21/05/2026
A giugno saranno 10 anni nel mondo dei libri. 100 anni della Fiera del libro. Stasera c'è stata la riunione con gli altri associati della Fiera del libro di Genova dal 1926, per le sorti e per il futuro dell'edizione estiva.
Sono soddisfatto di quello che ho fatto partendo con 500 euro e ringrazio mio cugino che inizialmente me li ha prestati. Ringrazio poi altre persone che, per questioni di privacy, non citerò, per i soldi che ho ricevuto e che sono riuscito a restituire.
Insomma, per farla breve, ho coronato il mio sogno da bambino di lavorare nei libri.
Purtroppo, da solo in quella libreria non riesco a fare tutto e soprattutto a tenerla aperta in modo da garantire un servizio come lo immaginavo all'inizio. Sono consapevole di aver rovinato la Piazza, proprio quella che inizia con *Books in the*, ma si è fermato tutto lì. Il sogno di avere un socio si è arenato più volte, e me ne rendo conto e in parte mi sento responsabile.
A tutto questo si aggiunge quello che devo fare quotidianamente: gestire i voucher, organizzare i ritiri, mantenere l'ordine, alleggerire lo spazio portando via il materiale, andare a prendere libri nuovi per rinnovare gli scaffali, preparare tutto per le fiere. Dettagli, si dirà, ma sono dettagli che mi portano lontano da cose fondamentali, come aggiornare il sito — che ho comunque creato nel 2017 — e costruire un elenco completo di tutto quello che ho. Un database, insomma, che tutti mi chiedono e di cui tutti lamentano l'assenza. Lo so, serve, ma non posso fare tutto. E questo lo capiscono bene anche i librai: mi hanno guardato con occhi sgranati quando dicevo loro che ero solo. Uno su tutti, un dipendente della libreria Bocca di Milano, che mi ha anche augurato un sentito "in bocca al lupo".
Sembra strano, ma sono contento del traguardo raggiunto con l'aiuto sporadico di collaboratori e lavoratori a voucher (che compilo io nel portale INPS). Cerco di organizzare le fiere che mi danno ossigeno, ma sono estremamente stremato 🤣
Vedremo cosa riuscirò ancora a fare. Ho sempre trovato soluzioni, ho sempre trovato un lavoro, ho cambiato un sacco di volte: non mi spaventa, a 54 anni, farlo di nuovo.
Ma devo essere onesto su una cosa. Il burnout è una br**ta bestia, e so che ha allontanato molte persone da quella libreria. La prima impressione è quella che conta, e io so di aver fatto terra bruciata intorno a me. Lo sento: mi sta mordendo le caviglie e mi sta portando a stati nevrotici che non voglio più vivere.
Per questo chiedo scusa a tutti, davvero, dal profondo del cuore — di quello che resta dei miei sentimenti, spianati da anni di stress e di una fatica che mi ha rovinato la schiena e la psiche. Non voglio ricaderci. Non posso.