Gnomondo

Gnomondo Rendere il mondo bello e rotondo: uno Gnomondo!��

I nostri gnomi sono tutti fatti a mano in morbida lana. ��

Renderanno la vostra casa magica e allegra.�

Secondo gli gnomi c’è una sola cosa che può far tutti felici.

Cronache scozzesiIl Guerriero senza testa-IIIQuando Heather si riprese, Gnuncan le presentò il fantasma e le raccontò br...
03/10/2024

Cronache scozzesi

Il Guerriero senza testa-III

Quando Heather si riprese, Gnuncan le presentò il fantasma e le raccontò brevemente la sua storia.
“Arne, figlio di Knud ai vostri ordini, Mylady” disse il guerriero, chinandosi nuovamente.
Heather cercò di distogliere lo sguardo dal collo sanguinolento e disse: “Non ti senti solo, Arne? E… ehm, non è scomodo portare in giro la testa sotto il braccio per tutto il tempo?”
Il fantasma rispose che ormai si era abituato, ma che avrebbe preferito essere libero e andare a raggiungere i suoi antenati, che lo aspettavano davanti a un sontuoso banchetto nel Walhalla. Heather e Gnuncan confabularono tra loro, poi promisero ad Arne che lo avrebbero aiutato.
Il giorno seguente, di buon’ora, i due gnomi andarono sul ponte che separava la terraferma dal castello e si misero a invocare lo spirito del lago. Dopo un po’, le acque cominciarono a ribollire e dalla superficie affiorò una figura fatta di luce. Quando fu completamente emersa, emise un ruggito simile a un torrente in piena.
“Chi osa risvegliare lo spirito dell’acqua?” Disse, ma vedendo i due gnomi, sorrise ed emerse completamente, appoggiandosi con i gomiti sul parapetto del ponte.
“Perdonaci” disse Gnuncan, “ma avremmo un favore da chiederti. Il guerriero che hai maledetto su questo ponte, molti secoli addietro, non potresti lasciarlo libero? È stato molto gentile con noi. In cambio, ti prometto che ti faremo compagnia tutte le volte che vorrai. Ci siamo trasferiti da poco e ci farebbe piacere avere un amico.”
Lo spirito aggrottò la fronte e ci pensò un po’ su.
“Suppongo sia uno scambio ragionevole” rispose. “Ah, se tutte le creature fossero generose come voi gnomi!”
Schioccò le dita, poi sorrise e affondò nuovamente nelle acque scure.
Heather e Gnuncan osservarono il fantasma di Arne che piano piano svaniva. Salutò i due fratelli agitando la mano libera, poi sparì del tutto.
“Quindi” osservò Heather, “abbiamo scambiato un amico fantasma con un amico spirito. Non male come primo giorno, eh.”
I due gnomi si misero a ridere, poi tornarono nel castello, pregustando i brownies ai bastoncini di zucchero che Gnuncan aveva preparato per colazione.

Fine

Cronache scozzesi  Il guerriero senza testa - II Gnuncan si chinò sulla sorella per accertarsi che stesse bene, ma quand...
21/09/2024

Cronache scozzesi

Il guerriero senza testa - II

Gnuncan si chinò sulla sorella per accertarsi che stesse bene, ma quando il guerriero arrivò proprio di fronte a lui, si alzò di scatto.
“Non volevo spaventarvi” disse la testa da sotto il braccio. “Di solito sono più discreto nel mostrarmi, ma sono molti anni che non ricevo visite. Sarà meglio portare la fanciulla nel castello, o prenderà un raffreddore.”
Entrati nel salone principale, il guerriero appoggiò la testa su una sedia e accese il fuoco nel grande camino di marmo. Era una delle sue mansioni, disse. L’altra era quella di servire i proprietari del castello.
“Quando il tuo antenato Gnaig Gnonan fece costruire questa fortezza, era in fuga da un gruppo di guerrieri norreni che lo aveva inseguito per tutte le Highlands nel tentativo di rubare le scorte di bastoncini di zucchero del tuo clan. Io ero a capo di quella schiera, e raggiungemmo Gnaig e il suo clan prima che riuscissero a salpare per l’isola su cui ci troviamo adesso. Eravamo più numerosi e, nonostante l’eroica difesa dei tuoi antenati, presto li accerchiammo. Gnaig rifiutò di arrendersi e così mi lanciai contro di lui e con la mia ascia affilata mozzai la punta del suo cappello. All’improvviso, le acque del lago ribollirono e dalla superficie emerse una creatura che sembrava fatta di luce. Disse che era lo spirito protettore di quelle acque e che il rumore della battaglia lo aveva risvegliato. Guardò Gnaig e la vista del suo cappello distrutto lo fece infuriare. Onde spumeggianti cominciarono a spazzare la riva, mentre intorno a noi cadevano lampi di luce. I miei uomini fuggirono, ma quando provai a seguirli, lo spirito si avventò su di me, mi strappò l’ascia di mano e mi tagliò la testa. Disse che era la punizione per aver cercato di fare del male a uno gnomo, sue creature predilette. Poi lanciò sul mio spirito una maledizione: sarei stato condannato a servire i membri del clan Gnonan per tutta l’eternità. E ora, sono ai tuoi ordini, mio signore.”
Il fantasma si inchinò leggermente e Gnuncan rabbrividì alla vista del suo collo troncato. (Cont)

