Zecchi Colori Firenze

Zecchi Colori Firenze Da sempre punto di riferimento per artisti e artigiani di tutta Italia e del mondo intero.

Raccogliamo materiali ed esperienza sulle tecniche pittoriche tradizionali e classiche, senza trascurare le più attuali.

Vetrina natalizia per l'iniziativa "Metti un Presepe in vetrina "
13/12/2025

Vetrina natalizia per l'iniziativa "Metti un Presepe in vetrina "

I NOSTRI GIORNI CHIUSURA E ORARI MESE DI DICEMBRE 2025
03/12/2025

I NOSTRI GIORNI CHIUSURA E ORARI MESE DI DICEMBRE 2025

Il blu oltremarino di lapislazzuli,Il minerale di lapislazzuli è da tempo immemorabile estratto dalle montagne dell’Afgh...
20/11/2025

Il blu oltremarino di lapislazzuli,

Il minerale di lapislazzuli è da tempo immemorabile estratto dalle montagne dell’Afghanistan.
In quel lontano e magnifico paese esistono montagne letteralmente venate di blu. Paesaggi incredibili, oggi purtroppo praticamente non visitabili perché si trovano a confine fra Afghanistan e Pakistan. Zona talebana.
Fin dai tempi antichi, il pigmento blu, bellissimo e prezioso, prendeva il nome di “blu oltremare”
Infatti giungeva in occidente attraversando il mar Mediterraneo, attraverso la via della seta fino a Giungere alla costa mediterranea della Terra Santa. Da cui il nome “oltre marino”, oltremare.
Il vero blu oltremare era considerato preziosissimo anche nei tempi antichi quando i pittori di facevano finanziare dalla chiesa per acquistarlo, che però, ne esigeva il solo uso per dipingere il manto della Madonna. Famosi sono, appunto, i dipinti del Beato Angelico in San Marco o i cieli degli affreschi di Giotto nella ca****la degli Scrovegni o a Assisi.
Noi lo abbiamo fornito per il restauro della basilica superiore di Assisi fortemente danneggiata dal terremoto alcuni anni fa. Oltre ad esportarlo in moltissimi paesi del mondo per opere d’arte, restauri e studi importantissimi.
Al giorno di oggi si trova comunemente in commercio la versione moderna del blu oltremare ottenuta industrialmente a fine ‘800 partendo da silicato di alluminio conosciuto meglio come Oltremare francese. Ma il tono del vero oltremare di lapislazzuli è ancora insuperato nonché “eterno” nella durata, all’ossidazione.
Recentemente si è affacciato anche del lapislazzuli proveniente dal Cile. Quest’ultimo è molto simile ma ha un tono leggermente più turchese. Sicuramente meno brillante.
Da tempo, in collaborazione con un nostro artigiano, professore in chimica, abbiamo messo a punto un sistema di purificazione che riesce ad estrarre la parte blu del minerale.
Il minerale di lapislazzuli è infatti un agglomerato di tre composti chimici, calcite (bianca) pirite (che molti scambiano per oro) e la parte blu silicato di alluminio. Il problema per noi coloristi è separare la parte blu dalle altre e questo non si può ottenere con la semplice macinazione perché il risultato sarebbe purtroppo molto grigio. Ma è stato risolto sia usando il materiale migliore del minerale afgano che purificandolo fino a 5 volte.

I vari nomi del gesso per doratoriGià a scegliere un titolo per questo articolo è difficile.Infatti questo importante ed...
21/10/2025

