27/08/2023
Il Volo dell’Angelo a Gesualdo è ormai una tradizione ultracentenaria ed è la festa più sentita per ogni gesualdino che non vede l’ora di ba***re le mani a ritmo della marcia suonata dalla banda.
Ma chi ha scritto questa marcia e perché?
La marcia di Radetzky è una composizione musicale di Johann Strauss padre, scritta nel 1848 per celebrare la vittoria dell’esercito austriaco guidato dal maresciallo Josef Radetzky contro i rivoluzionari italiani nella prima guerra d’indipendenza.
Il trionfo delle forze imperiali fu accolto con grande entusiasmo, specialmente da parte dei fedelissimi della monarchia asburgica. Per questo venne organizzato un grande evento presso il Cafè-Pavilion viennese, nel corso del quale venne eseguita per la prima volta la Marcia di Radetzky, composta per l’occasione.
È diventata un simbolo della monarchia asburgica e della sua tradizione militare, ed è tuttora suonata in occasione di eventi ufficiali e cerimonie.
La marcia è anche simbolo della resistenza e della fedeltà alla monarchia asburgica, che contrastava con le idee di libertà e di nazionalità degli italiani. È stata usata come strumento di propaganda e di intimidazione da parte degli austriaci che la suonavano nelle città occupate per dimostrare il loro potere e la loro superiorità. Alcuni episodi storici testimoniano la tensione e il conflitto che la marcia suscitava tra i due popoli. Ad esempio, nel 1859, durante la seconda guerra d’indipendenza, il generale austriaco Franz Gyulai ordinò di suonare la marcia di Radetzky davanti al palazzo reale di Torino, dove risiedeva Vittorio Emanuele II, re di Sardegna e futuro re d’Italia. Questo gesto fu interpretato come una sfida e una minaccia da parte degli italiani, che risposero con fischi e insulti. La marcia di Radetzky ha quindi un significato diverso a seconda del punto di vista da cui si guarda: per gli austriaci è una fonte di orgoglio e di identità nazionale, per gli italiani è una ferita ancora aperta e una testimonianza della loro lotta per l’indipendenza.
Con questo non vogliamo assolutamente dirvi di non applaudire oggi, questo brano ormai è parte della storia del nostro paese ma ci piaceva farvi sapere la storia!