Cronache scozzesi  Il guerriero senza testa - I Il castello di Gnonan sorgeva su un’isola in mezzo a un lago sulle cui a...
12/09/2024

Cronache scozzesi

Il guerriero senza testa - I

Il castello di Gnonan sorgeva su un’isola in mezzo a un lago sulle cui acque aleggiava costantemente una foschia densa. Il luogo in sé aveva sempre avuto un aspetto inquietante, fin dalla sua fondazione per mano di Gnaig Gnonan, il primo gnomo a mettere piede sul piccolo scoglio che faceva capolino tra le acque scure. In fuga dalle scorribande dei guerrieri norreni, che non si limitavano ad attaccare solo gli insediamenti umani, ma spesso depredavano i magazzini degli gnomi pieni di bastoncini di zucchero aromatizzati all’erica (i vichinghi amavano così tanto i bastoncini di zucchero che pensavano fossero protetti da una divnità del pantheon nordico, ma questa è un’altra storia), Gnonan eresse una fortezza per proteggere il suo clan. Il castello fu miracolosamente risparmiato dalle guerre e dalla furia degli elementi, rimanendo praticamente intatto nei secoli e, generazione dopo generazione, il clan Gnonan continuò ad abitarlo e a prendersene cura. Le ere violente della follia umana erano ormai passate quando Gnuncan e Heather Gnonan entrarono in possesso dell’isola e del maniero. I due gnomi erano nati e cresciuti in una città del sud della Scozia, e il loro legame con il clan Gnolan era talmente lontano che non erano neanche a conoscenza dell’esistenza del castello. Un giorno, però, ricevettero una lettera dallo studio legale che si occupava degli affari della famiglia da secoli: erano rimasti gli unici eredi dei possedimenti del clan, poiché tutti i membri sembravano essere scomparsi in modi più o meno misteriosi. I due fratelli decisero di andare a visitare la proprietà di cui non sapevano nulla e, dopo un lungo viaggio, arrivarono finalmente sulle sponde del lago. Era una sera piovosa di inizio luglio e la foschia nascondeva il castello: l’unica cosa visibile era il ponte che collegava la terraferma all’isola. Cercando di farsi coraggio, Heather e Gnuncan si avviarono sul selciato scivoloso, quando all’improvviso si fermarono. La foschia si era diradata e, dall’altra parte si scorgeva una figura umana, decapitata, avvolta in un mantello di pelliccia, che teneva la propria testa sotto braccio, come se si trattasse di un oggetto d’uso comune. Quando la figura avanzò verso di loro, Heather gridò e cadde in terra, priva di sensi. (Continua)

L’evoluzione della civiltà umana, si deve, tra le altre cose, anche alla scoperta del rame. La malleabilità e la duttili...
29/08/2024

L’evoluzione della civiltà umana, si deve, tra le altre cose, anche alla scoperta del rame. La malleabilità e la duttilità di questo metallo ha permesso di creare strumenti, armi e decorazioni, stimolando il progresso tecnologico e artistico. Ancora oggi è un elemento fondamentale per la nostra vita, grazie alla sua elevata conducibilità elettrica e termica lo si trova negli elettrodomestici così come nei veicoli spaziali. Da millenni, poi, viene utilizzato nell’arte per la creazione di sculture, gioielli e decorazioni. A contatto con l’aria, si ossida creando la caratteristica patina verde che vediamo sulle statue delle nostre città e che ne altera l’estetica, ma agisce anche come protezione per gli strati più interni. Si tratta anche dell’unica cosa che gli gnomi hanno appreso dagli esseri umani. I nostri amici barbuti, infatti, sono abili nella lavorazione del legno e a volte della pietra, ma non approvano la pratica umana dell’estrazione dei metalli dal suolo. Solo per il rame, ogni tanto, fanno un’eccezione; non è raro, infatti, nelle foreste, imbattersi in qualche statua di bronzo che raffigura gli gnomi più importanti della storia.

