31/05/2024
Balzellando tra i canali come (quasi) tutte le sere, ieri mi sono imbattutto nell'ennesima, penosa, agiografia di un attore famoso (Paolo Villaggio) che tra l'altro non è mai stato tra i miei preferiti. Mi fermo sempre comunque a dare un occhio perchè mi appassionano le ambientazioni, le scenografie gli arredi, le automobili e tutto ciò che porta indietro al dopoguerra e agli anni successivi. Ce ne sono di fatte divinamente e di raffazzonate ma sempre godibili perchè, per il mio gusto, portano indietro ad un tempo di inarrivabile ricerca del bello in tutti i campi (con alterne fortune ovviamente). La storia di Villaggio è nota e bisogna riconoscergli l'intuizione geniale del personaggio del travet..l'agiografia però è davvero fatta male e non rende alcun merito alla storia del personaggio dipingendolo come poco più di un imbecille per tre quarti del film..Ma tant'è ! Rovistando nella mia memoria poi, invece che i classici Fantozzi, Fracchia o il più impegnato La voce della luna, è riaffiorato questo film di Nanni Loy del 1974, che vidi proprio quando uscì e che, (come tanti altri) mi è rimasto attaccato senza un motivo particolare. Anzi un motivo c'è ; è un film molto bello e Villaggio fa l'attore senza fare la maschera, inserito perfettamente in una storia piena di altre piccole storie dentro LA STORIA più propriamente detta. un piccolo gioiellino recuperabile su Raiplay con la musica di Bacalov. Guardatevelo !