al lavoro di Maurizio, la ditta Verde ha brevettato la prima Fisarmonica MIDI, idea poi ripresa da molti produttori mondiali. Il giovane titolare, affiancato nel suo lavoro da validi collaboratori, ha mantenuto viva quella tradizione che ha sempre messo in luce l'azienda continuando a sfornare, per la gioia degli amatori e per le esigenze dei professionisti fisarmonicisti, le tanto apprezzate “fise”.