Il Salvalibro - Foligno

Il Salvalibro - Foligno Classici, rarità, libri fuori catalogo e da collezione

Acquistiamo libri e intere biblioteche

“L’Italia possiede nel ‘Cunto de li cunti’ o ‘Pentamerone’ del Basile il più antico, il più ricco e il più artistico fra...
12/08/2026

“L’Italia possiede nel ‘Cunto de li cunti’ o ‘Pentamerone’ del Basile il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari [...] Intento di questa mia nuova fatica è di far entrare l’opera del Basile nella nostra letteratura nazionale, togliendola dall’angusta cerchia in cui ora è relegata (che non è più neanche quella dialettale e municipale, ma addirittura il circoletto degli eruditi, degli specialisti e dei curiosi), e di acquistare all’Italia il suo gran libro di fiabe.”

Così Benedetto Croce introduceva l’edizione che presentava il suo decisivo contributo alla diffusione del capolavoro napoletano presso il grande pubblico. Originariamente pubblicata tra il 1634 e il 1636, l’esuberante raccolta di fiabe di Giambattista Basile ebbe scarsa fortuna nei secoli successivi e fu superata in notorietà dall’opera dei fratelli Grimm, i quali peraltro attinsero a piene mani dal repertorio narrativo del Pentamerone. Benché la ricchezza linguistica e “musicale” della lingua napoletana rimanga ineguagliabile, la versione italiana di Croce rimane quella filologicamente più fedele al florilegio stilistico dell’originale. La presente edizione è inoltre arricchita da tavole a colori intercalate, riproducenti dipinti di Pieter Brueghel, van Wittel, Salvator Rosa, Cerquozzi, Spadaro e altri.
IL PENTAMERONE ossia LA FIABA DELLE FIABE. Tradotta dall'antico dialetto napoletano e corredata di note storiche da Benedetto Croce
Laterza, Bari, 1957

* L’arte dell’incipit *“Altra acqua calda Olai, dice la vecchia levatrice Anna Adesso non startene lì impalato sulla por...
06/08/2026

* L’arte dell’incipit *

“Altra acqua calda Olai, dice la vecchia levatrice Anna
Adesso non startene lì impalato sulla porta della cucina, dice
No, no, dice Olai
e avverte un calore e un gelo che si diffondono su tutta la pelle e la fanno accapponare e la gioia che pervade tutto il suo essere gli preme negli occhi sotto forma dí lacrime e si affretta a raggiungere la stufa della cucina e comincia a versare l'acqua calda e fumante in un piccolo catino di legno, acqua calda, sì, sarà fatto, sì certo, pensa Olai e con il mestolo ne versa ancora e sente la levatrice Anna dirgli che adesso è sicuramente sufficiente, adesso sarà sicuramente abbastanza, dice e Olai alza lo sguardo e la vecchia levatrice Anna è in piedi accanto a lui e prende il recipiente
Ci penso io a portarlo dentro, dice la levatrice Anna
poi si sente provenire dalla camera un grido soffocato e Olai guarda la vecchia levatrice Anna negli occhi e le fa un cenno con la testa e forse sta anche ridendo appena con le labbra mentre se ne sta lì così
Adesso devi avere pazienza, dice la vecchia levatrice Anna
Se sarà maschio, si chiamerà Johannes, dice Olai
Vedremo, dice la levatrice Anna [...]”
Un ingresso ‘in medias res’ e senza fiato nel microcosmo letterario di Jon Fosse, romanziere norvegese premio Nobel per la letteratura nel 2023 e definito dal New York Times come “l’erede di Ibsen e Beckett”.
Jon Fosse
MATTINO E SERA
La nave di Teseo, Milano, 2019

* CURIOSITÀ – Il romanzo componibile *« Si invita il lettore a mescolare queste pagine come un mazzo di carte. Se gli fa...
23/07/2026

* CURIOSITÀ – Il romanzo componibile *

« Si invita il lettore a mescolare queste pagine come un mazzo di carte. Se gli fa piacere, può anche alzarle con la sinistra, come si fa dalla cartomante. In ogni caso l’ordine in cui appariranno allora i diversi fogli determinerà il destino di X. In una vita, infatti, il tempo e l’ordine degli eventi contano più della natura degli eventi stessi. [...] Dall’ordine in cui si susseguiranno i singoli episodi dipende anche che la storia finisca bene o male. Una vita si compone di parecchi elementi. Ma infinito è il numero delle possibili combinazioni. »
In questo romanzo-gioco sperimentale il lettore ha a disposizione 140 fogli sciolti da amministrare liberamente, producendo in maniera più o meno automatica miliardi di permutazioni e quindi narrazioni diverse.
Marc Saporta
COMPOSIZIONE N. 1
Lerici, Milano, 1967
seconda edizione italiana dell’opera, collana “Paperbacks”

EDVARD MUNCH. WORKS ON PAPERa cura di Magne Bruteig and Ute Kuhlemann FalckMercatorfonds, 2014Nell’arco della sua carrie...
17/07/2026