I vari nomi del gesso per doratori

Già a scegliere un titolo per questo articolo è difficile.
Infatti questo importante ed antico prodotto per l'artigianato e la pittura è sempre stato conosciuto con nomi diversi a seconda delle Località dove veniva usato.
Si tratta del gesso minerale di cava ovvero solfato di calcio ovviamente trattato in modo diverso dai gessi murari. Questo gesso viene polverizzato ma soprattutto tenuto in vasche di acqua, a macerare, per lungo tempo. Dopo questa fase viene di nuovo polverizzato e ventilato, vagliato per renderlo soffice.
Tutti questi trattamenti lo rendono neutro e soffice dandogli quelle caratteristiche per il suo uso principale che è quello di fondo preparatorio per la pittura. Questa fase pittorica è conosciuta sotto il nome di “ammannitura o imprimitura. Il gesso viene mescolato a caldo con colle animali come la colla di coniglio o la colla di pesce, diluito ed applicato ancora caldo. Si applicano diverse mani scartandole finemente ognuna. In questo modo si preparano tavolette, cartoni ma anche tele per poi dipingere a tempera soprattutto, raramente per olio dando un’assorbenza eccessiva.
Veniamo alla curiosità dei nomi. Altro uso molto importante per il nostro artigianato fiorentino è o era usarlo come fondo prima del bolo per la doratura su legno.
Nei tempi questo prodotto è stato chiamato con vari nomi. Noi abbiamo preferito “gesso sottile di Volterra” che è il nome che si trova nel Libro dell’arte di Cennino Cennini del 1437 ma anche è il nome dell’origine del prodotto attuale che infatti viene dalle Cave di Colle Val D’Elsa vicino Volterra.
A Firenze era anche conosciuto come Gesso di Bologna perché c’erano delle cave anche a Brisighella. . Molto in uso era anche il nome che ricorda il suo uso specifico, ovvero Gesso per doratori, Giusto è anche un altro nome, diciamo tecnico, con cui veniva chiamato, ovvero gesso marcio. Il che ricorda il trattamento di bagnatura al quale viene sottoposto.
Nome molto in uso era o è Bianco di Spagna perché nei secoli XVII e XVII molto di moda erano le pesanti dorature in voga in quel paese. Infine i “cugini” francesi che avevano (adesso lo prendono in Italia) le loro cave lo chiamano Bianco di Chamapagne o Bianco di Marly.
Altri gessi usati per la preparazione delle tavole (come le icone cone) sono Il Bianco di Meudon che attualmente viene dalle cave di Montecastiglioni (Si) il Caolino e la polvere di alabastro (sempre di Volterra). Tutti e tre sono molto lisci ma non sono soffici come il gesso di Volterra.
nell'immagine:
La vena di gesso a Brisighella

Visita in negozio della premio Oscar Cathy Smith (costumi di  Balla coi Lupi 1990) accompagnata dal nostro carissimo ami...
16/10/2025

Visita in negozio della premio Oscar Cathy Smith (costumi di Balla coi Lupi 1990) accompagnata dal nostro carissimo amico Alessandro Martire

09/10/2025

TRANSLATION OF THE PREVIOUS POST

PROCESSING OUR PARCHMENTS
The cutting is done with very sharp knives, unless a large number of parchments are being cut, in which case it is done with the aid of custom-made cutters and dies.
The term tanning refers to a treatment that can be performed in various ways to stabilize the leather in its organic, raw state and prevent it from deteriorating or fermenting.
Over the years, countless types of tanning have been developed, ranging from vegetable tanning with tannins derived from wood or tree bark, to flour and egg tanning, to chromium salt tanning (in this case, the leather is no longer organic and becomes special waste at the end of its life), and to the more modern methods obtained with synthetic tannins and petroleum derivatives, as well as those obtained with the aid of metal oxides, such as aluminium, zirconium, etc.
Having said this, I inform you that parchments are not tanned hides but degreased and dried, mechanically degreased and then chemically degreased with the aid of soaps; in our case, we use organic soaps.
Because the parchments are completely dried and lightly salted, they do not allow bacterial growth and therefore rotting, which could occur simply by wetting them with ordinary water. Therefore, to be considered as such, the parchment must be untanned and therefore organic.
Throughout history, with differences between peoples and climates, hair was and is removed chemically by opening the hair follicle and then scraping it off.
In the past, the hair follicle was opened by soaking the hides in organic solutions with high bacterial counts, such as poultry or pigeon droppings. It's no coincidence that all ancient tanneries had facilities to house pigeons to collect their droppings. Naturally, as soon as the hair fell off, the hides were immediately rinsed in rivers to preserve the leather and remove the unpleasant odour.
The back of the hide was simply cleaned of fat and fleshing residue; today, this is done with the help of machinery (fleshing machines), and the hair is removed with hydrated lime in a process common to all tanneries called "Liming."
Thick or thin parchments are always predominantly made from a single hide, although very heavy ones, such as those made from bovine hide, can be split and both the more valuable surface layer and the underlying layer, known as the crust, used.
Jewish religious texts are indeed written on the reverse side, but on the hide that constitutes the "grain" of the skin.
Courtesy of G. De Maio, our parchment craftsman

Con questo post vogliamo iniziare una serie relativa a tante belle storie riguardanti "mitici" e prestigiosi materiali p...
09/10/2025

Con questo post vogliamo iniziare una serie relativa a tante belle storie riguardanti "mitici" e prestigiosi materiali per pittura e disegno di antica tradizione. Materiali che in questa epoca di globalizzazione e informatizzazione di tutto, di AI e vendite online si rischiano di perdere, come pure le tecniche a loro collegate. Un tesoro della nostra cultura che va protetto e salvato.

