Il Salvalibro - Foligno

Il Salvalibro - Foligno Classici, rarità, libri fuori catalogo e da collezione

Acquistiamo libri e intere biblioteche

* Un insolito promotore turistico *Nato a Capri il 28 giugno 1875 da padre napoletano e da madre inglese, EDWIN CERIO st...
06/06/2026

* Un insolito promotore turistico *
Nato a Capri il 28 giugno 1875 da padre napoletano e da madre inglese, EDWIN CERIO studiò all’istituto nautico di Napoli e all’università di Genova, dove si laureò in ingegneria navale e meccanica. Trasferitosi in Germania a Kiel nel 1900, lavorò come progettista di navi da guerra e sommergibili per la ditta Krupp; successivamente soggiornò in Spagna, Inghilterra, Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay e Cile.
A partire dal 1918 abbandonò progressivamente l'attività tecnica per poi ritirarsi a Capri nel 1920: qui, raccogliendo l’eredità spirituale del padre, si dedicò ad illustrare e avvalorare le bellezze naturali, la storia, il significato scientifico e culturale dell’isola natale. Sull’isola costruì alcune delle più belle case, promosse il Convegno del Paesaggio ed iniziò con “Aria di Capri” [That Capri Air] la sua attività di scrittura. Col tempo assunse una posizione di primo piano nella stravagante vita culturale di “quella Capri che fu e non sarà più, paradiso di stranieri bizzarri e geniali, di italiani cosmopoliti, di artisti, di scrittori, di scienziati e di matti” (Paolo Monelli). Morì il 24 gennaio 1960.
nelle fotografie:
> Guida inutile di Capri (O.E.T Edizioni del secolo, Roma, 1946)
> That Capri Air (Heinemann, London, 1929)
> C'era una volta Capri. Un secolo di immagini 1857-1957 (Electa Napoli, 1993)

* Il libro del giorno *Stefano D’ArrigoHORCYNUS ORCAMondadori, Milano, 1975Frutto di una gestazione che, tra abbozzi e r...
27/05/2026

* Il libro del giorno *
Stefano D’Arrigo
HORCYNUS ORCA
Mondadori, Milano, 1975

Frutto di una gestazione che, tra abbozzi e riscritture, ha occupato circa due decenni, è forse il romanzo più ambizioso del Novecento italiano. Evocando a suo modo la mitologia omerica, come Joyce nel suo “Ulisse”, il reclusivo D’Arrigo plasma una narrazione linguisticamente stratificata, tra echi latini e dialetto siciliano, espressione singolare e irripetibile di un realismo magico che non avrebbe potuto originare che all’estremo affaccio del Mediterraneo.
« Opera di grandioso respiro epico e lirico, ‘Horcynus Orca’ racchiude in una azione di pochi giorni e in uno spazio compreso tra l’estremità della Calabria e la Sicilia una materia di immenso potenziale mitico e simbolico e insieme di straordinaria evidenza realistica [...]
Se da un lato può apparire, senza alcun dubbio, una sorta di monstrum nella narrativa contemporanea, dall’altro affonda le sue radici nel sostrato più profondo, più vitale e più ricco della tradizione occidentale, rinnovandola in un testo di smagliante bellezza e di memorabile densità, destinato a occupare, in assoluto, un posto di primo piano nella letteratura del Novecento ».

Negli anni della controcultura giovanile comparivano su tutti gli scaffali i libricini della romana LATO SIDE, dapprima ...
19/05/2026

Negli anni della controcultura giovanile comparivano su tutti gli scaffali i libricini della romana LATO SIDE, dapprima rivista di musica, poesia e arte, poi casa editrice fondata nel 1978 da Luigi Granetto. I volumi, quasi tutti a carattere monografico, riunivano biografia e testi dei principali cantautori italiani e dei più grandi esponenti del pop-rock internazionale, talvolta con interviste inedite raccolte per l’occasione. Le prime edizioni vantavano inoltre copertine illustrate da alcuni dei nostri migliori disegnatori come Emanuele Luzzati, Guido Crepax, Andrea Pazienza, Hugo Pratt e Milo Manara.

* Storie editoriali *Sin dalla sua fondazione nel 1962, le scelte editoriali della milanese Adelphi non sono mai state c...
12/05/2026

* Storie editoriali *
Sin dalla sua fondazione nel 1962, le scelte editoriali della milanese Adelphi non sono mai state casuali. Quanta più attenzione, dunque, avrà richiesto la selezione dei titoli per inaugurare ogni nuova collana. Il primo romanzo nella «Biblioteca Adelphi», stampato nel 1965, fu “L’ALTRA PARTE” di Alfred KUBIN (1877-1959).
Con le sue rappresentazioni mitiche di demoni e creature fantastiche, il grafico e illustratore austriaco fu uno dei primi esponenti del surrealismo nel suo rifiuto di ogni comportamento puramente razionale, esplorando invece le profondità dell’inconscio. Apparso in Germania nel 1909, “Die Andere Seite” è la storia enigmaticamente assurda di un regno onirico in declino, un «impero del sogno» in Asia frutto dell’immaginazione di Claus Patera, compagno di scuola del narratore. Il romanzo è espressione della psiche tormentata dello stesso Kubin e forse una visione della fine della sua stessa società. Per Kubin, il mondo è un luogo spaventoso, un vero e proprio inferno, in cui il bene e il male sono indissolubilmente legati, aspetti diversi di una medesima realtà.
In fotografia l’edizione originale del romanzo, arricchita da 52 disegni dell’autore, ora disponibile in libreria