EDVARD MUNCH. WORKS ON PAPER
a cura di Magne Bruteig and Ute Kuhlemann Falck
Mercatorfonds, 2014
Nell’arco della sua carriera, Edvard Munch ha realizzato circa 850 stampe diverse e 8.000 disegni e acquerelli. Avendo la carta come denominatore comune, queste opere possono essere considerate un gruppo a sé stante, con un proprio repertorio di tecniche, stili ed espressioni. Come introduzione generale all’impegno che Munch ha dedicato per tutta la vita all’arte su carta, questa pubblicazione comprende sia opere d’arte famose sia disegni d’infanzia, schizzi, curiosità e tesori poco conosciuti.
I saggi di storici dell’arte acclamati dalla critica esaminano, tra le altre cose, le varie tecniche utilizzate da Munch per le sue stampe e i suoi disegni; le affascinanti opere giovanili che ritraggono la sua famiglia e la loro vita quotidiana; la sua interazione con gli artisti contemporanei e l’ambiente intellettuale della cosiddetta «Bohemia di Kristiania»; e l’impatto della sua turbolenta storia d’amore con Tulla Larsen.
Per chi non conosce Munch, questo libro è vivamente consigliato. Per chi pensa di conoscere Munch, è indispensabile.

* L’arte dell’incipit *(Prefazione: Sia chiaro ch’io sono per l’ordine, e che ciò è inutile.)“In quel tempo di mezzo inv...
09/07/2026

* L’arte dell’incipit *

(Prefazione: Sia chiaro ch’io sono per l’ordine, e che ciò è inutile.)

“In quel tempo di mezzo inverno benché si recasse ogni pomeriggio di sole sulla terrazza del Caffè alle Zattere, vale a dire in un luogo per niente spiacevole e anzi rallegrato dalle scarse cose liete che si possono trovare in una città umida qual è Venezia durante la br**ta stagione, Antonio aveva soprattutto voglia di morire. Detto così il suo comportamento potrebbe benissimo apparire un po’ scombinato e corrispondente ad uno stato psicologico quantomeno confuso, ma a parte la considerazione che chi veramente aspira a partirsene dal mondo va d’ordinario a cercare giusto i luoghi dov’è meno gravoso rimanerci, nel caso di cui si tratta v’è d’illuminante la circostanza che Antonio proprio sulla terrazza del Caffè delle Zattere per la prima volta aveva visto Maria e precisamente a questa Maria per quanto senza molta colpa di lei si capisce era legata la sua occasionale e presente voglia di morire.”
Giuseppe Berto
LA COSA BUFFA
Rizzoli, Milano, 1966
In fotografia la prima edizione, nella collana “La Scala”, attualmente disponibile in libreria

* Il libro del giorno *DECALOGOa cura di Arnaldo ColasantiRizzoli, Milano, 1997« Si può dire che ogni storia ha in qualc...
04/07/2026

* Il libro del giorno *
DECALOGO
a cura di Arnaldo Colasanti
Rizzoli, Milano, 1997
« Si può dire che ogni storia ha in qualche modo a che fare con i comandamenti [...] dieci affermazioni ben concepite che intendono regolare i rapporti fra le persone: si tratta di questioni morali, psicologiche, spirituali e probabilmente altro ancora. Le trovo interessanti perché permettono di addentrarsi con una certa semplicità nell’intricata natura dell’animo umano. » (Krzysztof Kieslowski)
Dieci scrittori italiani raccontano i dieci comandamenti. Nessun condizionamento religioso. Ciò che lega gli autori è un desiderio di chiarezza e di profondità, una narrazione libera, concreta e leggibile. Come se si dovesse tornare alle cose più elementari. La letteratura riprende ad essere un'occasione per non eludere gli incontri con la vita.
Racconti di Picca, Anedda, Ferri, Carbone, Doninelli, Susani, De Santis, Pera, Pariani, De Luca

* Storie editoriali *La collana dei CLASSICI DEL RIDERE, ideata dal modenese Angelo Fortunato Formiggini nel 1912, fu da...
24/06/2026

* Storie editoriali *
La collana dei CLASSICI DEL RIDERE, ideata dal modenese Angelo Fortunato Formiggini nel 1912, fu da lui considerata la più vasta e la più caratteristica manifestazione della sua attività editoriale. Stampata con estrema cura anche nella veste formale dei volumi, con sovraccoperte in pergamenino finemente decorate, il Formiggini vi raccolse le opere dei maggiori esponenti di ogni cultura, di ogni tempo, che avessero una qualche attinenza col ridere - da Rabelais a Laurence Sterne, da Carlo Porta a Jean Paul Richter.
Così, classici italiani e stranieri, antichi, moderni e contemporanei, prosatori, poeti dialettali, commediografi si alternarono nella collezione. Oltre alla grafica ufficiale realizzata dal grande incisore Adolfo De Carolis, la serie è caratterizzata dalla presenza in ogni testo di numerose xilografie, commissionate ad artisti dell’epoca che si produssero nobilmente nell’impresa.
In seguito questa fortunata collana fu ristampata per i tipi di Bietti.