Gnalphonse e Alina de Gnomelier erano una coppia di gnomi molto in vista nella Parigi del XIX secolo. Avevano una casa d...
08/08/2024

Gnalphonse e Alina de Gnomelier erano una coppia di gnomi molto in vista nella Parigi del XIX secolo. Avevano una casa di moda frequentatissima da tutti gli gnomi della città e da molti umani, che si rivolgevano a loro quando avevano bisogno di un abito per un’occasione particolare. La loro specialità, però, erano i cappelli. Di lana, di stoffa, di cotone, riuscivano a confezionarne di ogni tipologia, utilizzando spesso anche fiori e foglie freschi. Furono loro a inventare la moda del ‘cappello bicolore’, che ai tempi fece talmente scalpore che ne parlarono persino i giornali: si trattava di un normale cappello di lana da gnomo, ma con un bordo di colore diverso dal resto. Per l’occasione, crearono anche una speciale tonalità di lilla, che dal nome dei suoi creatori è oggi conosciuta come ‘lilla Gnomelier’. Inizialmente, le loro creazioni bizzarre rischiarono di spaventare i clienti (perché usare più colori, quando ne basta uno solo? E a che serviva una nuova sfumatura di lilla?), ma alla fine il loro spirito innovativo e provocatorio riuscì a conquistare persino lo gnomo più conservatore. La coppia si ritirò dagli affari all’apice del successo, felice di aver portato dei nuovi colori nella vita delle persone e si trasferì in una villetta sul mare nel sud della Francia a godersi tutti i bastoncini di zucchero guadagnati in tanti anni di lavoro. Se volete passare a trovarli, saranno felici di offrirvi una tazza di tè e di confezionarvi al volo un bellissimo cappello color ‘lilla Gnomelier’.



GnomOroscopo Questo mese lo GnomOroscopo è dedicato a tutte le creature viventi o immaginarie nate sotto il segno dei Ge...
28/07/2024

GnomOroscopo

Questo mese lo GnomOroscopo è dedicato a tutte le creature viventi o immaginarie nate sotto il segno dei Gemelli. Vi ricordiamo che le previsioni vengono fatte da un punto di vista gnomo.

Caratteristiche: Gli gnomi dei Gemelli sono affascinanti, curiosi, e amanti della propria libertà. Tendono, però, a non essere mai pienamente soddisfatti di qualcosa, e per questo si dimostrano talvolta superficiali e poco affidabili. Estremamente socievoli e comunicativi, sono particolarmente adatti al ruolo di leader. Non hanno un gusto preferito di bastoncino di zucchero, perché sono alla continua ricerca del bastoncino perfetto. Il colore portafortuna è il turchese dei laghi di montagna dopo lo scioglimento delle nevi invernali.

Oroscopo del mese: Purtroppo, gli gnomi dei Gemelli dovranno affrontare proprio ciò che temono maggiormente: un periodo noioso, senza novità o cambiamenti all’orizzonte. Fatevi coraggio: questo significa anche che non vi capiterà nulla di brutto. Se riuscirete a superare questi momenti grigi, una bellissima sorpresa vi aspetterà, alla fine!

Il concetto di ‘cornice’ è indissolubilmente legato all’arte. Le prime cornici, infatti, cominciano a essere usate duran...
03/07/2024

Il concetto di ‘cornice’ è indissolubilmente legato all’arte. Le prime cornici, infatti, cominciano a essere usate durante il tardo medioevo, con l’affermarsi dei dipinti. Inizialmente integrate nella pala di legno che faceva da supporto all’opera, finirono poi per evolversi come forma d’arte indipendente - sebbene non sempre adeguatamente riconosciuta. Ma a cosa servono le cornici? I nostri amici barbuti hanno cercato di spiegarcelo a modo loro: appoggiati all’interno di alcune cornici appena finite, ci hanno chiesto se notavamo qualcosa di diverso. In effetti, così isolati dall’ambiente circostante, gli gnomi ci sono sembrati ancora più belli. Il compito delle cornici, reali o metaforiche che siano, è proprio quello di far sì che l’attenzione si concentri su una sola cosa, e se è ben fatta, la esalterà con discrezione. Pensate, per esempio, alla storia d’amore di Gregory Peck e Audrey Hepburn in ‘Vacanze romane’: sarebbe stata altrettanto coinvolgente se non si fosse svolta nella cornice della Città Eterna?



