21/01/2018
UNA LUCE NELLA CHAT: STORIE DI PREDE E DI AGUZZINI
Per ogni luce che si spegne, un cuore resta al buio.
E per un cuore che resta al buio, c’è un’anima che si accartoccia, uno spirito guerriero che depone le armi mentre la Speranza di rivoltare il sistema cade su cancellate ammantate di bit e di silenzio.
La famiglia, la scuola, i diritti e i doveri.
La paura del giudizio altrui.
L’etica e l’amore.
La dipendenza tecnologica progressiva.
L’apatia dei grandi e dei giovanissimi.
Tutto finisce dentro un gioco bastardo che ci chiede soltanto di ingozzarci con le apparenze, di leccare il dolore direttamente dalle ferite di chi si è maldestramente offerto su una tavolata imbandita a festa.
Dov'è il Bene?
In quale buco di questa gravida società sono finite le nostre coscienze?
Il Male, invece, secerna sempre nuovi adepti, maniaci del controllo sulle vite altrui, greggi di pericolosi automi che scelgono di aggrapparsi a scampoli di vita border-line allo scopo di conquistare una libertà banale, dove l’omologazione, la dissolutezza, la cattiveria, prendono il posto dei valori umani e dell’autenticità dell’essere.
Sabato, 20 gennaio 2018, al Mondandori Bookstore del Don Chisciotte Caffè Letterario, con il supporto del Dott. Giulio Pinto, Presidente del Club per l’Unesco di Ginosa, abbiamo presentato il libro "Una Luce nella Chat" della scrittrice Maria Daria Mercante, da sempre sensibile ai temi sociali, appassionata di materie esoteriche, olistiche e spirituali.
Già autrice de "Le mie Vite", con uno stile narrativo raffinato e deciso, la Mercante ci racconta la storia di Luca Marchitelli, figlio unico di una coppia benestante, vittima di bullismo e di un organismo ormai cancreanato che dirama i suoi tentacoli fra le mura scolastiche.
“I suoi amici di carta gli fornivano l’unica occasione di vivere un’avventura in un mondo diverso, dove poteva trasformarsi un guerriero dalla corazza lucente oppure un pirata al timone di un vascello fantasma. Tuttavia, il ritorno alla realtà gli trafiggeva l’anima, costringendolo alla materialità della vita e alla tristezza del suo essere solo”
Deriso e seviziato dal branco sin dalle elementari, completamente ignorato dalla madre - troppo presa dalla sua baloccosa felicità per assumersi delle responsabilità – e da un padre poco presente, Luca decide di rispondere al messaggio deviato di giustizia con la violenza, passando dal ruolo di preda a quello di leader indiscusso dei suoi aguzzini.
“Era ora che tu reagissi! Questa storia è durata anche troppo! Domani ti porterò da un nutrizionista e ti metterò a dieta! Io terrò sotto controllo il tuo peso e tu controllerai i tuoi compagni, adesso che hai finalmente capito come fare! Vedrai..tutto tornerà come prima”
Ma dinnanzi ad un equilibrio compromesso, la discesa verso l'inferno appare inevitabilmente rovinosa..
E’ come calciare una palla e guardarla rotolare giù, aspettando che un muro, qualcosa, qualcuno, ne arresti la corsa prima che scompaia dalla nostra visuale.
L'anima di Luca rotola e nessuno se ne accorge.
Col passare dei mesi, forse per noia, forse per superare il limite della decenza, dimentico di qualsivoglia impegno morale, Luca sposterà i suoi obiettivi dalla scuola al web creando un account facebook che gli permetterà di sfruttare al meglio il proprio cameratismo e la propria cattiveria.
La scelta ricadrà su Sara, una ragazza che lui non conosce, bullizzata dalle compagne della sua classe, ma della quale conquisterà la fiducia, anche l'amore, nascondendosi dietro la luce di una chat.
Il pubblico, numeroso e attento, ha risposto al contraddittorio innescando un'energetica reazione a catena fra i giovani.
D’altronde, “Una Luce della Chat” è un libro intimo, sottilmente provocatorio, scritto per i figli, per i genitori, per chiunque abbia sinceramente voglia di combattere la passività tecnologica,il nientismo del vivere ripristinando quei valori che, nati e sepolti con l’uomo, pulsano ancora sottoterra in attesa che uno sparuto gruppo di audaci li riporti a galla.
L'evento è stato supportato dall'Associazione Culturale "CulturaViva" e dal Club degli Amici per l'Unesco- Ginosa.
- Testo di Marilena Frigiola - relatrice della serata
Si ringrazia l'Ing. Giulio Pinto (Presidente del Club amici per l'Unesco/Ginosa) - Relatore