Libreria Atlantide

Libreria Atlantide libreria indipendente dal 1993. Quella che suggeriamo ai lettori di cercare fra le tante anime delle librerie indipendenti, d'Italia e del Mondo!

Atlantide vuole proporre a chi ama i libri recensioni e notizie, cuoriosità e classifiche, con la voce sincera di autentici librai.

il Premio Mare di Libri è giunto alla XIII edizione, e la super giuria ha così deciso:* Gavin Extence, Cercando Phoebe, ...
15/06/2026

il Premio Mare di Libri è giunto alla XIII edizione, e la super giuria ha così deciso:

* Gavin Extence, Cercando Phoebe, Fandango - traduzione di Silvia Rosa per la categoria della narrativa
* Teresa Radice - Stefano Turconi, Avila, Bao Publishing per la categoria graphic novel

il fantastico festival dedicato ai giovani lettori e lettrici!

https://www.facebook.com/maredilibri

Dietro le quinte, ecco chi muove le fila qui...
15/06/2026

Dietro le quinte, ecco chi muove le fila qui...

Tante le novità uscite a maggio!Non c'è tempo da perderedi Ursula K. Le Guin traduzione di Serena Daniele NN Editore, 20...
14/06/2026

Tante le novità uscite a maggio!

Non c'è tempo da perdere
di Ursula K. Le Guin
traduzione di Serena Daniele
NN Editore, 2026

Non c’è tempo da perdere è un libro-rifugio e un atto di resistenza, la prova che la mente, quando è davvero libera, non smette mai di fare domande.

A ottantun anni, Ursula K. Le Guin apre un blog. Lo fa seguendo l’esempio di José Saramago, con la stessa serietà con cui ha sempre scritto fantascienza e fantasy, perché non c’è differenza, per lei, tra un romanzo e un frammento quotidiano, tra un mondo immaginario e il gatto Pard che le cammina sulle ginocchia. Da quella decisione nasce Non c’è tempo da perdere, una raccolta di quasi un decennio di riflessioni che trasforma il quotidiano in osservatorio, l’aneddoto in interrogazione radicale. Le Guin smonta i cliché sull’eterna giovinezza, rifiuta l’idea che invecchiare significhi perdere e che la vecchiaia vada camuffata da adolescenza infinita. Con la stessa ironia tagliente dei suoi romanzi, affronta linguaggio, potere, responsabilità: perché chiamiamo “crescita” la distruzione ambientale? Perché diciamo di credere nell’evoluzione invece di accettarla? Perché il tempo libero ci sembra sempre tempo sprecato? Erudita e spiritosa, tenera e inflessibile, Le Guin usa la prosa breve come già aveva usato la fantascienza: per indagare capitalismo, fede, femminismo e letteratura, e per rimettere in discussione ciò che di solito accettiamo senza alcun dubbio.



brave ragazze, via alle diffide legali per i leoni da tastiera, un po' di rieducazione fa bene.https://www.facebook.com/...
13/06/2026

brave ragazze, via alle diffide legali per i leoni da tastiera, un po' di rieducazione fa bene.

https://www.facebook.com/photo/?fbid=1601628618630344&set=a.541730391286844

La libreria indipendente La Terza Stanza di Budrio è finita nella campagna “anti-gender” della destra nazionale. Al centro delle polemiche il "Piccolo Pride"🏳️‍🌈, una versione ridotta e territoriale dei grandi pride urbani, interpretato però da alcuni come “pride per bambini” fino ad accusare le organizzatrici di aver "insegnato ai bambini a usare i preservativi". La libreria è già partita con le diffide.
Tutta la storia nel link al primo commento

La libreria indipendente La Terza Stanza di Budrio è finita nella campagna “anti-gender” della destra nazionale. Al centro delle polemiche il "Piccolo Pride"🏳️‍🌈, una versione ridotta e territoriale dei grandi pride urbani, interpretato però da alcuni come “pride per bambini” fino ad accusare le organizzatrici di aver "insegnato ai bambini a usare i preservativi". La libreria è già partita con le diffide.
Tutta la storia nel link al primo commento 👇

C'è un film con Marcello Mastroianni e Michel Piccoli che gli italiani non hanno mai potuto vedere nelle sale cinematogr...
13/06/2026

C'è un film con Marcello Mastroianni e Michel Piccoli che gli italiani non hanno mai potuto vedere nelle sale cinematografiche. Film tratto da un libro che manca da tempo sui banchi delle librerie, uno dei più importanti dello scrittore albanese Ismail Kadarè, che non era particolarmente benevolo nei confronti del comportamento dell'esercito italiano. Un libro racconta la storia di quel film:

Una storia scomoda. La guerra segreta al film con Mastroianni sugli italiani in Albania negli anni del fascismo
di Antonio Caiazza
Bibliotheka Edizioni, 2025

