12/08/2026
“L’Italia possiede nel ‘Cunto de li cunti’ o ‘Pentamerone’ del Basile il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari [...] Intento di questa mia nuova fatica è di far entrare l’opera del Basile nella nostra letteratura nazionale, togliendola dall’angusta cerchia in cui ora è relegata (che non è più neanche quella dialettale e municipale, ma addirittura il circoletto degli eruditi, degli specialisti e dei curiosi), e di acquistare all’Italia il suo gran libro di fiabe.”
Così Benedetto Croce introduceva l’edizione che presentava il suo decisivo contributo alla diffusione del capolavoro napoletano presso il grande pubblico. Originariamente pubblicata tra il 1634 e il 1636, l’esuberante raccolta di fiabe di Giambattista Basile ebbe scarsa fortuna nei secoli successivi e fu superata in notorietà dall’opera dei fratelli Grimm, i quali peraltro attinsero a piene mani dal repertorio narrativo del Pentamerone. Benché la ricchezza linguistica e “musicale” della lingua napoletana rimanga ineguagliabile, la versione italiana di Croce rimane quella filologicamente più fedele al florilegio stilistico dell’originale. La presente edizione è inoltre arricchita da tavole a colori intercalate, riproducenti dipinti di Pieter Brueghel, van Wittel, Salvator Rosa, Cerquozzi, Spadaro e altri.
IL PENTAMERONE ossia LA FIABA DELLE FIABE. Tradotta dall'antico dialetto napoletano e corredata di note storiche da Benedetto Croce
Laterza, Bari, 1957