Voi credete nel destino? Oppure pensate che l’universo sia dominato dal caos, e che gli eventi accadano senza un motivo ...
25/06/2024

Voi credete nel destino? Oppure pensate che l’universo sia dominato dal caos, e che gli eventi accadano senza un motivo preciso? A tal proposito, i nostri amici barbuti vorrebbero condividere con voi una riflessione su uno degli eventi più strani accaduti sul nostro pianeta. Il 30 giugno del 1908, una remota aerea della Siberia venne devastata da una spaventosa esplosione, dall’intensità pari a svariate volte quella del bombardamento atomico di Hiroshima. Il bagliore venne visto fino in Europa settentrionale e in Asia, e generò eventi sismici a migliaia di km di distanza. Bruciarono diversi milioni di alberi, per un’area complessiva di circa 2000 km quadrati. Poiché allora la situazione politica della Russia era molto instabile, le prime spedizioni investigative sull’evento furono organizzate solo negli anni ’20. Inizialmente si ipotizzò la caduta di un meteorite, ma non venne trovato un cratere, né resti di un eventuale oggetto cosmico. L’evento di Tunguska sembrava essere destinato a rimanere un mistero, fin quando, dopo decenni di ricerche e spedizioni, si ipotizzò che un asteroide ferroso delle dimissioni di uno stadio da calcio potrebbe aver sfiorato la terra senza entrare nell’atmosfera, scaldandosi però al punto da generare un’onda d’urto e un rilascio di materiale tali da provocare la combustione della foresta. Si tratta, appunto, solo di un’ipotesi, ma se così fosse accaduto, la terra sarebbe sfuggita di poco a un evento catastrofico di proporzioni tali che avrebbe potuto avere drammatiche conseguenze sulla civiltà umana. In ogni caso, aggiungono gli gnomi, il fatto stesso che l’evento si sia verificato in una zona completamente disabitata (morirono solo tre persone) e non in una grande città, farebbe pensare a una coincidenza davvero incredibile. Se l’asteroide fosse passato, per esempio, vicino Londra, probabilmente la storia umana avrebbe avuto un corso decisamente diverso. Caos o Destino? I nostri amici barbuti non si esprimono in merito, ma sono soliti compiere diversi gesti scaramantici prima un’impresa importante: per esempio, portare sempre con sé un bastoncino di zucchero, e stringerlo nei momenti di tensione.


GnomOroscopoQuesto mese l’oroscopo gnomo è dedicato a tutti coloro che sono nati sotto il segno del toro. Ricordiamo che...
12/06/2024

GnomOroscopo

Questo mese l’oroscopo gnomo è dedicato a tutti coloro che sono nati sotto il segno del toro. Ricordiamo che le previsioni vengono fatte da un punto di vista gnomo.

Caratteristiche: Gli gnomi del toro sono estremamente socievoli e aperti alla conoscenza di nuove creature, hanno anche poca pazienza e difficilmente concedono una seconda possibilità a chi ha fatto loro un torto. Una caratteristica di questo gnomo-segno è la calma e la concretezza che, da una parte, li porta a cercare legami duraturi, ma dall’altra li rende poco favorevoli ai cambiamenti. Amano profondamente gli alberi, e spesso vivono in tane ricavate dai tronchi cavi. Il loro gusto di bastoncino di zucchero preferito è la ciliegia, che preferiscono gustare mentre si crogiolano sotto il primo sole caldo della primavera avanzata. Il colore portafortuna, anche se può sembrare strano, è il rosso acceso dei primi pomodori maturi.

Oroscopo del mese: Periodo difficile per gli gnomi toro, che dovranno avere molta pazienza e sopportare alcuni spiacevoli, ma non gravi, inconvenienti. In campo sentimentale, invece, tutto andrà meravigliosamente e se non l’avete ancora incontrato, presto arriverà lo gnomo\la gnoma dei vostri sogni.
Gnolomeus il Saggio vi dà appuntamento al mese prossimo!


Gli gnomi e gli oracoli giapponesi – parte IV Le gnome più belle che siano mai esistite abitano nel Kawai, un santuario ...
04/06/2024

