25/03/2026
La ZAVORRA (concetti e soluzioni di Equilibrio Idrostatico):
Nonostante sia un produttore di arbalete artigianali devo ammettere che troppo spesso ci lasciamo intrigare da fucili potentissimi che solo apparentemente sono in grado di risolvere con tiri stratosferici la difficoltà di avvicinamento della preda, invece quasi tutto dipende dal nostro
EQUILIBRIO IDROSTATICO.
Una delle caratteristiche fondamentali nel nostro sport sicuramente è possedere una buona acquaticità, essa è necessaria per poter effettuare una tecnica di avvicinamento silenziosa che a mio parere è ancora più importante di un perfetto abbigliamento mimetico. Sappiamo bene però che non basta avere un ottima acquaticità senza uno strumento che ci permetta di calibrare al meglio il nostro equilibrio idrostatico, e questa è la zavorra. I sub più evoluti spesso si sono autocostruiti delle zavorre più confacenti alle loro esigenze, dedicate alle gambe o addirittura alle braccia, addirittura un ingegnoso pescasub si è costruito uno schienalino idrostatico a galleggiamento variabile provvisto di una sacca d'aria gestita da una cannuccia a bocca. Fino a ieri il mercato non ci offriva una grandissima varietà di zavorre e la tradizionale cintura intorno la vita rimaneva la più gettonata. La prima zavorra ad essere studiata per distribuire il carico in maniera ottimale è stata la straordinaria SADOMASO di Giorgio Dapiran che consiste in una doppia cintura che si allarga dietro i fianchi aumentando la superficie di appoggio evitando gli stress di sovraccarico su un solo punto della schiena, e poi quella più recente di nome BERTA, ancora più sofisticata perché gestisce pure il carico sulle spalle. Entrambe sono degli strumenti utili a risolvere quei fastidiosi sbilanciamenti che ci fanno avere quello spiacevole andamento goffo, sgraziato e soprattutto rumoroso.
EQUILIBRIO IDEALE
Quando organizzo gli stage mi rendo conto che il problema più grande del pescasub è proprio riuscire a trovare il giusto equilibrio che per molteplici motivi può cambiare addirittura da una settimana all'altra. Personalmente non credo a calcoli matematici che ci diano il risultato esatto di quanti chilogrammi ci serviranno, quindi dovremo sacrificare un po' di tempo a fare delle prove direttamente in mare, poi spiegheremo quali.
La nostra condizione fisica sarà differente per ognuno di noi per conformazione e condizione fisica, un corpo asciutto avrà sicuramente necessità di pochi piombi contrariamente a un soggetto in sovrappeso, al quale le masse adipose fungeranno da galleggiante, non dimentichiamo pure che il fegato è un organo che se grasso contribuirà ad avere una condizione di positività idrostatica (per peso negativo si intende= affondare, invece positivo= galleggiare).
Per semplificare i concetti espressi facciamo un attimo di ordine, classificando ciò che generalmente condiziona maggiormente la nostra situazione idrostatica in acqua.
POSITIVO : tessuto adiposo, fegato, muta, quantità aria nei polmoni
NEGATIVO: ossa, tessuti muscolari e alcune attrezzature tipo coltello e le pinne.
Il problema più grande è la grande variabilità di peso specifico dei vari punti del nostro corpo, tanto è vero che taluni avranno le gambe negative e il busto positivo ed altri il contrario. La zavorra ha il compito di renderci perfettamente equilibrati, permettendoci la miglior gestione del movimento non tralasciando però l'importante caratteristica di facilità di sgancio di tale apparato.
Tralasciando la tecnica di zavorramento dedicata alla pesca profonda, della quale possiamo trovare decine di trattati a riguardo, voglio invece descrivere quella nel basso fondo, cioè dai 20 centimetri d'acqua ai 10- 15 metri.
RICERCA DEL PROPRIO EQUILIBRIO
Sicuramente ognuno di noi avrà dei sistemi di zavorramento personali dettati dall'esperienza o da consigli ricevuti da compagni di pescasub più esperti, ma è certo che per ottenere un proprio corretto equilibrio idrostatico servirà un discreto allenamento, ed ora vi spiegherò il perché.
Partendo dal presupposto che trovo gravissimo un sovraccarico della zavorra anche nel basso fondale, consiglio sempre di approfittare di un meraviglioso mezzo di controllo idrostatico che possediamo: i nostri polmoni. Si, perché la respirazione sarà la nostra grande alleata, dandoci la possibilità di avvalerci dei ritmi straordinari nelle immersioni, aiutandoci a mantenere delle ottime medie dei tempi di apnea e di equilibrio. Tra gli strumenti fondamentali per seguire i miei consigli, non dovranno mancare le cavigliere da 500 grammi, dei piombi a saponetta da 500 grammi, la classica cintura in gomma con sgancio classico ( non marsigliese ) e un piombo da 500 grammi a sgancio rapido.
DISTRIBUZIONE DELLA ZAVORRA
Dopo aver fatto attività di pescasub per una trentina di minuti circa, cioè quando la nostra muta si sarà pregnata dell'acqua e quindi avrà perso la proprietà di galleggiamento massima, ci metteremo in un punto comodo e daremo inizio all'operazione, mettendoci la cintura cercando di calibrare il peso in maniera di essere positivi a polmoni pieni e viceversa negativi a polmoni vuoti. Una volta stabilito qual è il peso ideale, si dovrà fare un piccolo esercizio, cioè fare una piccola immersione a polmoni mezzi pieni e cercare di stabilire se le gambe affondano prima del corpo o meno. Una volta stabilito che alle gambe servirà un chilogrammo, si toglierà il corrispettivo dalla cintura e si metteranno due saponette all'esterno delle cosce sotto la muta. La stessa cosa sarà da fare mettendo due saponette al lato del torace sempre sottraendo ugual peso dalla cintura e così via. Una volta calibrato perfettamente il peso, dovrete levitare perfettamente anche sul fondo.
CONTROLLO DEL NOSTRO EQUILIBRIO
In precedenza accennavo all'importanza dei nostri polmoni (salvagente)per avere un buon equilibrio idrostatico. Sarà proprio con la respirazione lenta e profonda in superficie che gestiremo il nostro galleggiamento, la preparazione rilassante pre apnea ci aiuterà a concentrarci per fare un inspirazione ridotta, atta ad ottimizzare l'azione per un corretto struscia- pancia tra gli scogli. Considerando che, una volta equilibrati, potremo gestire il peso sottraendolo o aggiungendolo solo dalla cintura, in base alla profondità di intervento, sarà estremamente facile prendere confidenza con questo sistema. Un pochino più complesso è lavorare su profondità minori, perché in acqua molto bassa dovremo fare interventi addirittura senza aria nei polmoni e ciò ci risulterà poco familiare per ovvi motivi psicologici... Quì l'importanza di familiarizzare con una procedura che sicuramente diminuirà i tempi di apnea, ma che rapportata ai benefici del più rapido avvicinamento delle prede sarà vincente. Da quella che è la mia esperienza posso dire che, utilizzando una respirazione lenta ma profonda, quando si è in superficie basteranno 3 o 4 atti respiratori profondi con un'inspirazione ridotta finale per avere comunque quei 75 - 90 secondi di apnea, più che sufficienti affinchè la preda possa essere a tiro . Posso assicurarvi che le difficoltà che avrete nei primi periodi di assuefazione e abitudine a questa tecnica saranno però compensate da una migliore fluidità e silenziosità durante l'azione di caccia. Ciò vi permetterà un avvicinamento maggiore anche al pesce più smaliziato.🦈