09/06/2026
Leggendo la notizia dell’approvazione del DDL Valditara, che limita gli interventi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole,
ho pensato subito a quanto siano preziosi gli strumenti che aiutano bambini e bambine a crescere nella conoscenza di sé, nel rispetto degli altri e nella capacità di dare un nome a ciò che sentono.
Per questo oggi voglio consigliare con convinzione "Io sono foglia" a tutti gli insegnanti, agli educatori e ai genitori.
È un albo che parla di identità, di trasformazione, di libertà e di appartenenza con una delicatezza rara. Attraverso la metafora della foglia, apre spazi di dialogo autentico sui corpi, sulle emozioni, sulle differenze e sul diritto di ciascuno di essere sé stesso. Lo fa senza slogan, senza imposizioni, ma con la forza della letteratura e delle immagini che sanno generare domande.
Ho visto questo libro diventare occasione di confronto e ascolto. Ho visto bambini e bambine riconoscersi nelle sue pagine, esprimere pensieri profondi, interrogarsi sul mondo e sulle relazioni.
Eppure educare non significa proteggere dalla complessità, ma accompagnare ad attraversarla. Significa offrire parole, strumenti e occasioni di confronto in un contesto sicuro e rispettoso.
Per questo credo che Io sono foglia sia una lettura necessaria oggi più che mai. Perché aiuta a coltivare sensibilità, empatia e consapevolezza. Perché ricorda agli adulti che i bambini e le bambine sono spesso molto più pronti di noi ad accogliere la pluralità del mondo. E perché ci invita a costruire comunità educanti capaci di ascoltare prima di giudicare.
A insegnanti e genitori lo consiglio con il cuore: leggetelo, condividetelo, fatelo circolare. In tempi in cui qualcuno vorrebbe restringere gli spazi del dialogo, i libri possono ancora aprire finestre, creare ponti e far crescere foreste.