Frammenti di un’arte perduta: la dattilografia.Un affascinante vademecum per aspiranti professionisti della stenografia,...
22/04/2026

Frammenti di un’arte perduta: la dattilografia.
Un affascinante vademecum per aspiranti professionisti della stenografia, settore che nel secondo dopoguerra diede impiego a migliaia di persone, sia nel settore pubblico che in quello privato.
Gran parte dei testi di questo manuale è realizzata, a titolo dimostrativo, in caratteri dattilografici e secondo vari tipi di impaginazione. Contiene esercizi su numeri, maiuscole, punteggiatura, ma anche modelli di intestazione, telegrammi, documenti commerciali ecc.
Un fiume di testi battuti a macchina che, fra temi e variazioni, sembra imitare gli ardimentosi virtuosismi del “Clavicembalo ben temperato” di Bach. È forse un caso che la macchina brevettata nel 1855 da Giuseppe Ravizza sia stata denominata “il Cembalo scrivano”?
Giuseppe Aliprandi fu l’autore di alcune delle più importanti opere italiane sull’argomento, come il saggio “Dalla macchina per scrivere al dattiloscritto” che, assieme al manuale qui presentato, costituisce quanto di meglio sia stato scritto, dopo anni e anni di appassionate ricerche, da questo infaticabile studioso. A lui è oggi intitolata l’Accademia Italiana di Stenografia, della quale fu Presidente per 50 anni, dalla fondazione nel 1925 sino alla sua scomparsa nel 1975.
Giuseppe Aliprandi
MANUALE ED ANTOLOGIA DELLA DATTILOGRAFIA ITALIANA
edito dal Primo Centro Italiano di Studi Dattilografici, Padova, 1951
Contattare la libreria per ulteriori informazioni

* L’arte dell’incipit *“Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, so...
14/04/2026

* L’arte dell’incipit *

“Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell’imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il ‘Lisboa’ aveva ormai una pagina culturale, e l’avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte. Quel bel giorno d’estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte. Perché? Questo a Pereira è impossibile dirlo.”
Antonio Tabucchi
SOSTIENE PEREIRA. Una testimonianza
Feltrinelli, Milano, 1994
In fotografia la prima edizione, nella collana “I Narratori”, attualmente disponibile in libreria

* Il libro del giorno *Lori SammartinoLA DOMENICA DEGLI ITALIANIIntroduzione di Ennio FlaianoEdizioni Minerva, Milano, 1...
01/04/2026

* Il libro del giorno *
Lori Sammartino
LA DOMENICA DEGLI ITALIANI
Introduzione di Ennio Flaiano
Edizioni Minerva, Milano, 1961

Questo di Lori Sammartino potrebbe essere un album di istantanee, o un lungometraggio in bianco e nero, o un taccuino d’appunti scritto con la macchina fotografica in cui il soggetto è sempre lo stesso, ma declinato in numerose varianti. “La domenica degli italiani” è il pranzo in famiglia, la banda di paese, l’abbraccio degli innamorati, la balera, le ragazze belle come dive, le prime comunioni, gli uomini che guardano le donne, i vecchi seduti al bar, il calcio, il mare e i giochi dei bambini, Milano, Roma e la provincia italiana.
«Questo viaggio di Lori Sammartino attraverso la domenica degli italiani mi rammenta un altro viaggio che io feci nella stessa geografia e che forse lo completa; perché tutto ciò che ci resta di un viaggio, e anche di una vita, è una serie di immagini che la memoria fissa a nostra insaputa, dall’interno, e non sono necessariamente le più importanti e decisive, anzi spesso sono futili, ma pure conservano un significato che soltanto il tempo e l'ostinato ritornare di esse nelle nostre fantasie rivela compiutamente. Forse tanto varrebbe dire che i nostri occhi non vedono ma fotografano e conservano le copie (anche sbiadite) dei nostri momenti più segreti e più inutili, che sono infine tutta la nostra esperienza. [...] Le fotografie raccolte in questo volume hanno il dono dei momenti felici fissati con la disinvoltura dei giovani avidi di memoria e amanti di una vita che si esaurisce davanti ai loro occhi nello stesso attimo in cui si realizza.» (dall’introduzione di E. Flaiano)

Il problema della traduzione letteraria – quantomeno della prosa, ché la poesia è un discorso ancor più spinoso – è quas...
25/03/2026