Gli gnomi e gli oracoli giapponesi – parte IV

Le gnome più belle che siano mai esistite abitano nel Kawai, un santuario che si trova all’interno dello spazio sacro del tempio Shimogamo a Kyōtō. Il Kawai è dedicato alla dea Tamayori Hime no Mikoto, madre del primo leggendario imperatore del Giappone e discendente a sua volta dalla divinità più importante del pantheon nipponico, la dea Amaterasu. Tamayori Hime è considerata la dea della bellezza, protettrice delle nascite e della riuscita delle unioni sentimentali; secondo la tradizione è possibile ottenerne la benevolenza offrendole dei particolari ‘ema’, tavolette votive fatte a forma di specchio: se si disegna sulla tavoletta il volto che si vuole avere, la dea esaudirà il vostro desiderio di bellezza e garantirà la felicità delle vostre relazioni. Naturalmente gli gnomi non hanno bisogno della protezione degli dei per essere bellissimi, ma amano vivere nel bosco che circonda il tempio Shimogamo, uno dei più antichi e venerati del Giappone. La foresta, nota con il nome di Tadasu no Mori è stata preservata dalla modernizzazione della città e ospita alberi di 600 anni. Le acque del torrente che scorre all’interno dello spazio del tempio sono sacre: i fedeli sono soliti immergervi i piedi per lavare via i malanni, mentre gli gnomi vi immergono i bastoncini di zucchero, che la benedizione degli dei rende ancora più gustosi.


Gli gnomi e gli oracoli giapponesi - parte IIIForse non tutti sanno che l’arte di piegare la carta per creare forme trid...
28/05/2024

Gli gnomi e gli oracoli giapponesi - parte III

Forse non tutti sanno che l’arte di piegare la carta per creare forme tridimensionali, nota come ‘origami’, fu inventata da Gnomu Chen, uno gnomo che viveva in Cina alla corte della dinastia Han orientale (25-220 DC). La famiglia imperiale, ghiotta dei bastoncini di zucchero che Gnomu Chen preparava ogni giorno, gli chiese di usarli per decorare tutto il palazzo. Lo gnomo pensò che fosse uno spreco utilizzare in tal modo degli ottimi bastoncini, così decise di confezionarne delle copie tridimensionali fatte di carta e appenderle ovunque. L’idea ebbe talmente successo che si diffuse fino in Giappone a partire dal VI secolo, sebbene solo le classi più agiate potessero permettersi l’acquisto della carta. Durante il periodo Edo (1603-1868), la materia prima divenne più abbordabile e l’arte dell’origami (letteralmente ‘piegare la carta’) cominciò a essere praticata da tutta la popolazione giapponese. La forma più conosciuta e più amata è l’orizuru, cioè l’origami a forma di gru, animale che, secondo una credenza giapponese, può vivere mille anni ed è perciò simbolo di buona sorte. Chi riesce a fare una catena di mille gru (‘senbazuru’) avrà la benedizione degli dei e fortuna per tutto il resto della vita. È consuetudine regalare lunghe catene senbazuru a chi è malato, come auspicio di pronta guarigione. I nostri amici barbuti, invece, preferiscono donare catene di mille bastoncini di zucchero agli umani per cui nutrono simpatia: se sulla vostra porta d’ingresso ne troverete appesa una, avrete l’amicizia degli gnomi per sempre, e la fortuna non potrà che accompagnarvi in ogni situazione.





Gli gnomi e gli oracoli giapponesi - parte IIOltre a ottenere predizioni per il futuro, in che modo è possibile ingrazia...
20/05/2024

Gli gnomi e gli oracoli giapponesi - parte II

Oltre a ottenere predizioni per il futuro, in che modo è possibile ingraziarsi gli dei per ottenere il loro favore? Oggi, i nostri amici barbuti vi parleranno degli ‘ema’, tavolette di legno su cui i giapponesi sono soliti scrivere auspici per la propria fortuna prima di appenderle negli appositi spazi nei templi shintoisti. Queste tavolette votive sono in genere molto colorate e raffigurano immagini del dio cui il tempio è dedicato, benefici particolari che quella divinità può concedere (successo negli studi, nelle relazioni, nel lavoro), immagini di importanza religiosa o culturale, oppure animali dello zodiaco cinese. Originariamente, però, gli ‘ema’ raffiguravano un cavallo (la parola è composta da due ideogrammi che significano ‘immagine’ e ‘cavallo’) Anticamente, infatti, si credeva che i cavalli fossero cari ai ‘kami’, gli dei, e che venissero usati come messaggeri, perciò era usanza donare un cavallo ai santuari per ottenere il favore delle divinità. Poiché donare (e anche mantenere) un cavallo era una pratica piuttosto costosa, pian piano si passò a sostituire l’animale con le tavolette votive. Naturalmente, se volete essere proprio sicuri che il vostro desiderio si avveri, dovete cercare dei templi particolari, dedicati agli gnomi. Ne troverete alcuni nei boschi alle pendici del monte Fuji. Dopo aver lasciato un’offerta di bastoncini di zucchero, scrivete il vostro desiderio su uno degli ‘ema’ che raffigurano i nostri amici barbuti e appendetelo all’interno dello spazio sacro del santuario: la fortuna non potrà che seguirvi ovunque andrete.




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