Alcuni film nascondono enigmi che non sono riportati nei manuali di Storia del Cinema. Tra questi, un posto d'onore spetta a Il generale dell'armata morta, tratto dal romanzo dello scrittore albanese Ismail Kadare, cast d'eccezione con Marcello Mastroianni, Michel Piccoli e Anouk Aimé. Riprese previste fra il 1980 e il 1982 in Albania. Eppure nemmeno un metro di pellicola venne mai girato, malgrado contatti, viaggi, sopralluoghi e il denaro versato alla Banca di Stato albanese. Il motivo? Il veto imposto da Francia e Italia ad un film che affrontava temi storici spinosi e ferite ancora aperte per l'opinione pubblica, come l'occupazione fascista e le atrocità da essa perpetrate nei confronti della popolazione civile. Il saggio, grazie a documenti inediti rinvenuti negli archivi diplomatici europei, svela segreti e omissioni di un film "maledetto", poi girato in Italia, che però non uscì mai nelle sale cinematografiche.

la scheda del film, da wikipedia
Appena conclusa la Seconda guerra mondiale un generale e un sacerdote italiano ricevono un compito delicato e gravoso: riportare in patria i corpi dei soldati caduti in Albania.

Il generale Ariosto, assolto il compito, decide di visitare il paese, portando con sé le spoglie dei suoi uomini: il suo sarà un vagare tra vecchi rancori, risentimenti e ricordi di orrori vissuti durante le giornate di guerra. Ariosto ha una missione affidatagli dalla vedova del colonnello Di Brenni, che lo ha pregato di riportarle a ogni costo i resti del marito; ma dopo averli ritrovati, il generale apprende che l'uomo fu ucciso dalla madre dell'adolescente che lui aveva violentato.

la scheda del libro
Vent'anni sono passati dalla fine dell'ultima guerra, ma per un generale e un colonnello cappellano dell'esercito italiano è come se fosse appena finita. E' un compito ingrato quello che sono chiamati a svolgere: tornare in Albania alla ricerca dei resti dei nostri soldati morti laggiù. Inizia per loro un viaggio doloroso, reso ancor più difficile da un clima sgradevole, dalla freddezza della popolazione, dal paesaggio poco accogliente. Un viaggio accompagnato da noiose autorizzazioni diplomatiche, dalle preghiere di parenti inconsolabili, dai ricordi dei sopravvissuti.

la storia vera di Antonio Vassallo, il giovane che per primo scattò le foto quel 23 maggio 1992Negli occhi di GiovanniSt...
13/06/2026

la storia vera di Antonio Vassallo, il giovane che per primo scattò le foto quel 23 maggio 1992

Negli occhi di Giovanni
Storia di un ragazzo di Capaci
di Fabrizio Silei , Antonio Vassallo
Il Castoro
Con la prefazione di Roberto Saviano
dai 12 anni

23 maggio 1992.
Un ragazzo. Una macchina fotografica. Un boato. Antonio Vassallo è giovane, ma è tra i primi ad arrivare sul luogo della strage di Capaci. È lui a scattare le prime foto, ed è sempre lui a incrociare lo sguardo di Giovanni Falcone.
Questo libro racconta la sua storia vera: quella di un ragazzo che cresce a Capaci, dove in quegli anni si dice che “la mafia non esiste” eppure è presente ovunque. È la storia di un ragazzo pieno di vita, che sogna la musica, si innamora, ha tanti amici, si diverte, si infuria e si impegna per la sua città.
Le foto che scattò quel giorno gli furono subito sottratte e non sono mai state ritrovate. Ma questo non gli ha impedito di continuare a raccontare.

" La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele...
13/06/2026

" La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme. "
L'appuntamento con LA CLASSIFICA. Leone XIV sale al primo posto, scalzando Manzini, inseguito da manga e sport romance.

il folgorante incipit dell'ultima fatica di Lidia Yuknavitch, ora anche sul grande schermo con il libro tratto dal suo  ...
13/06/2026

il folgorante incipit dell'ultima fatica di Lidia Yuknavitch, ora anche sul grande schermo con il libro tratto dal suo La cronologia dell'acqua:

"Questo non è il racconto di un viaggio dell’eroe o un memoir tradizionale, benché in queste pagine siano presenti il viaggio e il ricordo e la narrazione. Non voglio scavare nella mia vita alla ricerca di scene drammatiche e poi servirle su un piatto d’argento. La mia intenzione è leggere alcuni episodi della mia vita non come fatti, ma come finzioni, come storie che si sono innestate nel mio corpo. Esiste un modo per liberarle? Per riorganizzare gli elementi in modo narrativo? Posso creare un’ermeneutica dei miei stessi ricordi? La memoria è sempre una specie di ritorno; la mia intenzione è compiere una serie di ritorni alle persone e ai luoghi che si sono impressi su di me e ho portato nel corpo per gran parte della mia vita. Sono convinta che i nostri corpi siano portatori di esperienze. La mia intenzione è chiedere se esiste un modo per leggere il mio passato in modo diverso, usando ciò che ho appreso dalla letteratura: le storie si ripetono e riverberano e ci liberano dalla tirannia dei nostri sbagli, dei nostri traumi e delle nostre confusioni.
Virginia Woolf in Momenti di essere notava che: “Dietro l’ovatta si cel[a] un disegno; che noi – tutti noi esseri umani – rientriamo nel disegno; che il mondo intero è un’opera d’arte; che noi siamo parte di quell’opera d’arte. L’Amleto, o un quartetto di Beethoven, è la verità su questa massa immane che chiamiamo mondo. Ma non esiste nessuno Shakespeare, non esiste nessun Beethoven; sicuramente e decisamente non esiste nessun Dio; noi siamo le parole; noi siamo la musica; noi siamo la realtà. E io lo vedo, tutto questo, quando subisco una scossa”.
Anche per me la vita è guadare acque costellate da piccole scosse che mi cambiano l’esistenza.
Sto invecchiando. Mi volto guardando al passato nel tentativo di raccogliere e consegnare ciò che ho trovato. A sessant’anni mi interrogo in maniera diversa rispetto a quando ero più giovane. È mutato il modo in cui mi interrogo, ma anche ciò su cui mi interrogo.
E se potessimo leggere il nostro passato, i nostri ricordi, persino i nostri corpi, come libri che si prestano a infinite interpretazioni? Infinitamente generanti, riformanti e in grado di mostrarci nuove intuizioni? E se gli schemi e la composizione, le immagini e la poesia della letteratura diventassero parte di noi, mentre portiamo il peso delle nostre vite? E se ci relazionassimo in maniera diversa alle nostre esperienze? Le storie delle esperienze che portiamo dentro di noi potrebbero allora… allentarsi? Precipitare e sedimentarsi? Riorganizzarsi? Cambiare forma? Potrei leggere il mio passato come leggo i libri che amo, con la compassione, irritazione, resistenza, il desiderio, la trasgressione giocosa, l’erotismo, e la gioia, curiosità e meraviglia che riservo ai libri che amo?
Potrei leggere anche il mio corpo e la mia vita in questo modo?
Che cosa portiamo dentro di noi? Come deponiamo ciò che portiamo troppo a lungo?
Benché non sia un memoir, questo è uno spazio di metamorfosi narrativa. Come il corpo di una rana in una fiaba."

Leggere le onde
di Lidia Yuknavitch (Autore)
Alessandra Castellazzi (Traduttore)
Nottetempo, 2026
«Sono convinta che i nostri corpi siano portatori di esperienze», scrive Lidia Yuknavitch nel suo audace memoir "Leggere le onde". «La mia intenzione è chiedere se esiste un modo per leggere il mio passato in modo diverso, usando ciò che ho appreso dalla letteratura: le storie si ripetono e riverberano e ci liberano dalla tirannia dei nostri sbagli, dei nostri traumi e dalle nostre confusioni». Scavando nel proprio passato – gli abusi subiti dal padre, la complessa dinamica con la madre disabile, la morte di un figlio e il sesso, con donne e uomini – e nell'esperienza di scrittrice e insegnante, Yuknavitch ha imparato che la letteratura e la narrazione hanno il potere di riconfigurare i ricordi, allentare le catene che impediscono la crescita emotiva. È con questa consapevolezza che si concede di guardare alle proprie ferite ricorrendo al suo sguardo da artista, testimoniando così il potere trasformativo di quest'azione capace di risanare l'anima. Al contempo candido e lirico, inflessibile e clemente, diretto ed evocativo, "Leggere le onde" – ideale proseguimento della "Cronologia dell'acqua" – ci dimostra che è indispensabile voltarsi indietro per conoscere meglio noi stessi.

vi auguriamo possiate vivere questo momento in cui potete abbandonarvi alla lettura, senza altre distrazioni o preoccupa...
12/06/2026

vi auguriamo possiate vivere questo momento in cui potete abbandonarvi alla lettura, senza altre distrazioni o preoccupazioni.

UAN MANUEL INCHAUSPE
È DOLCE ABBANDONARSI ALLA STANZA
È dolce abbandonarsi alla stanza
quando ci siamo lasciati alle spalle
quell'accumulo croccante di ore
bruciate per vivere.

Dolce è la presenza dei mobili,
la linea del tuo collo che accompagna
l'inclinazione della testa sul libro.
Dolce è il fondale marino dei tuoi occhi.

E ancora più dolce è l'ora – quando, già stanco
ma terribilmente libero – accendo
la lampada che spegnerò molto tardi.

Maggio 1966

(da Poesie 1964-1975, 1977)

https://cantosirene.blogspot.com/2026/05/dolce-e-lora.html

E ancora più dolce è l'ora – quando, già stanco ma terribilmente libero – accendo la lampada che spegnerò molto tardi.

Indirizzo

Via Mazzini 93
Castel San Pietro Terme
40024

Orario di apertura

Lunedì 08:45 - 12:30
15:30 - 19:30
Martedì 08:45 - 12:30
15:30 - 19:30
Mercoledì 08:45 - 12:30
15:30 - 19:30
Giovedì 08:45 - 12:30
Venerdì 08:45 - 12:30
15:30 - 19:30
Sabato 08:45 - 12:30
15:30 - 19:30

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