LA LAVORAZIONE DELLE NOSTRE PERGAMENE
Il taglio viene effettuato con coltelli molto affilati, a meno che non si tratti si tagliare un grosso numero di pergamene, ed allora viene fatto con l'ausilio di trancia e fustelle su misura.
Il termine concia si riferisce ad un trattamento che può essere fatto in diversi modi per stabilizzale la pelle allo stato organico quindi grezza e non farla deperire o fermentare.
Negli anni si sono sviluppati innumerevoli tipi di concia, che vanno da quella a vegetale, con tannini derivati dal legno o dalla corteccia degli alberi a quella farina e uova, a quella ai sali di cromo ( in questo caso la pelle non è più organica e diventa un rifiuto speciale a fine carriera) ed alle più moderne ottenute con tannini sintetici e derivati del petrolio nonché quelle ottenute con l'ausilio degli ossidi di metalli , tipo alluminio, zirconio ecc..
Avendo detto questo Vi comunico che le pergamene non sono pelli conciate ma sgrassate ed essiccate, sgrassate meccanicamente e poi chimicamente con 'ausilio di saponi, nel nostro caso usiamo saponi biologici.
Essendo le pergamene completamente essiccate e leggermente salare non consentono la proliferazione batterica e quindi la putrefazione che potrebbe avvenire semplicemente bagnandola con normale acqua, quindi la pergamena per essere tale deve essere non conciata e quindi organica.
Nel corso della storia, con differenza tra popoli e popoli, aventi diversi climi il pelo veniva e viene rimosso chimicamente facendo aprire il bulbo pilifero per poi raschiare via il pelo.
Il bulbo pilifero anni addietro si faceva aprire facendo macerare le pelli in soluzione organiche con cariche batteriche alte come gli escrementi di pollame o di piccione, non a caso tutte le antiche concerie avevano strutture per ospitare i piccioni al fine di raccoglierne gli escrementi, ovviamente appena il pelo cadeva le pelli venivano immediatamente sciacquate in fiumi per salvarne il cuoio e rimuoverne l'odore sgradevole.
La parte versa della pelle veniva solo ripulita dal grasso e dai residui di carniccio, oggi viene fatto con l'ausilio di macchinari (scarnatrici) ed il pelo viene rimosso con l'ausilio di calce idrata in un processo comune anche a tutte le conce detto "Calcinaio".
Le pergamene di spessore alto o di spessore leggero sono sempre prevalentemente una pelle intera anche se quelle molto pesanti tipo bovino possono essere spaccate ed utilizzate sia la parte superficiale più pregiata sia la parte sottostante detta crosta.
Le opere religiose ebraiche sono si scritte sul lato verso ma sulla pelle che costituisce il "fiore" della pelle.
Per gentile concessione di G. De Maio, il nostro artigiano delle pergamene

13/06/2025
13/05/2025
Via dello Studio 1983. Sempre uguale. Dalle varie insegne luminose, oggi azzerate, si notano alcuni esercizi scomparsi d...
10/04/2025

Via dello Studio 1983. Sempre uguale. Dalle varie insegne luminose, oggi azzerate, si notano alcuni esercizi scomparsi da tempo. La casa della lampada dei fratelli Vannuzzi. Il bar dei mitici giramondo Mario e Maria e la farmacia Pegna

Si informa gli affezionati clienti che la gran parte dei lavori di restauro ai nostri locali è terminata. ABBIAMO RIAPER...
04/04/2025

Si informa gli affezionati clienti che la gran parte dei lavori di restauro ai nostri locali è terminata. ABBIAMO RIAPERTO ALLA POSSIBILITA' DI INVIARE ORDINI TRAMITE IL NOSTRO SITO. Aspettiamo i vostri graditi ordini o la vostra ancor più gradita visita al negozio rinnovato. Anche se non abbiamo toccato l'aspetto esteriore tradizionale.

11/12/2024

SI INFORMA LA SPETTABILE CLIENTELA CHE SAREMO APERTI ANCHE I POMERIGGI DI SABATO 14/12 E SABATO 21/12
BUONE FESTE

Indirizzo

Via Dello Studio, 19/R
Florence
50122

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Zecchi Colori Firenze pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Zecchi Colori Firenze:

Condividi