* RARITÀ *Benché il primato della tecnica cinematografica spetti notoriamente ai fratelli Lumière, è stato GEORGES MÉLIÈ...
16/06/2026

* RARITÀ *

Benché il primato della tecnica cinematografica spetti notoriamente ai fratelli Lumière, è stato GEORGES MÉLIÈS il primo grande artista e innovatore della settima arte. Questa pregevole monografia illustrata ne costituisce la prima biografia postuma: il regista francese morì nel 1938 in totale oblio, ma oggi il suo visionario apporto è universalmente riconosciuto, le sue creazioni affascinanti come allora. Le tecniche del montaggio e della sovraimpressione gli permisero di dare forma a numeri di magia e narrazioni che anticipano di molti anni il genere fantascientifico, come il celebre ‘Voyage dans la Lune’.
Maurice Bessy - Giuseppe Maria Lo Duca
GEORGES MÉLIÈS, MAGE; et “Mes mémoires” par Méliès
Prisma, Paris, 1945
La tiratura di testa dell’edizione originale (i primi 500 di 2000 esemplari numerati) include il facsimile del manoscritto di Méliès (“Mes mémoires”). Il nostro esemplare, il n. 265, conserva in allegato anche la riproduzione del suo biglietto da visita e un gruppo di volantini promozionali dell’editore, stampati su carta velina opaca.
Contattaci per ulteriori informazioni.

* Un insolito promotore turistico *Nato a Capri il 28 giugno 1875 da padre napoletano e da madre inglese, EDWIN CERIO st...
06/06/2026

* Un insolito promotore turistico *
Nato a Capri il 28 giugno 1875 da padre napoletano e da madre inglese, EDWIN CERIO studiò all’istituto nautico di Napoli e all’università di Genova, dove si laureò in ingegneria navale e meccanica. Trasferitosi in Germania a Kiel nel 1900, lavorò come progettista di navi da guerra e sommergibili per la ditta Krupp; successivamente soggiornò in Spagna, Inghilterra, Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay e Cile.
A partire dal 1918 abbandonò progressivamente l'attività tecnica per poi ritirarsi a Capri nel 1920: qui, raccogliendo l’eredità spirituale del padre, si dedicò ad illustrare e avvalorare le bellezze naturali, la storia, il significato scientifico e culturale dell’isola natale. Sull’isola costruì alcune delle più belle case, promosse il Convegno del Paesaggio ed iniziò con “Aria di Capri” [That Capri Air] la sua attività di scrittura. Col tempo assunse una posizione di primo piano nella stravagante vita culturale di “quella Capri che fu e non sarà più, paradiso di stranieri bizzarri e geniali, di italiani cosmopoliti, di artisti, di scrittori, di scienziati e di matti” (Paolo Monelli). Morì il 24 gennaio 1960.
nelle fotografie:
> Guida inutile di Capri (O.E.T Edizioni del secolo, Roma, 1946)
> That Capri Air (Heinemann, London, 1929)
> C'era una volta Capri. Un secolo di immagini 1857-1957 (Electa Napoli, 1993)

* Il libro del giorno *Stefano D’ArrigoHORCYNUS ORCAMondadori, Milano, 1975Frutto di una gestazione che, tra abbozzi e r...
27/05/2026

* Il libro del giorno *
Stefano D’Arrigo
HORCYNUS ORCA
Mondadori, Milano, 1975

Frutto di una gestazione che, tra abbozzi e riscritture, ha occupato circa due decenni, è forse il romanzo più ambizioso del Novecento italiano. Evocando a suo modo la mitologia omerica, come Joyce nel suo “Ulisse”, il reclusivo D’Arrigo plasma una narrazione linguisticamente stratificata, tra echi latini e dialetto siciliano, espressione singolare e irripetibile di un realismo magico che non avrebbe potuto originare che all’estremo affaccio del Mediterraneo.
« Opera di grandioso respiro epico e lirico, ‘Horcynus Orca’ racchiude in una azione di pochi giorni e in uno spazio compreso tra l’estremità della Calabria e la Sicilia una materia di immenso potenziale mitico e simbolico e insieme di straordinaria evidenza realistica [...]
Se da un lato può apparire, senza alcun dubbio, una sorta di monstrum nella narrativa contemporanea, dall’altro affonda le sue radici nel sostrato più profondo, più vitale e più ricco della tradizione occidentale, rinnovandola in un testo di smagliante bellezza e di memorabile densità, destinato a occupare, in assoluto, un posto di primo piano nella letteratura del Novecento ».

Indirizzo

Via Gentile Da Foligno 80
Foligno
06034

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 13:30
15:30 - 19:30
Martedì 09:30 - 13:30
15:30 - 19:30
Mercoledì 09:30 - 13:30
15:30 - 19:30
Giovedì 09:30 - 13:30
15:30 - 19:30
Venerdì 09:30 - 13:30
15:30 - 19:30
Sabato 09:30 - 13:30
15:30 - 19:30

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