Il problema della traduzione letteraria – quantomeno della prosa, ché la poesia è un discorso ancor più spinoso – è quasi certamente destinato a rimanere insolubile. La versione in una lingua differente è sempre reinterpretazione e riscrittura, e come tale occorre accettarla da subito.
Con la stessa coscienza, indubbiamente, l’editore Giulio Einaudi battezzò nel 1983 la collana “SCRITTORI TRADOTTI DA SCRITTORI”: si trattava di accostare un autore - un Levi, un Manganelli, un Landolfi, un Calvino - a un libro significativo che gli fosse in qualche modo, anche sottilmente, affine, e chiedergli di tradurlo.
Nelle parole dell’editor Mauro Bersani: «L’idea che un autore si mettesse in diretto contatto con un libro e lo traducesse, affascinava Einaudi. E per gli scrittori si trattava di confidare nella propria sensibilità linguistica più che negli strumenti professionali che sono a disposizione dei traduttori letterari (che sono tanti e bravissimi). Per gli scrittori era un po’ un mettersi in gioco anche come riscrittori. Con una certa libertà, cosicché se lo scrittore voleva uscire dai binari della fedeltà assoluta, poteva ben farlo. Ma non ne approfittarono eccessivamente».
Ne nacquero 82 traduzioni d’autore, contrassegnate dall’inconfondibile veste in brossura tascabile con copertina blu.

Qualche anno fa, all’occorrenza, il Salvalibro ha indossato anche i panni dell’editore, promuovendo la ristampa di alcun...
20/03/2026

Qualche anno fa, all’occorrenza, il Salvalibro ha indossato anche i panni dell’editore, promuovendo la ristampa di alcuni testi particolarmente rilevanti per la storia locale umbra. È il caso dell’edizione anastatica de “La rosa dell’Umbria” del folignate Giuseppe Bragazzi, originariamente apparsa nel 1864. Poche altre guide analoghe possono vantare una tale ricchezza formale e descrittiva, come si può apprezzare sin dalla prima pagina:

“Se dall'altezza a cui poggiano le robuste penne dell'Aquila taluno si facesse a rimirare la Valle dell’Umbria, scorgerebbe in mezzo ad Essa a grandi linee scolpita una vaga figura di fiore a siffatte forme e contorni da somigliare una Rosa. E se desioso di contemplarla dappresso, volesse indi scendere e calare a terra, vedrebbe a mano a mano del suo approssimarsi le sei grandi foglie che ne facean la corolla, quasi per magica virtù, cangiate in altrettante città; e città pure divenuto quel punto centrale, a cui le foglie siccome a calice si connettevano. L’antica Spello, la ridente Asisi, la salubre Nocera, l'aprica Trevi, la torreggiante Montefalco e la grave Bevagna sono le Città, che si distendono intorno all'industriosa e commerciante Foligno. E quando, tenendosi fermi alla somiglianza lusinghiera di quell'eletta figura, si voglia di queste sette Città ricercare la fragranza propria della Regina de’ fiori, basta raccogliere e compendiare il volgere della lor vita di tante decadi secolari, che si sentirà bentosto preso l’animo da un incanto assai più dolce e seducente, che non è quello che provasi in appressarsi alle fiorite ajuole di sontuoso giardino.”
Giuseppe Bragazzi
LA ROSA DELL'UMBRIA ossia Piccola guida storico-artistica di Foligno, Spello, Asisi, Nocera, Trevi, Montefalco, Bevagna

* RARITÀ *Con l’occasione di presentare al pubblico una nuova pentola progettata da Massimo Morozzi per cuocere con acqu...
12/03/2026

* RARITÀ *

Con l’occasione di presentare al pubblico una nuova pentola progettata da Massimo Morozzi per cuocere con acqua o vapore, nel 1985 la prestigiosa industria di design Alessi si fece promotrice del primo tentativo di catalogazione delle paste alimentari italiane.
Il lavoro fu condotto sotto il patrocinio della Staatliche Hochschule für Bildende Künste Frankfurt am Main Staedelschule da Eugenio Medagliani e Fernanda Gosetti, sulla scorta della tradizione regionale italiana e dei tipi di pastifici nazionali.
Redatte in italiano e inglese, le schede descrivono minuziosamente ogni varietà di pasta secca, fresca o ripiena, con indicazioni di diametro, provenienza, formato, utilizzo, tempo di cottura e condimenti di eccellenza.
Corredato da splendidi disegni a colori di Libero Gozzini e Wilma Incerti, il volume include un saggio del prof. Peter Kubelka sopra la natura e il significato della pasta.
PASTARIO, ovvero Atlante delle paste alimentari italiane
a cura di Raffaele Castiglioni
Alessi, Crusinallo di Omegna (VB), 1985
Tiratura limitata di 999 + CMXCIX esemplari numerati, il nostro è il n. DCL###VI
Stampa realizzata da Arti Grafiche Meroni su carta Acquarello Avorio della Cartiera Fedrigoni
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Indirizzo

Via Gentile Da Foligno 80
Foligno
06034

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